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	<title>MedicinaLive.com &#187; Virologia</title>
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		<title>Farmaci, consigli per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Due</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Termini Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[automedicazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci senza prescrizione medica]]></category>
		<category><![CDATA[Guida ai Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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Raggiungere il benessere psicofisico non è facile se non si seguono alcune piccole regole, se non si presta attenzione al proprio stile di vita. Stare bene deve essere la nostra priorità quotidiana, anche per riuscire a sopportare lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24349" title="farmaco" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/03/farmaco.jpg" alt="farmaco" width="455" height="300" /></p>
<p>Raggiungere il <strong>benessere psicofisico</strong> non è facile se non si seguono alcune piccole regole, se non si presta attenzione al proprio <strong>stile di vita</strong>. Stare bene deve essere la nostra priorità quotidiana, anche per riuscire a sopportare lo <strong>stress</strong> e la frenesia che ci siamo cuciti addosso. Così per ovviare ai piccoli disturbi e malesseri quotidiani si è diffuso il ricorso all’<a title="automedicazione" href="http://www.medicinalive.com/costume/societa/farmaci-essenziali-da-portare-in-vacanza/" target="_self">automedicazione</a> ovvero: aprire il cassetto dei farmaci e vedere cosa c’è che potrebbe andare bene. <strong>Dite la verità: quante volte lo avete fatto di recente?</strong></p>
<p>Ecco allora alcuni consigli per orientarsi nel <strong>corretto uso dei medicinali.</strong> Partiamo dai termini: con <strong>OTC</strong> (dall’inglese <em>Over The Counter</em>) si indicano i cosiddetti farmaci da banco, cioè quelli che possono essere acquistati liberamente senza alcuna prescrizione o sorveglianza specifica. <strong>Si riconoscono perché contrassegnati da un bollino rosso con scritto</strong> <strong><em>senza obbligo di ricetta</em>. </strong>Ci sono poi i <strong>SOP (Senza Obbligo di Prescrizione)</strong> che pur non richiedendo la ricetta medica, possono essere acquistati solo su indicazione del farmacista e non in modo autonomo.</p>
<p><span id="more-24133"></span></p>
<p>Infine ci sono i farmaci prescrivibili esclusivamente dal medico. Di questi, alcuni sono <strong>in fascia A, ovvero a carico del Servizio Sanitario Nazionale, altri in fascia C e sono quelli che il paziente deve pagarsi per intero</strong>. Nonostante questa divisione stiamo sempre parlando di farmaci, quindi nel loro utilizzo è importante attenersi ad alcune regole per non sbagliare:</p>
<ol>
<li><strong> </strong><a title="abuso farmaci" href="http://www.medicinalive.com/psicologia-e-medicina-della-mente/psichiatria/abuso-di-tranquillanti-e-antidepressivi-tra-i-sedicenni-in-italia/" target="_self">Non abusarne</a>: vanno utilizzati per periodi brevi ed in presenza di una sintomatologia precisa.</li>
<li><strong>Non usare più farmaci contemporaneamente</strong>.</li>
<li><strong>Controllare le scadenze</strong>: di solito, non ci sono rischi di tossicità per un farmaco scaduto, ma diventa inutile assumerlo perché dopo un certo periodo, il principio attivo contenuto nel medicinale, perde il suo potere terapeutico. <strong>Sciroppi, gocce, pomate e soprattutto i colliri, una volta aperti hanno una durata limitata nel tempo, riscontrabile nel foglietto illustrativo.</strong> Non dimenticate infine di gettare i farmaci scaduti in appositi contenitori, in genere in prossimità delle farmacie!</li>
<li><strong>Spesso un medesimo principio attivo è contenuto in più prodotti, con nomi commerciali diversi</strong>: chiedete al farmacista, non comprate doppioni.</li>
<li><strong>Occhi spalancati sul foglietto illustrativo.</strong></li>
<li><strong>Tenete sempre i medicinali lontano dai bambini</strong>.<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>Gli alcolici spesso interagiscono con i medicinali, quindi evitateli</strong>.</li>
<li><strong>Fate attenzione se allattate o sospettate una gravidanza.</strong></li>
<li><strong>Un particolare riguardo se il farmaco è indirizzato a bambini ed anziani.</strong></li>
<li><strong>Non assumete antibiotici autonomamente</strong>. Non servono in caso di infezione virale ecosa ancora peggiore possono creare una sensibilizzazione. Ma questo è un discorso a parte (<a title="farmaci" href="http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/virologia/vademecum-antibiotici-come-quando-e-perche/" target="_self">clicca qui</a> per approfondire).</li>
</ol>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Anche l&#8217;aria secca contribuisce al picco di influenza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[aria secca]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[umidità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pioggia e neve possono sembrare delle incubatrici perfette per l&#8217;influenza, ma una nuova ricerca suggerisce che anche un tasso di umidità molto basso, il cielo sereno e l&#8217;aria estremamente secca possono essere responsabili di un aumento nei casi di influenza, proprio come quelli che si verificano solitamente durante i mesi invernali.
