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	<title>MedicinaLive.com &#187; Epidemie</title>
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		<title>Anche l&#8217;aria secca contribuisce al picco di influenza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[aria secca]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
    

    


    
    


Pioggia e neve possono sembrare delle incubatrici perfette per l&#8217;influenza, ma una nuova ricerca suggerisce che anche un tasso di umidità molto basso, il cielo sereno e l&#8217;aria estremamente secca possono essere responsabili di un aumento nei casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24015" title="aria secca influenza" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/aria-secca-influenza.jpg" alt="aria secca influenza" width="436" height="287" />Pioggia e neve possono sembrare delle incubatrici perfette per l&#8217;influenza, ma una nuova ricerca suggerisce che anche un tasso di umidità molto basso, il cielo sereno e <strong>l&#8217;aria estremamente secca possono essere responsabili di un aumento nei casi di influenza</strong>, proprio come quelli che si verificano solitamente durante i mesi invernali.</p>
<p>Precedenti ricerche avevano suggerito che l&#8217;umidità è collegata ad epidemie di influenza stagionale, ma gli studi erano di solito concentrati sull&#8217;umidità relativa, non sull&#8217;umidità assoluta.</p>
<blockquote><p>L&#8217;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umidit%C3%A0_relativa" target="_blank">umidità relativa</a> è il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d&#8217;aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d&#8217;aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione (saturazione).</p></blockquote>
<p>L&#8217;<strong>umidità assoluta</strong>, che è il livello effettivo dell&#8217;acqua nell&#8217;aria, non dipende dalla temperatura, ma spesso raggiunge livelli più bassi in inverno che in estate.<span id="more-24014"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una tipica giornata estiva può avere quattro volte vapore acqueo di una tipica giornata invernale &#8211; una differenza che esiste sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno-spiega <em>Shaman Jeffrey</em>, della<em> Oregon State University, </em>autore principale dello studio.</p>
</blockquote>
<p>Lo studioso e la sua équipe di ricercatori hanno scoperto che i <strong>focolai di influenza durante l&#8217;inverno spesso si sono verificati subito dopo un periodo climatico insolitamente secco</strong>. <em>Irene Eckstrand</em>, dello US <em>National Institute of General Medical Sciences program</em>, spiega che</p>
<blockquote><p>&#8220;La scoperta di un legame tra i focolai di influenza e il livello di umidità assoluta potrebbe avere un impatto significativo sullo sviluppo di strategie per limitare la diffusione delle sindromi virali ed influenzali stagionali. Capire perché i focolai si formano è un primo passo importante verso il contenimento o addirittura il totale annientamento, ed è quindi essenziale per gli scienziati scoprire la connessione tra le condizioni meteorologiche e i picchi di influenza. &#8220;</p></blockquote>
<p>I risultati completi dello studio sono stati pubblicati della versione on-line della rivista di divulgazione scientifica <em>PLoS Biology</em>.</p>
<p>[Fonte: <em>Health.com</em>]</p>
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		<title>L&#8217;influenza A? Non è ancora finita</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[influenza A]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
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		<description><![CDATA[
Che fine ha fatto l&#8217;influenza A? E&#8217; sparita dai telegiornali, ma non è detto che sia stata debellata. Anzi, dall&#8217;Oms invitano a non abbassare la guardia perché
Non è ancora finita.
