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	<title>MedicinaLive.com</title>
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	<description>Solo un altro weblog targato WordPress</description>
	<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:48:32 +0000</pubDate>
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		<title>Dermatite del conducente, una nuova patologia dovuta al cattivo uso del pc</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>

		<category><![CDATA[dermatite del conducente]]></category>

		<category><![CDATA[laptop]]></category>

		<category><![CDATA[lesioni pigmentate alle cosce]]></category>

		<category><![CDATA[pc]]></category>

		<category><![CDATA[portatili]]></category>

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Quante ore passiamo al pc! Nella maggior parte dei casi si hanno solo benefici da questo apparecchio, soprattutto con i portatili, che aggiungono alla bellezza del software, anche quella dell&#8217;hardware, visto che sono comodi da trasportare, leggeri, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15616" title="portatile-sulle-gambe" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/portatile-sulle-gambe.jpg" alt="portatile-sulle-gambe" width="450" height="412" /></p>
<p>Quante ore passiamo al pc! Nella maggior parte dei casi si hanno solo benefici da questo apparecchio, soprattutto con i <strong>portatili</strong>, che aggiungono alla bellezza del software, anche quella dell&#8217;hardware, visto che sono comodi da trasportare, leggeri, e possono essere usati praticamente ovunque. Ma all&#8217;orizzonte si staglia una nuova patologia conseguente proprio a quest&#8217;utilizzo smodato del <strong>laptop</strong>.</p>
<p>Si chiama dermatite del conducente, e riguarda le persone che utilizzano il portatile <strong>appoggiato sulle gambe</strong>. Oltre a portare <strong>problemi alla schiena</strong> perché si rimane in una posizione innaturale per delle ore, ciò che maggiormente accade nel nostro corpo è un passaggio di calore (circa <strong>40-50 gradi</strong>) dall&#8217;apparecchio alle gambe che <strong>danneggia la pelle,</strong> portando <strong>lesioni pigmentate alle cosce</strong>. Il consiglio quindi è di tenere il portatile sulle ginocchia o, meglio ancora, su un tavolo.</p>
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		<title>Dall&#8217;America arriva metodo innovativo per prevenire l&#8217;otite media</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Salute dei Bambini]]></category>

		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>

		<category><![CDATA[immunizzazione senza siringhe]]></category>

		<category><![CDATA[infezione dell'orecchio]]></category>

		<category><![CDATA[intervento chirurgico]]></category>

		<category><![CDATA[John Clements]]></category>

		<category><![CDATA[Lauren Bakaletz]]></category>

		<category><![CDATA[NTHI]]></category>

		<category><![CDATA[otite media]]></category>

		<category><![CDATA[vaccinazione]]></category>

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L&#8217;otite media, più comunemente conosciuta come infezione dell&#8217;orecchio, è la malattia più frequentemente diagnosticata bambini al di sotto dei 15 anni di età ed è la causa primaria delle visite al pronto soccorso. Più dell&#8217;80% dei bambini subisce almeno una volta l&#8217;infezione all&#8217;orecchio prima del terzo compleanno.  Un nuovo studio potrebbe introdurre una strategia indolore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15602" title="vaccino-otite" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/vaccino-otite.jpg" alt="vaccino-otite" width="450" height="378" /></p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/otite/" class="kblinker" title="More about otite &raquo;">otite</a> media, più comunemente conosciuta come <strong>infezione dell&#8217;orecchio</strong>, è la malattia più frequentemente diagnosticata bambini al di sotto dei 15 anni di età ed è la causa primaria delle visite al pronto soccorso. Più dell&#8217;80% dei bambini subisce almeno una volta l&#8217;infezione all&#8217;orecchio prima del terzo compleanno.  Un nuovo studio potrebbe introdurre una strategia indolore per <strong>prevenire l&#8217;otite</strong> con la <strong>vaccinazione</strong>. Ad idearla è stata <strong>Lauren Bakaletz</strong>,  direttore del Centro per la Patogenesi microbica all&#8217;Istituto di Ricerca del  Nationwide Children&#8217;s Hospital in collaborazione con <strong>John Clements</strong>, della Tulane University School of Medicine di New Orleans.</p>
<p>Questo genere di infezioni sono in genere trattate con <strong>antibiotici</strong>, oppure, se si verificano abbastanza spesso, attraverso un <strong>intervento chirurgico</strong>.</p>
<blockquote><p>L&#8217;emergere di microrganismi resistenti agli antibiotici e la natura invasiva della procedura chirurgica sollevano la necessità di sviluppare modi diversi di trattare o, preferibilmente, prevenire le infezioni all&#8217;orecchio</p></blockquote>
<p>ha spiegato il Dott. Bakaletz. <span id="more-15600"></span></p>
<p>I dati dei ricercatori, raccolti a livello nazionale, sono stati i primi a dimostrare l&#8217;immunizzazione come un modo efficace per prevenire le infezioni. Il vaccino è stato testato inserendo la soluzione con un contagocce nelle orecchie di un <strong>cincillà</strong>, e poi strofinando. Il dr. Bakaletz ha ammesso che il vaccino è stato <strong>estremamente efficace</strong>, e che il suo gruppo di ricerca è entusiasta della possibilità dell&#8217;<strong>immunizzazione senza siringhe</strong>.</p>
<p>Il vaccino funziona attivando le cellule che si trovano appena sotto la superficie della pelle. Quando il liquido tocca la pelle, le cellule inviano il vaccino ai linfoidi dell&#8217;organismo dove esso è in grado di generare una <strong>risposta immunitaria</strong> rapidamente, riducendo o eliminando l&#8217;<strong>NTHI</strong>, uno dei batteri comunemente responsabili delle infezioni delle orecchie, ma anche del naso. Conclude Bakaletz che:</p>
<blockquote><p>Questi studi gettano le basi per un efficace ma semplice, poco costoso e potenzialmente innovativo modo di fornire i vaccini. La nostra speranza è di applicare il metodo del vaccino sulla pelle, il quale ci permetterà di distribuirlo anche ad alcuni dei bambini più poveri del mondo.</p></blockquote>
<p>Oltre a proteggere contro le infezioni, questa ricerca potrebbe avere importanti implicazioni per la <strong>prevenzione di altre malattie delle vie respiratorie</strong> causate dall&#8217;NTHI.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Inventato farmaco che previene i problemi di &#8220;durata&#8221;</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/le-eta-della-salute/la-salute-degli-uomini/farmaco-previene-problemi-durata/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Disfunzioni Sessuali]]></category>