Precedenti ricerche avevano suggerito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24015" title="aria secca influenza" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/aria-secca-influenza.jpg" alt="aria secca influenza" width="436" height="287" />Pioggia e neve possono sembrare delle incubatrici perfette per l&#8217;influenza, ma una nuova ricerca suggerisce che anche un tasso di umidità molto basso, il cielo sereno e <strong>l&#8217;aria estremamente secca possono essere responsabili di un aumento nei casi di influenza</strong>, proprio come quelli che si verificano solitamente durante i mesi invernali.</p>
<p>Precedenti ricerche avevano suggerito che l&#8217;umidità è collegata ad epidemie di influenza stagionale, ma gli studi erano di solito concentrati sull&#8217;umidità relativa, non sull&#8217;umidità assoluta.</p>
<blockquote><p>L&#8217;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umidit%C3%A0_relativa" target="_blank">umidità relativa</a> è il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d&#8217;aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d&#8217;aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione (saturazione).</p></blockquote>
<p>L&#8217;<strong>umidità assoluta</strong>, che è il livello effettivo dell&#8217;acqua nell&#8217;aria, non dipende dalla temperatura, ma spesso raggiunge livelli più bassi in inverno che in estate.<span id="more-24014"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una tipica giornata estiva può avere quattro volte vapore acqueo di una tipica giornata invernale &#8211; una differenza che esiste sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno-spiega <em>Shaman Jeffrey</em>, della<em> Oregon State University, </em>autore principale dello studio.</p>
</blockquote>
<p>Lo studioso e la sua équipe di ricercatori hanno scoperto che i <strong>focolai di influenza durante l&#8217;inverno spesso si sono verificati subito dopo un periodo climatico insolitamente secco</strong>. <em>Irene Eckstrand</em>, dello US <em>National Institute of General Medical Sciences program</em>, spiega che</p>
<blockquote><p>&#8220;La scoperta di un legame tra i focolai di influenza e il livello di umidità assoluta potrebbe avere un impatto significativo sullo sviluppo di strategie per limitare la diffusione delle sindromi virali ed influenzali stagionali. Capire perché i focolai si formano è un primo passo importante verso il contenimento o addirittura il totale annientamento, ed è quindi essenziale per gli scienziati scoprire la connessione tra le condizioni meteorologiche e i picchi di influenza. &#8220;</p></blockquote>
<p>I risultati completi dello studio sono stati pubblicati della versione on-line della rivista di divulgazione scientifica <em>PLoS Biology</em>.</p>
<p>[Fonte: <em>Health.com</em>]</p>
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		<title>Hiv e farmacogenomica</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/virologia/hiv-farmacogenomica/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Due</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aids]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[dna]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco antivirale]]></category>
		<category><![CDATA[GlaxoSmithKline]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Navarra]]></category>
		<category><![CDATA[Policlinico A. Gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cauda]]></category>
		<category><![CDATA[Università Cattolica del Sacro Cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; una delle prime applicazioni nella pratica clinica della farmacogenomica, ovvero di quella branca della farmacologia, estremamente innovativa, che tende a personalizzare i farmaci in base al patrimonio genetico. Riguarda un test del dna che evidenzia molto rapidamente, la predisposizione ad una reazione tossica all&#8217;uso dell&#8217; Abacavir, un importante farmaco antivirale, usato nella terapia contro l&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24002" title="hiv-5" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/hiv-5.JPG" alt="hiv-5" width="486" height="342" /></p>
<p>E&#8217; una delle prime applicazioni nella <strong>pratica clinica della</strong> <strong>farmacogenomica</strong>, ovvero di quella branca della farmacologia, estremamente innovativa, che tende a personalizzare i farmaci in base al <a title="patrimonio genetico" href="http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/medicina-biologica/sei-un-fumatore-incallito-e-una-questione-genetica/" target="_self">patrimonio genetico</a>. Riguarda un <a title="test dna" href="http://www.medicinalive.com/costume/societa/dna-antenati/" target="_self">test del dna</a> che evidenzia molto rapidamente, la <strong>predisposizione ad una reazione tossica all&#8217;uso dell&#8217; Abacavir, un importante</strong> farmaco <strong>antivirale, usato nella terapia contro</strong> l&#8217;<strong> </strong>hiv. In genere è ben tollerato e per questo è anche tra i più usati, ma il 5/8% dei pazienti trattati, nel giro di un mese e mezzo, ha una reazione avversa, spesso molto seria.</p>
<p><span id="more-23958"></span> Da questi elementi  è partito il team <strong>dell&#8217;Istituto di Farmacologia</strong> dell&#8217; <a target="_blank" title="Univ. Cattolica Sacro Cuore" href="http://www.roma.unicatt.it" target="_self">Università Cattolica di Roma</a> <strong>guidato dal prof.  Pierluigi Navarra</strong>. In due anni di lavoro, il gruppo di ricerca, una volta individuato il gene e la sua alterazione, tipica dell&#8217;8% della popolazione caucasica, ha progettato e messo a punto il test identificatore, che è poi stato convalidato con l&#8217;ausilio della <strong>Clinica delle Malattie Infettive diretta dal Prof.</strong> <a title="Roberto Cauda" href="http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/aids/al-via-nuova-commissione-nazionale-per-lotta-allaids/" target="_self">Roberto Cauda</a><strong>, della stessa Cattolica</strong>.</p>
<p><strong>La </strong><a target="_blank" title="Casa Farmaceutica" href="http://www.gsk.it" target="_self">GlaxosmithKline</a><strong>, produttrice del farmaco, ha fornito i campioni per convalidare la metodica.<br />
</strong>Il test è già a disposizione dei pazienti del <strong>Policlinico Gemelli di Roma</strong> e di coloro che attraverso l&#8217;impegnativa del medico curante lo richiederanno. E&#8217; ovviamente un&#8217;indagine diagnostica da fare su indicazione e controllo di uno specialsta in malattie infettive.</p>