Il pericolo, avvertono dall&#8217;organizzazione internazionale, è che ci si dimentichi di prendere le solite precauzioni per il semplice motivo che in Europa (Occidentale) e negli Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24121" title="influenza suina terzo mondo" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/influenza-suina-terzo-mondo.jpg" alt="influenza suina terzo mondo" width="450" height="288" /></p>
<p>Che fine ha fatto l&#8217;influenza A? E&#8217; sparita dai telegiornali, ma <strong>non è detto che sia stata debellata</strong>. Anzi, dall&#8217;<strong>Oms </strong>invitano a non abbassare la guardia perché</p>
<blockquote><p>Non è ancora finita.</p></blockquote>
<p>Il pericolo, avvertono dall&#8217;organizzazione internazionale, è che ci si dimentichi di prendere le solite <strong>precauzioni </strong>per il semplice motivo che in <strong>Europa </strong>(Occidentale) e negli <strong>Stati Uniti</strong> ormai i casi si sono ridotti ad un numero irrilevante. <strong>Keji Fukuda</strong>, consigliere dell&#8217;Oms, ricorda però che la pandemia sta raggingendo i <strong>picchi nel mondo in via di sviluppo</strong>, e dunque, circolando ancora il virus, non è escluso che possa ritornare anche dalle nostre parti.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.newsfood.com" target="_blank">Newsfood</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inventata zanzara geneticamente modificata per debellare la febbre dengue</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 13:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un nuovo ceppo di zanzare, in cui le femmine non possono volare, può aiutare a ridurre la trasmissione della febbre dengue, secondo gli scienziati dell&#8217;Università della California di Irvine e i loro colleghi britannici di Oxford. La febbre dengue provoca gravi sintomi simili a quelli dell&#8217;influenza, ma molto più gravi. Si stimano da 50 a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23976" title="zanzara febbre dengue" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/zanzara-febbre-dengue.jpg" alt="zanzara febbre dengue" width="450" height="300" /></p>
<p>Un nuovo ceppo di <strong>zanzare</strong>, in cui le femmine non possono volare, può aiutare a ridurre la trasmissione della febbre dengue, secondo gli scienziati dell&#8217;Università della California di Irvine e i loro colleghi britannici di Oxford. La febbre dengue provoca gravi sintomi simili a quelli dell&#8217;influenza, ma molto più gravi. Si stimano <strong>da 50 a 100 milioni di casi all&#8217;anno</strong>, e quasi il 40% della popolazione mondiale è a rischio. Il virus dengue si diffonde attraverso il morso delle zanzare femmine <em>Aedes aegypti</em>, e non ci sono vaccini o cure.</p>
<p>I ricercatori però sono riusciti a creare una nuova razza. Le femmine non possono volare, e così finiscono con il <strong>morire rapidamente allo stato selvatico</strong>, limitando il numero di zanzare e riducendo, o addirittura eliminando, la trasmissione della dengue. I maschi del ceppo possono volare, ma non mordono, dunque non trasmettono le malattie.<span id="more-23974"></span></p>
<p>Quando le zanzare geneticamente modificate di sesso maschile si accoppiano con le femmine selvatiche e trasmettono i loro geni, le femmine della prossima generazione non saranno in grado di volare. Gli scienziati stimano che, se rilasciata la nuova razza <strong>potrebbe reprimere la popolazione della zanzara in sei-nove mesi</strong>. L&#8217;approccio è ovviamente più sicuro per l&#8217;uomo ed efficace rispetto agli <strong>insetticidi </strong>nocivi ed inquinanti.</p>
<blockquote><p>Gli attuali metodi di controllo della dengue non sono sufficientemente efficaci, e quelli nuovi sono urgentemente necessari. Controllare la zanzara che trasmette il virus potrebbe ridurre significativamente la morbilità e la mortalità umana</p></blockquote>
<p>ha spiegato<strong> Anthony James</strong>, docente di microbiologia e genetica molecolare e biologia molecolare e biochimica alla UCI. Utilizzando i concetti sviluppati dalla OXITEC, <strong>Luke Alphey</strong>, autore senior dello studio, ha ottenuto una alterazione genetica nelle zanzare che <strong>interrompe lo sviluppo muscolare dell&#8217;ala </strong>nella prole di sesso femminile, rendendola incapace di volare. Cosa che non avviene negli esemplari maschi.</p>
<p>Mentre il loro lavoro è focalizzato sul vettore della febbre dengue, i ricercatori hanno fatto notare che questo approccio potrebbe essere adattato anche per altre specie di zanzare, come quelle che propagano altre malattie come la malaria e la febbre del Nilo occidentale. Certo è che probabilmente la zanzara potrebbe essere l&#8217;unico animale che, se si dovesse estinguere, <strong>non farebbe arrabbiare nessuno</strong>.</p>