		<category><![CDATA[La Salute degli Uomini]]></category>

		<category><![CDATA[antidepressivo]]></category>

		<category><![CDATA[eiaculazione precoce]]></category>

		<category><![CDATA[Janssen-Cilag]]></category>

		<category><![CDATA[Priligy]]></category>

		<category><![CDATA[problemi di erezione]]></category>

		<category><![CDATA[serotonina]]></category>

		<category><![CDATA[viagra]]></category>

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Quello a cui tengono maggiormente i produttori è che la gente non lo confonda con il Viagra. La famosa &#8220;pillola blu&#8221; serve per quelle persone che hanno problemi di erezione. Sarebbe una sorta di aiutino per non fare brutte figure. Però ci sono tanti uomini che non hanno questo genere di problemi, ma un altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15594" title="priligy" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/priligy.jpg" alt="priligy" width="450" height="394" /></p>
<p>Quello a cui tengono maggiormente i produttori è che la gente non lo confonda con il <a href="http://www.medicinalive.com/viagra-pfizer-sildenafil/" class="kblinker" title="More about Viagra &raquo;">Viagra</a>. La famosa &#8220;pillola blu&#8221; serve per quelle persone che hanno <strong>problemi di erezione</strong>. Sarebbe una sorta di aiutino per non fare brutte figure. Però ci sono tanti uomini che non hanno questo genere di problemi, ma un altro che forse è anche più comune, l&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/eiaculazione-precoce/" class="kblinker" title="More about eiaculazione precoce &raquo;">eiaculazione precoce</a>.</p>
<p>Per questo la <strong>Janssen-Cilag</strong> ha inventato <a href="http://www.medicinalive.com/priligy-janssen-cilag-dapoxetina/" class="kblinker" title="More about Priligy &raquo;">Priligy</a>, un farmaco che, se preso due ore prima dell&#8217;atto sessuale, garantisce una <strong>durata soddisfacente</strong>. Spiegano dalla casa produttrice che il farmaco inibisce la ricaptazione della <strong>serotonina</strong>, in pratica agisce come un <strong>antidepressivo</strong>,</p>
<blockquote><p>a base di dapoxetina, molecola che inibisce il trasporto della serotonina, equilibratore dell’umore che, rimanendo in circolo, ritarda l’eiaculazione.</p></blockquote>
<p><span id="more-15592"></span></p>
<p>Ci tengono a precisare però che bisogna usarlo con molta cautela. Il farmaco infatti ha durata breve, perché si tratta di una sostanza che l&#8217;organismo metabolizza molto in fretta ed è di facile espulsione. Per questo va assunto <strong>due ore prima dell&#8217;atto e non più di una volta ogni 24 ore</strong> e, in quanto antidepressivo, potrebbe avere degli effetti collaterali anche gravi in persone che non sono molto stabili mentalmente. Per questo è consigliabile effettuare una visita medico-psicologica prima di acquistarlo.</p>
<p>Il Priligy è destinato probabilmente a diventare più famoso del Viagra in quanto ha un bacino d&#8217;utenza molto maggiore. I ricercatori che l&#8217;hanno inventato hanno spiegato che mentre i farmaci che producono un&#8217;erezione sono destinati ad un bacino d&#8217;utenza di uomini di mezza età o anche più anziani, l&#8217;eiaculazione precoce colpisce anche i <strong>giovani</strong>, e si stima <strong>ne soffra il 20% degli italiani</strong>. Inoltre molti di questi casi sono dovuti a problemi fisici, come prostatite o infiammazioni, sui quali il Priligy non può intervenire.</p>
<p>Per evitare la contraffazione, la Janssen-Cilag ha deciso di inserire un numero seriale di 12 cifre su ogni scatola, in maniera tale che un cliente possa controllare se quello che ha acquistato è un prodotto originale o meno direttamente dal sito <a href="http://www.priligyoriginale.it" target="_blank">www.priligyoriginale.it</a>. Il farmaco è già in vendita al costo di <strong>36,94 euro</strong> in scatole da tre pasticche l&#8217;una.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://canali.kataweb.it/" target="_blank">Kataweb</a>]</p>
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		<title>Se il legamento fa crack..la rottura del legamento crociato anteriore</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/ortopedia/se-il-legamento-fa-crackla-rottura-del-legamento-crociato-anteriore/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fitness e Allenamento]]></category>