<p>Si tratta di un importante passo avanti non solo per la terapia contro l&#8217; Aids, ma più in generale per la medicina del futuro, ed in particolare per la <a target="_blank" title="Farmacogenomica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farmacogenomica" target="_self">farmacogenomica</a>, sempre più mirata ad una risposta farmacologica individuale, , che vedrà l&#8217;utilizzo di una pillola intelligente, <strong>un farmaco per una </strong>patologia<strong> in un paziente specifico. Il tutto a partire da un semplice prelievo di sangue o di saliva.</strong></p>
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		<item>
		<title>Herpes genitale, il miglior modo per prevenirlo è l&#8217;uso continuato del profilattico</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sesso: Istruzioni per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[herpes genitale]]></category>
		<category><![CDATA[profilattico]]></category>
		<category><![CDATA[sesso sicuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Praticare il sesso sicuro è una delle migliori misure di prevenzione della propria salute e la migliore forma di sesso sicuro, escludendo l&#8217;astinenza, è l&#8217;uso del preservativo. Non solo i preservativi evitano il rischio di avviare gravidanze indesiderate, ma forniscono altresì protezione contro le infezioni da varie malattie sessualmente trasmissibili, come HIV, gonorrea, clamidia, herpes [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-23409" title="profilattici herpes genitale" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/profilattici-herpes-genitale.jpg" alt="profilattici herpes genitale" width="450" height="299" />Praticare il sesso sicuro</strong> è una delle migliori misure di prevenzione della propria salute e la migliore forma di <strong>sesso sicuro</strong>, escludendo l&#8217;astinenza, è l&#8217;<strong>uso del preservativo</strong>. Non solo i preservativi evitano il rischio di avviare gravidanze indesiderate, ma forniscono altresì protezione contro le infezioni da varie <strong>malattie sessualmente trasmissibili</strong>, come HIV, gonorrea, clamidia, herpes genitale; malattie che vengono trasmesse attraverso lo sperma o liquidi vaginali infetti.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea più chiara di come i preservativi sono utili nel prevenire l&#8217;herpes, i ricercatori dell&#8217;Università di Washington hanno analizzato i dati raccolti su un totale di 5.384 persone, due terzi dei quali erano di sesso maschile, il 94 per cento erano eterosessuali. <span id="more-23408"></span></p>
<p>Tutti i partecipanti erano liberi da infezioni quando è iniziato lo studio, ma nel corso del programma di osservazione 415 si sono infettati con il <strong>virus herpes simplex 2</strong> (HSV-2), il virus che più spesso causa l&#8217;herpes genitale. Per coloro che avevano utilizzato il preservativo il 100 per cento delle volte, il rischio di contrarre il virus era però il 30 per cento inferiore rispetto a quelli che non usavano costantemente il profilattico.<img class="alignright size-full wp-image-23410" title="profilattico" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/profilattico.jpg" alt="profilattico" width="250" height="250" /> Anche se l&#8217;entità dell&#8217;effetto protettivo non era così estesa come è stato osservato con altre malattie sessualmente trasmissibili, una riduzione del 30 per cento nella <strong>diffusione dell&#8217;HSV-2</strong> può avere un sostanziale beneficio per i singoli, nonché un impatto sulla salute pubblica, perchè meno persone infettate significa anche meno diffusione tra le persone sane.</p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; l&#8217;uso costante del preservativo, che è importante&#8221;, ha detto l&#8217;autore dello studio, il dottor <em>Martin</em>. &#8220;Se non si conosce quali malattie ha contratto il partner, un preservativo è sempre una buona idea.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il <em>Dr. Jeffrey D. Klausner</em>, direttore degli <em>STD Prevention and Control Services at the San Francisco Department of Public Health</em>, spiega che l&#8217;importanza dell&#8217;uso del profilattico è ormai assodata:</p>
<blockquote><p>Sappiamo che il preservativo può impedire la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili come l&#8217;HIV, l&#8217;herpes, verruche, epatite, gonorrea, clamidia e sifilide.</p></blockquote>
<p><strong>Un adulto su cinque è infettato dal virus dell&#8217;herpes genitale</strong>, con circa un milione di nuove infezioni ogni anno. Tra l&#8217;80 ed il 90% per cento di quelli infetti riesce a riconoscere i <strong>sintomi dell&#8217;herpes</strong>, i restanti non hanno alcun sintomo. Molte persone con l&#8217;herpes possono  dunque diffondere la malattia senza nemmeno rendersene conto. L&#8217;<strong>herpes genitale</strong> è una malattia che dura tutta la vita senza alcuna cura, anche se i farmaci antivirali possono in parte controllare la durata e la gravità degli episodi con cui si manifesta.</p>
<p>[Fonte: <em>Healthnews.com</em>]</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un nodo al Dna del virus per sconfiggere le infezioni, la scoperta di un italiano</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/virologia/dna-virus-infezione/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[dna]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[nodi]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>

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		<description><![CDATA[Sconfiggere le infezioni di origine virale, annodando il Dna del virus ed impedendo alla malattia di propagarsi nell&#8217;organismo. Questo il sunto di una scoperta che potrebbe garantire un ulteriore passo da gigante nel campo della medicina.
A coordinare lo studio l&#8217;italiano Cristian Micheletti, biofisico della Scuola Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste in collaborazione con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-23014" title="dna virus infezioni" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/01/dna-virus-infezioni.jpg" alt="dna virus infezioni" width="450" height="300" />Sconfiggere le infezioni di origine virale</strong>, annodando il Dna del virus ed impedendo alla malattia di propagarsi nell&#8217;organismo. Questo il sunto di una scoperta che potrebbe garantire un ulteriore passo da gigante nel campo della medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">A coordinare lo studio l&#8217;italiano <em>Cristian Micheletti</em>, biofisico della Scuola Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste in collaborazione con <em>Enzo Orlandini</em> dell&#8217;università di Padova, <em>Davide Marenduzzo</em> dell&#8217;università di Edimburgo, <em>Luca Tubiana</em> della Sissa e l&#8217;università svizzera di Losanna e quella americana della Florida. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista di divulgazione scientifica <em>Pnas</em>.</p>