<p>I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em>.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>L&#8217;influenza suina mette a rischio i Mondiali di calcio</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 12:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza A-H1N1]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione contro l'influenza suina]]></category>

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Non si parla più dell&#8217;influenza A H1N1 perché in Italia, come in gran parte dei Paesi sviluppati, è quasi scomparsa del tutto. Ma non è detto che il virus sia stato debellato in tutto il mondo. La possibilità che una pandemia di influenza suina colpisca i Mondiali di calcio in Sudafrica sta diventando l&#8217;incubo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23597" title="influenza suina calciatori" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/influenza-suina-calciatori.jpg" alt="influenza suina calciatori" width="450" height="313" /></p>
<p>Non si parla più dell&#8217;influenza A H1N1 perché in Italia, come in gran parte dei Paesi sviluppati, è quasi scomparsa del tutto. Ma non è detto che il <strong>virus </strong>sia stato debellato in tutto il mondo. La possibilità che una pandemia di influenza suina <strong>colpisca i Mondiali di calcio in Sudafrica </strong>sta diventando l&#8217;incubo dei funzionari della sanità, ha spiegato il ministro della Salute <strong>Aaron Motsoaledi</strong>.</p>
<blockquote><p>Uno dei nostri incubi più grandi è il fatto che [la coppa del Mondo] che si terrà a giugno, avverrà quando vi è la possibilità di un altro attacco di H1N1 (influenza suina).</p></blockquote>
<p>La Coppa del Mondo si disputerà dall&#8217;11 giugno all&#8217;11 luglio, nel bel mezzo dell&#8217;<strong>inverno sudafricano</strong>, quando le temperature spesso scendono al di sotto dello zero alle altitudini più elevate e il raffreddore e l&#8217;influenza sono comuni. Oltre<strong> 400.000 spettatori stranieri </strong>sono attesi in Sud Africa, prima volta per uno Stato africano, e per questo la preoccupazione che qualcosa possa andare storto è altissima.<span id="more-23595"></span></p>
<p>Il Dipartimento della Salute sta pianificando un grande piano di <strong>vaccinazione contro l&#8217;influenza suina</strong> per almeno 3 milioni di persone prima che l&#8217;inverno arrivi. Il dipartimento ha acquisito 1,3 milioni di dosi di vaccino e altre 3,5 milioni di dosi sono state donate dall&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>.</p>
<p>Come sempre, avranno la precedenza le donne in gravidanza, alcuni <strong>lavoratori </strong>come i funzionari di frontiera presso i punti di ingresso nel Paese, i più <strong>giovani </strong>e le persone che sono coinvolte nella gestione dell&#8217;evento sportivo. Il Johannesburg OR Tambo International Airport ha anche <strong>scanner termici</strong> in grado di rilevare se i passeggeri in arrivo presentino una temperatura corporea troppo alta, ed in quel caso verrebbero immediatamente isolati e controllati con i test per l&#8217;influenza suina.</p>
<p>In tutto il mondo, l&#8217;influenza suina ha provocato almeno <strong>15.292 vittime</strong> da quando è stata diagnosticata per la prima volta in Messico nel 2009. Da allora ha raggiunto più di 212 Paesi, anche se l&#8217;Africa è stato il Continente meno colpito fino ad ora, con &#8220;solo&#8221; 167 morti accertati.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.health24.com" target="_blank">Health24</a>]</p>
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		<title>Malaria materna: ricercatori vicini al vaccino</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[anemia]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino malaria]]></category>

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I ricercatori dell&#8217;Università di Copenhagen sono stati i primi al mondo a sintetizzare l&#8217;intera proteina che è responsabile della malaria, la quale mette in pericolo la vita di milioni di donne in gravidanza e i loro bambini non ancora nati. La proteina nota come VAR2CSA consente ai parassiti della malaria di accumularsi nella placenta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23343" title="africana incinta" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/africana-incinta.jpg" alt="africana incinta" width="450" height="300" /></p>
<p>I ricercatori dell&#8217;Università di Copenhagen sono stati i primi al mondo a sintetizzare l&#8217;intera proteina che è responsabile della malaria, la quale mette in pericolo la vita di milioni di donne in gravidanza e i loro bambini non ancora nati. La proteina nota come <strong>VAR2CSA </strong>consente ai parassiti della malaria di accumularsi nella placenta e può quindi potenzialmente essere utilizzata come componente principale di un <strong>vaccino </strong>per attivare gli anticorpi che proteggono le donne in gravidanza contro la malaria stessa.</p>
