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Italiani “tanoressici”, a milioni malati di abbronzatura

Pubblicato da Marco Mancini, in Costume e Società, Pelle | 21 giugno 2009 | 11:35

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Come tutte le dipendenze, anche l’abbronzatura è pericolosa. In teoria l’esposizione al sole non è una droga, non provoca dipendenza e non si va in “crisi d’astinenza” in una giornata cupa, ma per molti italiani sta diventando un vero e proprio problema.

I primi segnali si hanno già da alcuni anni, con il boom delle docce abbronzanti, delle lampade e di tutte le tecniche che si utilizzano per avere la tintarella tutto l’anno, ma quando arriva l’estate, ecco che partono a milioni per le spiagge, per tentare di essere sempre più neri. E più ci si abbronza, più di vuol essere abbronzati, non accontentandosi mai. Questa condizione, secondo alcuni scienziati, potrebbe essere paragonata ad una vera e propria malattia, e per questo l’hanno battezzata “tanoressia“.

La tanoressia sarebbe un incrocio tra “tan”, che significa abbronzatura, e “anoressia”, che è la malattia che tutti conosciamo. E proprio come essa, anche questa è una percezione sbagliata del proprio corpo. Come infatti una persona anoressica che non si vede mai abbastanza magra e continua a non mangiare, anche un tanoressico non si vede mai abbastanza abbronzato, ed è disposto a rosolarsi sotto il sole per ore e ore, spesso anche nei momenti più caldi e senza protezione.

Secondo Matteo Cagnone, presidente dell’Istituto di ricerca e cura di dermatologia globale (Irdeg), una spiegazione potrebbe essere il noto collegamento tra la luce solare e l’umore. Il sole infatti attiva la produzione della serotonina, il cosiddetto ormone del buon umore, il quale permette al cervello di rilassarsi, e che fa sentire meno in ansia le persone quando sono stese ad abbronzarsi.

I rischi sono quelli noti: melanoma, scottature, ed altre patologie dovute alla prolungata esposizione solare. Secondo Cagnone gli italiani sono il popolo che meno utilizza le protezioni solari, e quello che le utilizza peggio. Forse perché ci fidiamo del nostro sangue latino, e quindi probabilmente della carnagione più scura di quella di un tedesco o di un finlandese, ma fatto sta che gli italiani utilizzano poco le creme, e spesso con una sola applicazione, anche se si sta al mare tutto il giorno. Secondo gli studiosi dopo circa un’ora l’effetto protettivo passa, e bisogna spalmarsela di nuovo.

Ma ai tanoressici non importa, loro vogliono essere più neri, e questi sono solo degli intralci al loro obiettivo finale. Sempre che dopo non abbiano delle brutte sorprese. Ricordate quindi, quando andate al mare, la crema solare, è più importante di quello che possiate pensare.

[Fonte: Ansa]

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