<p><span id="more-5439"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori si sono avvalsi di una ricostruzione al computer del Dna dei virus,  lungo qualche milionesimo di metro,  racchiuso in una capsula dal diametro cento volte più piccolo e compresso in nodi. Hanno così scoperto come mai l&#8217;<strong>infezione</strong> si propaghi nonostante il <strong>Dna del virus</strong> sia annodato:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Adesso abbiamo scoperto che l&#8217;infezione riesce comunque nonostante i nodi perché questi si sciolgono naturalmente. Si trattava il Dna come fosse una collana di perline, abbastanza flessibile e granulare, mentre non si considerava la struttura a doppia elica del Dna. Mettere questa struttura in uno spazio ristretto è come mettere a strettissimo contatto fra loro due viti, con le loro scanalature elicoidali: questo è possibile solo se sono orientate in modo tale da formare un piccolo angolo tra i loro assi.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quello che i ricercatori vorrebbero fare, ma richiederà ovviamente anni ed anni di ulteriori studi e sperimentazioni, è di <strong>annodare il Dna del virus in modo tale che non possa sciogliersi e propagarsi nella cellula ospite</strong>, in breve neutralizzarlo, renderlo non infettivo:</p>
<blockquote><p>E&#8217; una prospettiva ambiziosa e che richiederà ancora molti anni di ricerca. Il prossimo passo sarà costruire dei microscopici canali nei quali comprimere il Dna per osservarne il comportamento.</p></blockquote>
<p>Sull&#8217;Ansa il <a target="_blank" href="http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/contributi/2010/01/30/visualizza_new.html_1679342881.html?" target="_blank">video</a> esplicativo.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fonte: <em>Ansa Scienza e Medicina</em>]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo Streptococcus pneumoniae può aggravare l&#8217;influenza suina</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/virologia/streptococcus-pneumoniae-aggravare-influenza-suina/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 16:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Virologia]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[Streptococcus pneumoniae]]></category>
		<category><![CDATA[virus mutato]]></category>

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		<description><![CDATA[
La presenza dello Streptococcus pneumoniae in campioni che possono essere facilmente ottenuti in ambulatori e nelle sale di emergenza, possono predire il rischio di una malattia pandemica grave di influenza suina. I rapporti sulla pandemia influenzale H1N1 in Argentina sono stati associati ad una maggiore mortalità che in altri Paesi,e per questo hanno portato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22073" title="streptococcus pneumoniae" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/01/streptococcus-pneumoniae.jpg" alt="streptococcus pneumoniae" width="450" height="290" /></p>
<p>La presenza dello <em>Streptococcus pneumoniae</em> in campioni che possono essere facilmente ottenuti in ambulatori e nelle sale di emergenza, possono predire il rischio di una <strong>malattia pandemica grav</strong>e di influenza suina. I rapporti sulla pandemia influenzale H1N1 in <strong>Argentina </strong>sono stati associati ad una <strong>maggiore mortalità</strong> che in altri Paesi,e per questo hanno portato i ricercatori del Centro per l&#8217;infezione e l&#8217;immunità (CII) alla Mailman School of Public Health della Columbia University, e i loro colleghi dell&#8217;Argentina&#8217;s National Institute of Infectious Diseases (INEI) e della Roche 454 Life Sciences a ricercare le <strong>mutazioni virali </strong>indicative di una <strong>maggiore virulenza</strong>, o alcune co-infezioni che potrebbero contribuire alla gravità della malattia.</p>
<p>Il completo sequenziamento del genoma dei campioni del <strong>rinofaringe </strong>rappresentano una malattia grave o lieve che non ha mostrato segni di evoluzione verso un fenotipo più virulento o nello sviluppo di resistenza antivirale. Tuttavia, <strong>MassTag PCR</strong>, un metodo per effettuare una diagnosi differenziale delle malattie infettive, ha rilevato una forte <strong>correlazione </strong>tra la presenza di <em>Streptococcus pneumoniae</em> e un <strong>incremento del rischio di aggravare la malattia</strong>. I risultati, che suggeriscono questa nuova strategia per l&#8217;identificazione e trattamento dei pazienti è stato pubblicato su <em>PLoS ONE</em>.<span id="more-22071"></span></p>
<p>Gli scienziati hanno esaminato i campioni del rinofaringe che rappresentano 199 casi di pandemia di H1N1 (H1N1pdm) in Argentina. Il set di campioni includeva 39 casi classificati come gravi e 160 casi classificati come lievi.</p>
<blockquote><p>Abbiamo utilizzato una combinazione di 454 pirosequenziamento ed il sequenziamento classico Sanger per provare l&#8217;evoluzione virale verso una maggiore virulenza. Il confronto delle sequenze virali dell&#8217;Argentina con quelle ottenute da altre parti del mondo, non ha fornito indizi per l&#8217;aumento della gravità della malattia. Tuttavia, il MassTag PCR ci ha permesso di trovare un nuovo fattore di rischio indipendente da obesità, asma, diabete o malattie croniche. <em>S. pneumoniae</em> era presente nella maggior parte dei casi gravi</p></blockquote>
<p>ha spiegato <strong>Gustavo Palacios</strong>, assistente professore di epidemiologia alla CII, e uno degli autori dello studio. I campioni sono stati testati per la presenza di 33 agenti patogeni virali e batterici delle vie respiratorie.</p>
<blockquote><p>La presenza di <em>Streptococcus pneumoniae</em> nei soggetti di età compresa tra 6 e 55 anni, quelli più colpiti dalla pandemia attuale, è stata associata con un rischio di 125 volte maggiore di avere una malattia grave</p></blockquote>