<p>Il gruppo di ricerca sta ora pianificando di testare l&#8217;efficacia del vaccino <strong>sugli esseri umani</strong>. La speranza è che entro 10 anni <strong>tutte le ragazze africane potranno essere vaccinate</strong> contro la malaria materna, impedendo in tal modo oltre 200.000 morti ogni anno.<span id="more-23341"></span></p>
<p>Ogni anno, 25 milioni di donne incinte nell&#8217;Africa sub-sahariana corrono il rischio di contrarre la malaria. Le donne che sono stati infettate dal parassita della malaria durante la loro prima gravidanza sono a rischio considerevole di anemia grave e significativa <strong>compromissione della crescita fetale</strong>. I parassiti della malaria si accumulano nella placenta, con conseguenze sui bambini nati prematuramente e sottopeso. Queste donne sono maggiormente esposte al rischio di morire durante la gravidanza e il parto. La malaria materna è la causa di morte di 100-200.000 neonati e 10.000 donne ogni anno.</p>
<blockquote><p>Il gruppo di ricerca sulla malaria, ha scoperto la proteina VAR2CSA, che è responsabile del parassita della malaria vincolante nella placenta, nel 2003. L&#8217;obiettivo è quello di produrre un vaccino basato sulla VAR2CSA che porta gli anticorpi che bloccano il parassita a legarsi alla placenta. La sfida per noi è stata quella di produrre la proteina in laboratorio, in quanto è molto grande e tecnicamente complessa. Ora che siamo riusciti a fare questo, abbiamo fatto un grande passo verso lo sviluppo di un vaccino umano, come si può già provare negli animali. In collaborazione con gli scienziati presso l&#8217;Istituto nazionale della Tanzania per la ricerca medica, abbiamo testato gli anticorpi che sono stati prodotti in laboratorio su un certo numero di parassiti della malaria su donne in gravidanza in Tanzania. Questi anticorpi sembrano essere efficaci nel prevenire l&#8217;accumulo del parassita nel tessuto placentare. Il passo successivo è quello di indagare se possiamo ottenere gli stessi anticorpi e quindi di proteggere contro la malattia gli esseri umani. Poi il vaccino sarà una realtà</p></blockquote>
<p>dice <strong>Ali Salanti</strong>, professore associato del Centro per la Medicina Parassitologica (CMP) presso il Dipartimento di Salute Internazionale, Immunologia e Microbiologia, dell&#8217;Università di Copenhagen. La scoperta è stata pubblicata sul <em>Journal of Molecular Biology</em>.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Il test fai da te sul virus A H1N1 è una bufala</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 13:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[test del tampone]]></category>
		<category><![CDATA[test fai da te]]></category>

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A causa delle lunghe attese negli ospedali per il famoso &#8220;test del tampone&#8220;, o per la mancanza dei tamponi stessi, fino a qualche settimana fa erano in tanti a sospettare l&#8217;influenza suina, ma senza avere la possibilità di averla diagnosticata. Questa è stata la fortuna della casa farmaceutica Voden, la quale ha colto al volo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22093" title="test influenza suina" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/01/test-influenza-suina.jpg" alt="test influenza suina" width="450" height="338" /></p>
<p>A causa delle lunghe attese negli ospedali per il famoso &#8220;<strong>test del tampone</strong>&#8220;, o per la mancanza dei tamponi stessi, fino a qualche settimana fa erano in tanti a sospettare l&#8217;influenza suina, ma senza avere la possibilità di averla diagnosticata. Questa è stata la fortuna della casa farmaceutica <strong>Voden</strong>, la quale ha colto al volo l&#8217;occasione e ha messo in commercio l&#8217;&#8221;<strong>Ego Test Flu</strong>&#8220;, un test fai da te che, secondo la casa produttrice, avrebbe dovuto diagnosticare in fretta e con precisione l&#8217;eventuale contagio.</p>
<p>Questo test inizialmente aveva lasciato perplesso l&#8217;<strong>Istituto superiore di Sanità</strong> ed anche il <strong>Ministero della Salute</strong>, e pare che avessero ragione.</p>
<blockquote><p>Il test fai da te per l&#8217;influenza A H1N1 è un vero imbroglio</p></blockquote>
<p>afferma<strong> Carlo Rienzi,</strong> presidente dell&#8217;Associazione dei Consumatori <strong>Codacons</strong>. Il test in realtà avrebbe dimostrato <strong>molta poca sensibilità al virus</strong> (in pratica poteva risultare negativo anche se il contagio c&#8217;era stato), e per questo è considerato una <strong>truffa</strong>.</p>
<p>La Codacons ha avviato una class action che, in caso di vittoria, garantirà la restituzione dei <strong>14,50 euro </strong>spesi dai cittadini per acquistare il test.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.romagnaoggi.it" target="_blank">Romagnaoggi</a>]</p>
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		<title>Lo Streptococcus pneumoniae può aggravare l&#8217;influenza suina</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 16:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[Streptococcus pneumoniae]]></category>
