Cancro ovaie, FDA approva rucaparib

di Valentina Cervelli Commenta

La Food and Drug Administration ha approvato in modo celere l’uso del rucaparib per il trattamento del cancro ovarico nelle donne che presentano la patologia nello stadio avanzato e che siano già state sottoposte ad ulteriori trattamenti senza successo.

In particolare si tratta di un via libera dato per coloro che soffrono di tumore all’ovaio che presenza mutazioni a carico dei geni BRCA (verificate da test per la diagnostica approvati dalla stessa FDA) e che sia stato trattato con più di due cicli di chemioterapia senza successo.  Come spiega il prof. Richard Pazdur, direttore del centro ematologico ed oncologico della Food And Drug Administration:

L’approvazione odierna è un altro esempio del trend che stiamo vedendo nello sviluppo di nuovi farmaci a bersaglio molecolare per trattare il cancro causato da specifiche mutazioni genetiche. Le donne con queste anomalie genetiche che hanno già provato due cicli di chemioterapia per combattere il tumore adesso hanno un’opzione in più.

Il rucaparib è stato pensato ed ha ottenuto il via libera accelerato dall’istituzione di controllo statunitense per dare alle pazienti una possibilità di terapia in più. E’ importante capire che i geni BRCA, quando non mutati, sono uno dei maggiori alleati dell’organismo: essi infatti prevengono l’insorgenza dei tumori contribuendo alla correzione dei danni del DNA. Quanto il loro “effetto” è inefficiente e la correzione non è adeguata, può causare lo sviluppo di tumori. Questo nuovo medicinale agisce inibendo la riparazione del DNA errata, andando a colpire in questo modo la sopravvivenza delle cellule tumorali.

In questo caso l’approvazione velocizzata del medicinale è giustificata dalle necessità di dare alle donne colpite dal cancro ovarico un’ulteriore possibilità di sopravvivenza in base ai buoni risultati raggiunti nelle prime sperimentazioni. Soprattutto per via della mutazione dei geni BRCA, fattore che rende l’approccio a questo tipo di neoplasia più impegnativo. Ulteriori studi sul farmaco verranno condotti nonostante questa apertura all’utilizzo.

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