<p>ha detto <strong>Mady Hornig</strong>, professore associato di epidemiologia e co-autore dello studio.</p>
<blockquote><p>Tre implicazioni pratiche emergono dal nostro studio. In primo luogo, <em>S. pneumoniae</em> è importante nella patogenesi e la prognosi delle malattie associate con H1N1pdm. Se questo effetto è associato con tutti i ceppi di <em>S. pneumoniae</em> o solo con i sierotipi specifici, rimane da stabilire. In secondo luogo, diagnosi facilmente accessibili, come i campioni di tampone rinofaringeo, possono essere utilizzate come un indice di rischio di malattia grave. In terzo luogo, metodi diagnostici multipli, come MassTag PCR, possono consentire la tempestiva segnalazione di un ampio spettro di agenti virali e batterici, per avviare le cure cliniche</p></blockquote>
<p>hanno concluso i ricercatori.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Vademecum antibiotici: come, quando e perchè!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
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Quando un&#8217; infezìone delle vie respiratorie, della gola o del naso o dell&#8217;intestino è particolar­mente forte o fa fatica ad andar­sene, il medico può prescrivere degli antibiotici, in genere ad ampio spettro d&#8217;azione, cioè attivo contro un&#8217;ampia gamma di batteri. Gli antibiotici più usati distruggono le pareti cellulari dei germi, uccidendoli. Ma prima di assumerli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-21023" title="antibiotici vademecum" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/12/antibiotici-vademecum.jpg" alt="antibiotici vademecum" width="449" height="384" /></p>
<p>Quando un&#8217; infezìone delle vie respiratorie, della gola o del naso o dell&#8217;intestino è particolar­mente forte o fa fatica ad andar­sene, il medico<strong> </strong>può prescrivere degli<strong> antibiotici</strong>, in genere<em> ad ampio spettro d&#8217;azione</em>, cioè attivo contro <strong>un&#8217;ampia gamma di batteri</strong>. Gli antibiotici più usati distruggono le pareti cellulari dei germi, uccidendoli. Ma prima di assumerli bisogna essere certi che l&#8217;infezione sia proprio di ori­gine batterica: <strong>contro i virus, in­fatti sono completamente ineffi­caci</strong>.</p>
<p>Per questo una banale in­fluenza non si cura con gli anti­biotici e nemmeno <strong>il raffreddore</strong> o il <strong>mal di gola</strong>, visto che nella gran parte dei casi tali malesseri sono provocati da virus.<em> Ma come si fa a capire se un&#8217;infezio­ne è batterica?</em> Senza esperienza e senza esami di approfondi­mento è difficile. Di solito il me­dico di famiglia può farlo sulla base dei sintomi individuati. Ma spesso è difficile anche per lui. Se l&#8217;esperienza non basta si ri­corre a<strong> esami specifici</strong>.</p>
<p>Che siano in <strong>compressa</strong>, <strong>scirop­po, iniezione, aerosol, crema o spray</strong>, gli <strong>antibiotici</strong> vanno assun­ti nei tempi, nei modi e nelle dosi indicate dal medico e ripor­tate nel foglietto illustrativo. Sol­tanto seguendo alla lettera questi consigli si può ridurre il rischio di sviluppare <strong>resistenza nei batteri</strong> e di andare incontro ad eventuali eventi avversi. Ci sono antibiotici, come per esem­pio <strong>le penicillina e l&#8217;acido clavu­lanico</strong>, che possono infatti gene­rare reazioni allergiche. Una volta iniziata la<strong> terapia con antibiotico</strong>, poi, bisogna portarla fino alla fine. Non basta cioè che scompaiano i sintomi del males­sere e che si stia bene per inter­rompere l&#8217;assunzione. Bisogna prendere il farmaco fino a com­pletare il ciclo, secondo quanto prescritto, di solito 5, 10 o 15 giorni.</p>
<p><span id="more-21004"></span></p>
<p>È necessario infatti essere certi che tutti i batteri siano eli­minati, evitando così che ripren­dano a proliferare e provocare un &#8220;ritorno di fiamma&#8221; dell&#8217;infe­zione, vale a dire una ricaduta, magari anche più forte di prima. Per la stessa ragione <strong>non biso­gna mai cambiare antibiotico in corso di terapia</strong>. Non sono tutti uguali e soltanto quando occorre il medico può prescrivere un  farmaco differente. Molecole diverse agiscono su batteri di­versi. E, quando magari un&#8217;infezione ritorna dopo essersene andata per qualche tempo, è sempre meglio rivolgersi al medico ed evitare assolutamente di pren­dere di nuovo, in modo autono­mo, lo stesso farmaco.</p>
<p>Debellando i batteri, gli antibiotici, provocano lo spiacevole effetto secondario di uccidere anche quelli presenti normalmente nel­l&#8217;intestino. Vale quindi la pena, ogni volta che si prendono anti­biotici, di assumere contemporaneamente, almeno per un paio di settimane,<strong> i probiotici</strong>: proteggo­no e ripristinano <strong>la flora batteri­ca</strong> intestinale danneggiata dalla terapia. Oltre ai probiotici sarebbe anche utile assumere<strong> vitamine e sali minerali</strong>, per evitare <strong>la dis­idratazione soprattutto in caso di febbre</strong>. Anche perché queste sostanze aiutano a prevenire i malanni, a rendere più forte l&#8217;organi­smo e a proteggerlo dall&#8217;aggres­sione dei batteri.</p>
<p>Studi recenti hanno messo in luce il meccanismo attraverso cui alcuni batteri come lo<strong> Stafilococco aureo</strong> si difendono dagli antibioti­ci. Ciò dovrebbe permettere lo svi­luppo di nuove molecole per ri­solvere il problema della <strong>resisten­za batterica</strong>. Lo Stafilococco aureo, infatti, quando si trova a contatto con l&#8217;antibiotico sviluppa un enzima che gli permette di produrre una molecola di <strong>monos­sido di azoto</strong>. Ed è proprio questa sostanza a contrastare l&#8217;effetto del farmaco, riducendo i danni sul batterio. La ricerca fa sperare: se si riuscisse ad agire sull&#8217;enzima bat­terico che produce il monossido di azoto, rendendolo più vulnerabi­le, si potrebbe aggirare il proble­ma della resistenza al farmaco.</p>
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		<title>Virus a H1N1, perché se ne parla tanto?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
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Se ne parla ovunque: sui giornali, in tv, al bar e in famiglia. Eppure non è molto diverso dal classico virus influenzale che arriva in au­tunno. Come comportarsi? Ecco i consigli di Aurelio Sessa, presiden­te della Società italiana di medici­na generale per la Lombardia.
Perché questo virus è diventa­to così famoso?