		<category><![CDATA[virus mutato]]></category>

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		<description><![CDATA[
La presenza dello Streptococcus pneumoniae in campioni che possono essere facilmente ottenuti in ambulatori e nelle sale di emergenza, possono predire il rischio di una malattia pandemica grave di influenza suina. I rapporti sulla pandemia influenzale H1N1 in Argentina sono stati associati ad una maggiore mortalità che in altri Paesi,e per questo hanno portato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22073" title="streptococcus pneumoniae" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/01/streptococcus-pneumoniae.jpg" alt="streptococcus pneumoniae" width="450" height="290" /></p>
<p>La presenza dello <em>Streptococcus pneumoniae</em> in campioni che possono essere facilmente ottenuti in ambulatori e nelle sale di emergenza, possono predire il rischio di una <strong>malattia pandemica grav</strong>e di influenza suina. I rapporti sulla pandemia influenzale H1N1 in <strong>Argentina </strong>sono stati associati ad una <strong>maggiore mortalità</strong> che in altri Paesi,e per questo hanno portato i ricercatori del Centro per l&#8217;infezione e l&#8217;immunità (CII) alla Mailman School of Public Health della Columbia University, e i loro colleghi dell&#8217;Argentina&#8217;s National Institute of Infectious Diseases (INEI) e della Roche 454 Life Sciences a ricercare le <strong>mutazioni virali </strong>indicative di una <strong>maggiore virulenza</strong>, o alcune co-infezioni che potrebbero contribuire alla gravità della malattia.</p>
<p>Il completo sequenziamento del genoma dei campioni del <strong>rinofaringe </strong>rappresentano una malattia grave o lieve che non ha mostrato segni di evoluzione verso un fenotipo più virulento o nello sviluppo di resistenza antivirale. Tuttavia, <strong>MassTag PCR</strong>, un metodo per effettuare una diagnosi differenziale delle malattie infettive, ha rilevato una forte <strong>correlazione </strong>tra la presenza di <em>Streptococcus pneumoniae</em> e un <strong>incremento del rischio di aggravare la malattia</strong>. I risultati, che suggeriscono questa nuova strategia per l&#8217;identificazione e trattamento dei pazienti è stato pubblicato su <em>PLoS ONE</em>.<span id="more-22071"></span></p>
<p>Gli scienziati hanno esaminato i campioni del rinofaringe che rappresentano 199 casi di pandemia di H1N1 (H1N1pdm) in Argentina. Il set di campioni includeva 39 casi classificati come gravi e 160 casi classificati come lievi.</p>
<blockquote><p>Abbiamo utilizzato una combinazione di 454 pirosequenziamento ed il sequenziamento classico Sanger per provare l&#8217;evoluzione virale verso una maggiore virulenza. Il confronto delle sequenze virali dell&#8217;Argentina con quelle ottenute da altre parti del mondo, non ha fornito indizi per l&#8217;aumento della gravità della malattia. Tuttavia, il MassTag PCR ci ha permesso di trovare un nuovo fattore di rischio indipendente da obesità, asma, diabete o malattie croniche. <em>S. pneumoniae</em> era presente nella maggior parte dei casi gravi</p></blockquote>
<p>ha spiegato <strong>Gustavo Palacios</strong>, assistente professore di epidemiologia alla CII, e uno degli autori dello studio. I campioni sono stati testati per la presenza di 33 agenti patogeni virali e batterici delle vie respiratorie.</p>
<blockquote><p>La presenza di <em>Streptococcus pneumoniae</em> nei soggetti di età compresa tra 6 e 55 anni, quelli più colpiti dalla pandemia attuale, è stata associata con un rischio di 125 volte maggiore di avere una malattia grave</p></blockquote>
<p>ha detto <strong>Mady Hornig</strong>, professore associato di epidemiologia e co-autore dello studio.</p>
<blockquote><p>Tre implicazioni pratiche emergono dal nostro studio. In primo luogo, <em>S. pneumoniae</em> è importante nella patogenesi e la prognosi delle malattie associate con H1N1pdm. Se questo effetto è associato con tutti i ceppi di <em>S. pneumoniae</em> o solo con i sierotipi specifici, rimane da stabilire. In secondo luogo, diagnosi facilmente accessibili, come i campioni di tampone rinofaringeo, possono essere utilizzate come un indice di rischio di malattia grave. In terzo luogo, metodi diagnostici multipli, come MassTag PCR, possono consentire la tempestiva segnalazione di un ampio spettro di agenti virali e batterici, per avviare le cure cliniche</p></blockquote>
<p>hanno concluso i ricercatori.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Influenza A: ora colpisce anche i gatti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[influenza A]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;emergenza per l&#8217;influenza A, come da più parti si ripete, non è finita, ma anzi, forse potrebbe rimanere in circolazione più del previsto. E&#8217; quanto si apprende dall&#8217;Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia, il quale ha dato notizia che in Emilia Romagna è stata contagiata anche una colonia di gatti.
