Otoplastica: addio alle orecchie a sventola

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Con l’otoplastica è possibile correggere inestetismi che riguardano le orecchie: le classiche orecchie a sventola, ma anche padiglioni auricolari eccessivamente grandi, non allineati tra loro, di forma particolarmente bizzarra. Sono molte le persone che hanno delle orecchie di forma strana, che preferiscono non mettere in mostra. L’intervento di otoplastica di realizza su coloro che mal sopportano questa condizione, che lo vivono con particolare situazione psicologica negativa. Le orecchie a sventola o asimmetriche infatti non portano ad alcun tipo di problema fisiologico, si tratta di una questione quindi prettamente psicologica. Le tecniche oggi disponibili consentono qualsiasi tipo di correzione delle orecchie a sventola con un intervento di otoplastica di breve durata e risultato facilmente prevedibile.

Come funziona l’otoplastica
L’orecchio esterno è costituito da tessuto cartilagineo, ricoperto dalla pelle. È possibile modificare la forma di tale tessuto ritagliandolo nel modo ritenuto consono, o anche riposizionandolo correttamente. Lo svolgimento dell’intervento dipende essenzialmente dalla problematica presentata dal singolo soggetto, in alcuni casi può essere necessario anche togliere parte della pelle che ricopre la cartilagine. L’incisione è però sempre unica e viene effettuata dietro le orecchie, per consentire di accedere liberamente alla cartilagine al suo interno. Il taglio che viene effettuato è il più piccolo possibile, in modo da diminuire il tempo di recupero dopo l’intervento e da consentire la presenza di una cicatrice praticamente invisibile, per dimensioni e posizionamento.

Il post operatorio
L’otoplastica non presenta particolari rischi in quanto si tratta di un intervento in anestesia locale. Risulta però di importanza basilare che si seguano in modo preciso le indicazioni del medico nei giorni successivi all’intervento. Le orecchie sono bendate con una leggera medicazione, che dovrà essere tenuta per qualche tempo. Le orecchie non dovranno essere esposte all’acqua e alle intemperie, neppure alla luce solare diretta per almeno alcuni giorni, dipende però dall’entità della cicatrice. In alcune situazioni si dovrà anche dormire posizionandosi supini, evitando di spostarsi sul lato, per non andare a schiacciare le orecchie appena rimodellate.

I rischi
Non dovendo sottoporsi ad anestesia generale, chi deve eseguire una otoplastica tende a considerare questo intervento come privo di rischi. In realtà può capitare che le orecchie non cicatrizzino nella posizione desiderata, cosa che può creare asimmetrie o posizionamenti poco consoni del padiglione auricolare. Inoltre nei primi giorni dopo l’intervento è possibile che sopraggiungano infezioni o problemi di cicatrizzazione. In alcuni soggetti dopo l’otoplastica è subentrato un dolore cronico, la cui cura diviene complessa. Per precauzione le persone con problematiche cardio vascolari o circolatorie dovrebbero evitare questo tipo di intervento, lo stesso nel caso in cui siano presenti patologie croniche che causano un deficit di coagulazione, in questo questi fattori potrebbero predisporre al presentarsi di infezioni anche gravi. In ogni caso nei giorni successivi all’intervento è importante attenersi alle indicazioni del medico oltre che assumere una terapia antibiotica, ove consigliato. Si deve anche ricordare che, sebbene l’otoplastica sia un intervento di leggera entità, è possibile che il dolore dopo l’operazione sia significativo e che vada trattato seguendo le indicazioni del chirurgo o anche del medico di base.