Il virus H 1 N 1, responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20493" title="virus a" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/virus-a.jpg" alt="virus a" width="450" height="446" /></p>
<p>Se ne parla ovunque: sui giornali, in tv, al bar e in famiglia. Eppure non è molto diverso dal classico<strong> virus influenzale</strong> che arriva in au­tunno. <em>Come comportarsi?</em> Ecco i consigli di <strong>Aurelio Sessa</strong>, presiden­te della Società italiana di medici­na generale per la Lombardia.</p>
<p><em>Perché questo virus è diventa­to così famoso?</em></p>
<blockquote><p>Il virus H 1 N 1, responsabile della cosiddetta influenza suina, è una variante del virus influenzale. Dif­ferisce soprattutto per la sua ele­vata capacità di trasmettersi da persona a persona. I sintomi che provoca sono gli stessi di una nor­male influenza: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, mal di testa. Però, a differenza degli altri, l&#8217;H1N1 può colpire di più le fasce giovanili della popolazione.</p></blockquote>
<p><em>Come comportarsi?</em></p>
<blockquote><p>Nella maggioranza dei casi la sin­drome influenzale passa da sola in tre o quattro giorni. Se ciò non av­viene, o se ci sono difficoltà respi­ratorie, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia.</p></blockquote>
<p><em>Come si trasmette?</em></p>
<blockquote><p>Come tutte le influenze stagionali utilizza le gocciolino di saliva per passare da una persona all&#8217;altra. Per questo è utile proteggersi la bocca quando si starnutisce o si tossisce, lavarsi spesso le mani e, in assenza di acqua, usare gel alcoli­ci. Se il virus si diffonde in modo ri­levante, indossare le mascherine ed evitare di frequentare luoghi troppo affollati. E&#8217; importante poi che, chi ha l&#8217;influenza, stia a casa dal lavoro o da scuola, per evitare di diffonderlo ancora di più.</p></blockquote>
<p><em><span id="more-20490"></span>Chi sono le persone a fischio? </em></p>
<blockquote><p>I rischi maggiori riguardano le complicanze che possono insor­gere, non tanto la sindrome influenzale in sé. I bambini, soprat­tutto i neonati, corrono un ri­schio elevato di problemi alle alte vie respiratorie, come sinusiti e otiti. Per quanto riguarda gli an­ziani, invece, i rischi maggiori ri­guardano le complicanze cardio­vascolari. Per questo è utile, se l&#8217;influenza colpisce queste perso­ne, rivolgersi al medico.</p></blockquote>
<p><em>E per quanto riguarda le don­ne in gravidanza?</em></p>
<blockquote><p>Anche loro sono considerate, dal ministero della Salute, ad alto ri­schio di complicanze. Per questo viene raccomandata la vaccinazio­ne alle donne che si trovano al se­condo e terzo trimestre di gravi­danza. Nel primo trimestre non è controindicato, ma non esistono studi sulla sicurezza del vaccino. Quando il bimbo nasce, poi, è bene stare attente. Perché se si prende l&#8217;influenza mentre si allatta è facile contagiare anche il neona­to. Meglio sospendere per qual­che giorno l&#8217;allattamento diretto, ricorrendo magari a un tiralatte.</p></blockquote>
<p>Arrivare preparati all&#8217;appuntamento con il freddo, gli sbalzi di temperatura e i malanni di stagione. <em>Come?</em> Diversi studi hanno dimostrato che l&#8217;assunzione di <strong>vitamina C</strong> è in grado di ridurre l&#8217;incidenza dei disturbi invernali: <strong>l&#8217;acido</strong> <strong>ascorbico</strong> (nome scientifico della vitamina C) stimola la<strong> produzione degli anticorpi</strong>, molecole del sistema immunitario che ci proteggono dai virus.</p>
<p>Per questo, secondo i nutrizionisti è bene, durante la stagione fredda, <strong>aumentare la &#8220;dose&#8221; giornaliera di frutta e verdura</strong>. E quando ciò non sia possibile, per ragioni di lavoro o di tempo, ricorrere ad <strong>integratori alimentari</strong>. Oltre alla vitamina C, negli ultimi anni stanno aumentando le quotazioni delle<strong> vitamine del gruppo B</strong>, fondamentali per la produzione di macrofagi e globuli bianchi, cellule di difesa per l&#8217;organismo.</p>
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		<title>Il virus A-H1N1 è mutato, lo annuncia l&#8217;Oms</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre i casi, di cui due risultati letali, registrati in Norvegia e  provocati da una mutazione del virus A-H1N1. Ad annunciarlo l&#8217;Oms, l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità. Gli esperti rassicurano che gli anti-virali voseltamivir e zanamivir restano efficaci anche contro questa variante così come  i vaccini pandemici attualmente disponibili, ma l&#8217;allerta resta alta.
Non sembrano registrarsi segni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20612" title="virus A-H1N1" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/virus-A-H1N1.jpg" alt="virus A-H1N1" width="293" height="300" />Tre i casi, di cui due risultati letali, registrati in<strong> Norvegia</strong> e  provocati da una <strong>mutazione del virus A-H1N1</strong>. Ad annunciarlo l&#8217;Oms, l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità. Gli esperti rassicurano che gli anti-virali voseltamivir e zanamivir restano efficaci anche contro questa variante così come  i <strong>vaccini pandemici</strong> attualmente disponibili, ma l&#8217;allerta resta alta.</p>
<p>Non sembrano registrarsi segni della mutazione negli altri casi esaminati nel Paese. Intanto <strong>le vittime nel mondo salgono a quota 6.770</strong>.  In Italia i decessi registrati finora riguardavano quasi sempre persone con patologie pregresse. Anche se <strong>oggi a Catanzaro il decesso di una bambina di quindici mesi senza patologie pregress</strong>e ha destato non poco allarme: l&#8217;influenza, infatti, l&#8217;avrebbe aggredita e condotta alla morte in pochissime ore. Sul caso è stata aperta un&#8217;inchiesta.</p>
<p>[Fonte: <em>Ansa</em>]</p>
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		<title>Epidemia West Nile, bonifica a Modena dopo la morte di un uomo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 09:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chiamano febbre del Nilo, viene provocata dal morso della Culex Pipiens, la zanzara più comune. Solitamente viene curata come una comune influenza in 3-6 giorni anche se nella maggior parte dei casi è asintomatica. Raramente in pazienti con altre patologie già presenti, come malattie croniche, e negli anziani, può avere decorsi anche gravi. Ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-18199" title="febbre del nilo west nile" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/09/febbre-del-nilo-west-nile.jpg" alt="febbre del nilo west nile" width="385" height="441" />La chiamano febbre del Nilo, viene provocata dal morso della <em>Culex Pipiens</em>, la <strong>zanzara</strong> più comune. Solitamente viene curata come una comune influenza in 3-6 giorni anche se nella maggior parte dei casi è asintomatica. Raramente in pazienti con altre patologie già presenti, come malattie croniche, e negli anziani, può avere decorsi anche gravi. Ed è proprio di <strong>West Nile</strong> che nei giorni scorsi è morto un uomo di 71 anni a Ferrara. Il decesso è stato provocato dall&#8217;<strong>infezione trasmessa dal morso di zanzara</strong>, anche se l&#8217;uomo soffriva già di disturbi cronici e la febbre ha aggravato i sintomi.</p>
<p>Nella regione <strong>i casi finora accertati sono sei</strong>, anche se non destano particolari preoccupazioni. Un uomo di Bologna, contagiato nella sua casa nelle campagne di Modena, nel quartiere San Vitale, ha contratto il virus ed è ora ricoverato in ospedale e tenuto sotto osservazione dai medici per via della presenza di malattie pregresse. Le sue condizioni non sono gravi, rassicurano i medici.<span id="more-18193"></span></p>
<p>Intanto, però, a scopo preventivo, <strong>il Comune ha deciso di procedere con una disinfestazione straordinaria all&#8217;altezza di via Vizzani</strong>. La bonifica della zona è partita già da ieri con la disinfestazione di aree pubbliche: strade, aiuole e spazi verdi. Domani si procederà con la messa in sicurezza delle aree private e la <strong>rimozione delle acque stagnanti</strong> presenti sul territorio. Nessun allarmismo riguardo a un&#8217;<strong>epidemia</strong>. Semplici precauzioni di rito, dal momento che la <strong>febbre del Nilo</strong> nel &#8216;99 a New York, diffusasi in un nuovo ceppo, causò ben 62 casi di meningoencefalite e 7 decessi. I consigli delle autorità competenti e degli esperti per i cittadini che vivono nella zona sono quelli di seguire semplici e comuni regole contro i fastidiosi insetti:</p>
<ul>
<li>svuotare di frequente i vasi di fiori e piante</li>
<li>cambiare spesso l&#8217;acqua nelle ciotole degli animali</li>
<li>tenere in verticale altri possibili contenitori d&#8217;acqua stagnante</li>
<li>usare insetticidi</li>
<li>tenere a portata di mano degli efficaci repellenti anti-zanzare</li>
<li>indossare abiti lunghi</li>
</ul>
<p>[Fonte: <em>Repubblica</em>]</p>
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		<title>Influenza A, dieci domande, dieci risposte: le faq del Ministero della Salute</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 11:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Influenza A: la pandemia è già in corso, ma il picco almeno in Italia non è ancora stato raggiunto e si prevede nei prossimi mesi invernali. Per prepararsi all&#8217;arrivo del virus è bene essere a conoscenza di come va affrontato, dal saper riconoscere i sintomi all&#8217;evitare il contagio, fino alla profilassi e alla vaccinazione.