A passare il virus ad uno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22065" title="gatti donna" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/01/gatti-donna.jpg" alt="gatti donna" width="450" height="338" /></p>
<p>L&#8217;emergenza per l&#8217;influenza A, come da più parti si ripete, <strong>non è finita</strong>, ma anzi, forse potrebbe rimanere in circolazione più del previsto. E&#8217; quanto si apprende dall&#8217;Istituto zooprofilattico sperimentale della <strong>Lombardia</strong>, il quale ha dato notizia che in <strong>Emilia Romagna</strong> è stata contagiata anche una colonia di gatti.</p>
<p>A passare il virus ad uno di essi era una donna che si prendeva cura di loro (in tutto erano circa 80). Il passaggio poi da uno al resto del gruppo è stato <strong>molto rapido</strong>, così sono stati molti quelli che sono morti, perlopiù cuccioli e anziani.</p>
<p>Secondo i ricercatori però, il virus per passare da uomo ad animale <strong>non è mutato</strong>, e questo fa pensare che, essendo facile il contagio tra diverse specie, anche con la vaccinazione, il virus potrebbe rimanere in circolazione <strong>ancora per molto tempo</strong>.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.adnkronos.com" target="_blank">Adnkronos</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Influenza suina: oltre 12 mila morti in 8 mesi</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 09:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[decessi H1N1]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione mondiale della sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non è passato nemmeno un anno dalla comparsa dell&#8217;influenza suina, e circa un mese da quando è improvvisamente scomparsa, almeno dai giornali e dalle televisioni. Ma che fine ha fatto? A fare il punto della situazione è direttamente l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha oggi diramato le cifre ufficiali ad 8 mesi dall&#8217;inizio della pandemia.
Almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22033" title="influenza suina in messico" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/12/influenza-suina-in-messico.jpg" alt="influenza suina in messico" width="450" height="306" /></p>
<p>Non è passato nemmeno un anno dalla comparsa dell&#8217;influenza suina, e circa un mese da quando è improvvisamente scomparsa, almeno dai giornali e dalle televisioni. Ma che fine ha fatto? A fare il punto della situazione è direttamente l&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>, che ha oggi diramato le cifre ufficiali ad 8 mesi dall&#8217;inizio della pandemia.</p>
<p>Almeno<strong> 12.220 decessi</strong> sono stati causati dall&#8217;<strong>influenza H1N1</strong>, o come si dice in gergo, sono stati &#8220;formalmente confermati&#8221; in tutto il mondo, ma l&#8217;epidemia sembra essere in <strong>declino</strong>, come la stessa OMS ha ammesso. Le morti accertate, la cui ultima registrazione risale al 27 dicembre, sono state di circa 700 in più rispetto ad una settimana prima. La settimana precedente aveva registrato un aumento di circa <strong>1.500 decessi</strong>, dunque la buona notizia è che nell&#8217;arco di 7 giorni i decessi sono stati <strong>più che dimezzati</strong>.<span id="more-22031"></span></p>
<p>Il rapporto afferma che i settori più attivi della trasmissione in corso erano in <strong>Europa centrale e orientale</strong>, con i punti focali nelle ultime settimane riportati in Georgia, Montenegro e Ucraina. In altre parti dell&#8217;Europa orientale e nel sud Europa, che comprendono Grecia, Bulgaria, Serbia e Russia nella regione degli Urali, tutte le infezioni delle vie respiratorie, tra cui l&#8217;influenza stagionale, si sono sviluppate.</p>
<p>Nonostante l&#8217;attenzione sui casi recenti di H1N1, l&#8217;OMS stima che l&#8217;influenza stagionale uccide da 250 a <strong>300.000 persone</strong> in tutto il mondo ogni anno. Parlando a <strong>Ginevra</strong>, il direttore generale dell&#8217;OMS <strong>Margaret Chan</strong> ha detto che la pandemia di H1N1, affrontata ampiamente con le campagne di vaccinazione, non può essere sconfitta fino almeno al <strong>2011 </strong>e ha sostenuto la costante vigilanza contro il virus.</p>
