ACE inibitori controindicazioni e precauzioni

di Cinzia Iannaccio Commenta

Gli ACE-inibitori sono una classe di farmaci utilizzati per abbassare la pressione alta e tenerla dunque sotto controllo: agiscono per ridurre la resistenza vascolare sistemica. Sono prescritti dal medico in caso di ipertensione, scompenso cardiaco o malattia renale cronica conseguente a questo. Non sono però indicati per tutti gli ipertesi, occorre valutare sempre il rapporto rischio-beneficio ed eventualmente passare ad un’altra classe di farmaci anti ipertensivi. Esistono specifiche controindicazioni e precauzioni da tenere in considerazione, come ad esempio in gravidanza o allattamento.

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ACE-inibitori, controindicazioni

Questi farmaci sono controindicati in caso di ipersensibilità al principio attivo (che ad esempio si può manifestare con angioedema). E’ un’eventualità rara, ma altamente pericolosa, quindi al primo accenno di ipersensibilità (difficoltà respiratoria grave) va avvertito il medico e sospesa la terapia.

 

Precauzioni

Gli ACE inibitori vanno usati con cautela in combinazione con altri farmaci che hanno effetti vasocostrittori, in terapia tripla con diuretici e fans, che aumenterebbero il rischio di danno renale.

Lo stesso dicasi per quei pazienti che soffrono di stenosi dell’arteria renale: potrebbero incappare in un ulteriore peggioramento della funzionalità dell’organo. E’ per questo motivo che prima di iniziare una qualunque terapia con questi medicinali è fondamentale verificare se i reni funzionano bene oppure no. Nell’eventualità il medico può optare per un dosaggio ridotto, o semplicemente in un monitoraggio più accurato della situazione.

Gli ACE-inibitori devono essere usati con cautela anche nei pazienti che si trovano nelle seguenti condizioni di salute:

  • Disidratazione (ad esempio a causa dei diuretici o del diabete): il rischio è di un brusco calo della pressione (ipotensione). La terapia in questi casi può comunque iniziare ma con controlli e dosaggi molto bassi di farmaco.
  • Gravidanza: gli ACE-inibitori non sono raccomandati nelle donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza. In questa fase, il rene del bambino si è appena formato ed è particolarmente sensibile alle fluttuazioni emodinamiche: il farmaco inibisce anche il sistema fetale renina-angiotensina, può provocare ipotensione materna e / o una diminuzione del flusso di sangue fetale placentare con il rischio di un’ischemia nel bimbo, insufficienza renale ed anomalie (malformazioni degli arti, deficit di ossificazione del cranio), molti dei quali sono una conseguenza di una riduzione del volume del liquido amniotico.
  • Allattamento al seno: anche in questo caso la precauzione è d’obbligo
  • Potassio: gli integratori di potassio vanno assunti con cautela e solo se necessario e sotto stretto controllo medico in quanto gli ACE-inibitori tendono ad aumentarne la concentrazione (l’iperkalemia è un effetto collaterale noto).

 

 

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Fonte: News medical.net

Foto: Thinkstock