Il Ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18090" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/09/faq.jpg" alt="" width="400" height="300" />Influenza A: la pandemia è già in corso, ma il picco almeno in Italia non è ancora stato raggiunto e si prevede nei prossimi mesi invernali. Per prepararsi all&#8217;arrivo del virus è bene essere a conoscenza di come va affrontato, dal saper riconoscere i sintomi all&#8217;evitare il contagio, fino alla profilassi e alla vaccinazione.</p>
<p>Il <a target="_blank" href="http://www.ministerosalute.it/faqGenerale/faqGenerale.jsp?id=123&amp;area=influenzaA&amp;paginaprovenienza=null&amp;numeroFaq=10#10" target="_blank">Ministero della Salute</a> ha messo a disposizione dei cittadini le <strong>risposte alle domande ed ai dubbi più frequenti</strong>. Si tratta delle fonti più attendibili, sinora, dal momento che ciò che circola sull&#8217;epidemia non sempre corrisponde al vero e che spesso gli allarmismi degli altri Paesi  sono giustificati da altre condizioni ambientali e da una maggiore aggressività del ceppo. Di seguito sono riportate le <a target="_blank" href="http://www.ministerosalute.it/faqGenerale/faqGenerale.jsp?id=123&amp;area=influenzaA&amp;paginaprovenienza=null&amp;numeroFaq=10#10" target="_blank">Faq</a> così come pubblicate sul sito del Ministero, con la speranza che possano chiarire la portata dell&#8217;<strong>incidenza del virus in Italia</strong> e il comportamento da adottare nei prossimi mesi. <span id="more-18081"></span><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Cos&#8217;è e dove nasce la </strong>nuova influenza<strong> da virus A(H1N1)?</strong></li>
</ul>
<p>La <strong>nuova influenza</strong> A(H1N1) è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A(H1N1), è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni &#8216;50, sempre legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A(H1N1) si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.</p>
<ul>
<li><strong>Quali sono i sintomi della nuova influenza umana da virus A(H1N1)?</strong></li>
</ul>
<p>I <strong>sintomi della nuova influenza</strong> umana da virus A(H1N1) sono simili a quelli della &#8220;classica&#8221; influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d&#8217;appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.<br />
In particolare, l&#8217;influenza A (H1N1) viene definita un&#8217;affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore, accompagnata da uno dei seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li>cefalea</li>
<li>malessere generalizzato</li>
<li>sensazione di febbre (sudorazione brividi)</li>
<li>astenia (debolezza)</li>
</ul>
<p>e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:</p>
<ul>
<li>tosse</li>
<li>mal di gola (faringodinia)</li>
<li>congestione nasale</li>
</ul>
<p>Per la <strong>diagnosi clinica di influenza nel bambino</strong> è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che:</p>
<ul>
<li>i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, che invece si possono manifestare con irritabilità, pianto, inappetenza;</li>
<li>nel lattante l&#8217;influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre;</li>
<li>occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell&#8217;influenza nei bambini in età prescolare, in caso di febbre elevata;</li>
</ul>
<ul>
<li>nel bambino di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringotracheite e bronchite</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Quanto è grave l&#8217;influenza da virus A(H1N1) ? Quali sono le categorie di persone a maggior rischio di complicazioni?</strong></li>
</ul>
<p>Come l&#8217;influenza stagionale, l&#8217;influenza da virus influenzale A(H1N1) nell&#8217;uomo può presentarsi in forma lieve o grave. A tale proposito l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che, al momento, la pandemia influenzale da virus A(H1N1) sia di gravità moderata, tale valutazione scaturisce dal fatto che la maggior parte delle persone che ha contratto la malattia è guarita anche senza la necessità di terapia farmacologica e ricovero ospedaliero. Si è visto inoltre, che nel complesso i Servizi sanitari dei Paesi colpiti dalla nuova influenza sono riusciti a fronteggiare l’emergenza sanitaria.<br />
Ad oggi la nuova influenza, anche se particolarmente contagiosa, sembra causare, soprattutto in persone generalmente sane, una malattia leggera con sintomatologia simile a quella dell’influenza stagionale tuttavia sono stati segnalati  casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati all&#8217;infezione. Le categorie di persone che presentano maggiori rischi di complicanze se contraggono l&#8217;influenza A (H1N1) sono:</p>
<ul>
<li>i bambini di età inferiore ai 5 anni</li>
<li>le donne in gravidanza</li>
<li>le persone di ogni età con patologie croniche quali diabete, asma, immunodepressione, malattie polmonari e cardiovascolari croniche.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Come si trasmette la nuova influenza umana?</strong></li>
</ul>
<p>L’<strong>influenza da virus AH1N1</strong> si trasmette attraverso le goccioline di saliva e secrezioni respiratorie in maniera diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata), ma anche indirettamente (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici). Per questa ragione è fortemente raccomandato seguire le precauzioni generali, quali:</p>
<ol>
<li> evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa</li>
<li>lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti</li>
<li>evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca</li>
<li>coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura</li>
<li>aerare regolarmente le stanze di soggiorno. Una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza.</li>
</ol>
<p>Dall’andamento della diffusione di questa influenza è evidente che essa si diffonde più facilmente nelle collettività, quali quelle scolastiche, frequentate da ragazzi e giovani, che appaiono essere più suscettibili a questa infezione, rispetto a persone più anziane che forse conservano una memoria immunitaria di pregresse infezioni da virus A(H1N1) .</p>