<p>L&#8217;ultimo aggiornamento dell&#8217;OMS ha dichiarato che in Europa occidentale la trasmissione del virus è rimasta <strong>diffusa e attiva</strong>, ma nel complesso l&#8217;attività della malattia aveva raggiunto il picco. In America del Nord (Stati Uniti, Canada e Messico), la trasmissione è stata anche diffusa, ma ha diminuito in modo sostanziale il numero di contagi e vittime in tutti e tre i Paesi, come era in gran parte già avvenuto in Sud e Centro America e nei Caraibi. In Asia orientale (Cina, Giappone e Taiwan) la trasmissione sembra essere in declino, concludono dall&#8217;OMS.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.health24.com" target="_blank">Health24</a>]</p>
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		<title>Nuovo test rapido per identificare l&#8217;influenza</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 09:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[test influenzale]]></category>

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Uno dei motivi per cui nei mesi scorsi l&#8217;influenza suina ha fatto così tanti danni, era che ci voleva del tempo per riuscire a diagnosticarla. Spesso mancavano le attrezzature, o quando c&#8217;erano, le richieste erano talmente tante che non si riusciva ad evaderle tutte. Per questo la scienza si è applicata a questo problema, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-21952" title="test influenzale" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/12/test-influenzale.jpg" alt="test influenzale" width="450" height="263" /></p>
<p>Uno dei motivi per cui nei mesi scorsi l&#8217;influenza suina ha fatto così tanti danni, era che ci voleva del tempo per riuscire a diagnosticarla. Spesso mancavano le attrezzature, o quando c&#8217;erano, le richieste erano talmente tante che <strong>non si riusciva ad evaderle tutte</strong>. Per questo la scienza si è applicata a questo problema, ed ha probabilmente trovato una soluzione.</p>
<p>I ricercatori del Medical College of Wisconsin, del Children&#8217;s Research Institute e del Children&#8217;s Hospital of Wisconsin hanno sviluppato un rapido sistema automatizzato per <strong>differenziare i ceppi di influenza</strong>. L&#8217;infezione, in caso di pandemia, come quella dell&#8217;influenza H1N1, può essere individuata tramite un rapido test automatizzato al fine di rendere rapide ed efficaci le decisioni dei medici. Alcune <strong>reazioni a catena in tempo reale della trascrittasi inversa della polimerasi </strong>(real-time RT-PCR) sono un metodo sensibile e specifico per l&#8217;identificazione dei sottotipi di influenza. Tuttavia, i tempi tecnici del test sono significativamente più lunghi e meno accurati rispetto a quelli dei test diagnostici classici dell&#8217;influenza.<span id="more-21950"></span></p>
<p>Un gruppo guidato dal <strong>dottor Kelly J. Henrickson</strong> del Medical College del Wisconsin ha sviluppato una tecnica semi-rapida e completamente automatizzata denominata &#8220;multiplex real-time RT-PCR&#8221; per rilevare l&#8217;influenza A, il virus dell&#8217;influenza B, e il virus respiratorio sinciziale (VRS). Questi test possono efficacemente individuare la forma umana dei virus H1N1,<strong> H3N2, H1N1 di origine suina</strong>, così come sa distinguere queste forme dall&#8217;<strong>influenza B </strong>e dalle infezioni del <strong>VRS</strong>. Questi test potrebbero provare un gran numero di campioni in un <strong>tempo molto breve</strong>, consentendo un notevole calo nei tempi tecnici dei test, e limitando anche la diffusione.</p>
<p>Beck e colleghi suggeriscono che</p>
<blockquote><p>questa epidemia dimostra l&#8217;importanza di avere un&#8217;analisi rapida, affidabile, sensibile e specifica che permette ai medici e ai funzionari della sanità pubblica di reagire rapidamente ed efficacemente durante le epidemie virali.</p></blockquote>