<ul>
<li><strong>E&#8217; possibile contrarre la nuova influenza umana da virus A(H1N1) mangiando carne di maiale?</strong></li>
</ul>
<p><img class="size-full wp-image-18091 alignright" title="influenza suina foto" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/09/influenza-suina-foto.jpg" alt="influenza suina foto" width="300" height="281" />No, i virus della nuova influenza umana da virus A(H1N1) non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre tale influenza mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina non comporta alcun rischio. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80° gradi uccide il virus dell&#8217;influenza, così come gli altri batteri e virus, al pari della stagionatura.</p>
<ul>
<li><strong>Per quanto tempo una persona infetta può trasmettere il virus dell’influenza umana da nuovo virus A(H1N1) ad altre persone?</strong></li>
</ul>
<p>Le persone con influenza umana da nuovo virus A(H1N1) sono da considerare potenzialmente contagiose già durante il periodo di incubazione prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta può trasmettere in modo efficiente il virus da un giorno prima dell’inizio dei sintomi per tre &#8211; sette giorni dall’inizio di questi. I bambini, specialmente quelli più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.</p>
<ul>
<li><strong>Come si può diagnosticare l&#8217;infezione da virus influenzale A(H1N1) nell&#8217;uomo?</strong></li>
</ul>
<p>Con il passaggio alla fase pandemica e l&#8217;incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza ma non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti e pertanto la diagnosi è basata soltanto sul solo criterio clinico (sintomi).<br />
I pazienti sono sempre tenuti a informare il medico di un viaggio all&#8217;estero negli ultimi sette giorni dall&#8217;insorgenza della malattia, ma ormai il sospetto di influenza A (H1N1) deve essere preso in considerazione anche in assenza di viaggi all&#8217;estero.<br />
L&#8217;influenza A (H1N1) viene definita un&#8217;affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38 gradi o superiore accompagnata da uno dei seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li> cefalea</li>
<li>malessere generalizzato</li>
<li>sensazione di febbre (sudorazione brividi)</li>
<li>astenia (debolezza)</li>
</ul>
<p>e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:</p>
<ul>
<li> tosse</li>
<li>mal di gola (faringodinia)</li>
<li>congestione nasale</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-18092" title="influenza A foto" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/09/influenza-A-foto.jpg" alt="influenza A foto" width="350" height="233" />Per la diagnosi clinica di influenza nel bambino è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che:<br />
1. i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, che invece si possono manifestare con irritabililità, pianto, inappetenza<br />
2. nel lattante l&#8217;influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre<br />
3. occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell&#8217;influenza nei bambini in età prescolare, in caso di febbre elevata<br />
4. nel bambino di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringotracheite e bronchite e febbre elevata.<br />
Durante la fase pandemica, l&#8217;analisi di laboratorio sarà effettuata su indicazione del medico per tutti i casi che presentano un quadro clinico impegnativo e richiedono il ricovero. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati.<br />
Per l&#8217;analisi di laboratorio è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall&#8217;inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus).</p>
<ul>
<li><strong>Che cos’è una pandemia influenzale?</strong></li>
</ul>
<p>Una pandemia (dal greco antico pan-demos, &#8220;tutto il popolo&#8221;) è un’epidemia determinata dalla rapida diffusione di una infezione in più aree del mondo, con un elevato numero di casi gravi appartenenti a tutti i gruppi di età e una mortalità elevata. La pandemia differisce dalle influenze stagionali: mentre queste ultime sono generate da sottotipi di virus influenzali già esistenti, le pandemie sono causate da sottotipi virali nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo.<br />
La comparsa di un nuovo ceppo virale non è di per sé sufficiente a causare una pandemia:occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace</p>
<ul>
<li><strong>Quante sono le fasi e i livelli di rischio di una pandemia?</strong></li>
</ul>
<p>Nel 2009, sono state riviste le fasi descrittive di una eventuale pandemia e l’OMS &#8211; Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di utilizzare come metodo di misurazione una scala da 1 a 6. Lo schema seguente sintetizza le fasi e i livelli di rischio di una eventuale pandemia.<br />
Consulta lo <a target="_blank" href="http://www.ministerosalute.it/resources/usabile/documenti_nuovo_portale/FAQfasi.pdf" target="_blank">schema</a>.</p>
<ul>
<li><strong>Che cosa significa, soprattutto in Italia, il passaggio alla fase 6 disposto a livello internazionale dall&#8217;Oms l&#8217;11 giugno 2009?</strong></li>
</ul>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dopo aver valutato le informazioni disponibili dai sistemi di sorveglianza nazionali ed internazionali circa la diffusione dei casi di influenza umana da nuovo virus A(H1N1), l&#8217;11 giugno ha dichiarato il passaggio dalla fase 5, prepandemica, alla fase 6 di allerta pandemico. Il passaggio dalla fase 5 alla fase 6 era atteso quale conseguenza dell’alta trasmissibilità del virus A(H1N1) nei diversi Stati. Per ora l’infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina una sintomatologia paragonabile a quella dell&#8217; influenza stagionale. L’OMS, come peraltro nelle altre Fasi pandemiche, non raccomanda chiusure delle frontiere e restrizione di viaggi internazionali.</p>
<p>[Fonte: <em>Ministerosalute.it</em>]</p>
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