<p>Questi studi sono stati finanziati dal Midwest Respiratory Virus Program Clinical Laboratory.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Influenza suina: in alcuni Paesi è ancora in aumento</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
		<category><![CDATA[ondata di contagi]]></category>

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Con molti Paesi che continuano a segnalare un numero crescente di casi di H1N1 (influenza suina), Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell&#8217;OMS sulla pandemia influenzale, ha spiegato che è troppo presto per dichiarare la pandemia finita. Dal Washington Post:
Fukuda ha dichiarato che, mentre la seconda ondata di infezioni ha raggiunto l&#8217;apice negli Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-21673" title="vaccino a h1n1" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/12/vaccino-a-h1n1.jpg" alt="vaccino a h1n1" width="450" height="330" /></p>
<p>Con molti Paesi che continuano a segnalare un <strong>numero crescente di casi di H1N1</strong> (influenza suina), <strong>Keiji Fukuda</strong>, consigliere speciale del direttore generale dell&#8217;OMS sulla pandemia influenzale, ha spiegato che<strong> è troppo presto per dichiarare la pandemia finita</strong>. Dal <em>Washington Post</em>:</p>
<blockquote><p>Fukuda ha dichiarato che, mentre la seconda ondata di infezioni ha raggiunto l&#8217;apice negli Stati Uniti e in alcuni altri Paesi dell&#8217;emisfero nord, il livello di attività dell&#8217;influenza resta elevato altrove, in alcuni Paesi europei, tra cui la Svizzera e la Repubblica ceca, e in alcune parti dell&#8217;Asia centrale, come il Kazakistan.</p></blockquote>
<p>Fukuda ha inoltre osservato che i segni di un picco e una diminuzione del contagio in Nord America e in alcune parti d&#8217;Europa si era verificato in modo &#8220;straordinariamente precoce per l&#8217;influenza&#8221;, con diversi mesi di anticipo. Come risultato, non si poteva escludere la possibilità di <strong>un&#8217;altra ondata della malattia</strong> alla fine dell&#8217;inverno o all&#8217;inizio della primavera.<span id="more-21671"></span></p>
<p>Anche durante il briefing, Fukuda ha annunciato che l&#8217;OMS prevede di iniziare la spedizione di vaccini H1N1 in <strong>Azerbaigian, Afghanistan e Mongolia</strong> entro le prossime settimane. I vaccini andranno a 35 Paesi in via di sviluppo poco dopo.</p>
<p>Le 180 milioni di dosi di vaccino contro l&#8217;H1N1 ai Paesi in via di sviluppo</p>
<blockquote><p>sono state promesse dai cinque principali produttori e da 12 Paesi, anche se non è chiaro quanti le hanno mantenute. Gli Stati Uniti, per esempio, si sono impegnati per il 10% dell&#8217;offerta per l&#8217;OMS, ma non ne hanno ancora fornito nessuna. Ma più vaccino può essere disponibile al più presto, perché molti Paesi hanno effettuato ordini sul presupposto che due dosi sarebbero state necessarie per immunizzare la maggior parte delle persone. Ora che è chiaro che una sola dose è sufficiente per tutti, tranne i bambini di età inferiore ai 10 anni, è probabile che vi sia un surplus. Gli Stati Uniti, per esempio, ha ordinato 251 milioni di dosi, e sembra improbabile che tutte queste saranno utilizzate</p></blockquote>
<p>dice il <em>Los Angeles Times</em>. La <em>Reuters </em>invece afferma che in <strong>Germania </strong>e <strong>Spagna </strong>sono in corso trattative con le aziende farmaceutiche per ridurre le consegne e restituire il surplus del vaccino. Entrambi i Paesi stanno anche valutando le opzioni per donare l&#8217;eccesso di scorte ad altri Paesi.</p>
<p>Il segretario dell&#8217;HHS americano <strong>Kathleen Seblieus</strong> ha spiegato che gli Stati Uniti avranno oltre 100 milioni di dosi in eccesso, ed ha esortato gli americani a fare il vaccino, spiegando che</p>
<blockquote><p>Abbiamo la possibilità di ridurre l&#8217;impatto, o addirittura prevenire una grande terza ondata.</p></blockquote>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.medicalnewstoday.com/" target="_blank">Medicalnewstoday</a>]</p>
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