		<category><![CDATA[Muscoli]]></category>

		<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>

		<category><![CDATA[artroscopia del legamento]]></category>

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		<category><![CDATA[rottura del legamento crociato anteriore]]></category>

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Se ne sente parlare per set­timane, nelle trasmissioni sportive, quando succede a un calciatore. La rottura del legamento crociato anteriore è sempre un grosso problema per i professionisti: l&#8217;intervento chirurgico, il riposo, la riabilita­zione. Stare lontani dal prato verde amareggia i tifosi e rischia di scombussolare il campionato. Ma, a parte questi episodi, è uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-15588" title="legamento-crociato-anteriore" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/legamento-crociato-anteriore.jpg" alt="legamento-crociato-anteriore" width="450" height="309" /></p>
<p>Se ne sente parlare per set­timane, nelle trasmissioni sportive, quando succede a un calciatore. <strong>La rottura del legamento crociato anteriore</strong> è sempre un grosso problema per i professionisti: l&#8217;intervento chirurgico, il riposo, la riabilita­zione. Stare lontani dal prato verde amareggia i tifosi e rischia di scombussolare il campionato. Ma, a parte questi episodi, è uno di quegli argomenti di cui in ge­nere non si trova traccia, anche se colpisce molte persone. Spie­ga <strong>Massimo Magi</strong>, chirurgo orto­pedico, già primario dell&#8217;ospedale di Bormio e Sondalo</p>
<blockquote><p> «Pensare che la rottura del legamento cro­ciato anteriore sia appannaggio dei calciatori significa avere una visione distorta della realtà»</p></blockquote>
<p>Perché no­nostante i titoloni delle pagine sportive dei quotidiani del lunedì, a rischiare di più sono proprio i non professionisti, gli sportivi della domenica. Ed è anche meglio pre­cisare che non è il calcio<strong> lo sport più pericoloso per il ginocchio</strong>, bensì lo <a href="http://www.medicinalive.com/cura-del-corpo/fitness-e-allenamento/asma-e-sport-agonistico-sci-di-fondo-e-nuoto-pericolosi-per-gli-asmatici/" target="_blank">sci</a>. E la ragione è sempli­ce: gli scarponi alti bloccano la ca­viglia, preservandola da traumi, ma a questo punto il ginocchio di­venta la prima articolazione che assorbe gli urti.</p>
<p><span id="more-15552"></span></p>
<blockquote><p>«E quando gli at­tacchi non si staccano subito in seguito a una caduta, lo sci comporta come un braccio di ferro e il trauma si riversa tutto sul g nocchio»</p></blockquote>
<p>All&#8217;interno del ginocchio ci sono due legamenti che tengono insieme  <strong>tibia e femore</strong>, chiamato  &#8220;crociati&#8221; perché si incrociano al centro dell&#8217;articolazione. Lo scopo è impedire il movimento avanti e indietro della tibia rispetto al femore, un fenomeno che medici chiamano <strong>traslazione anteriore e posteriore</strong>, garantendo così la stabilità dell&#8217;articolazione. Il legamento crociato anteriore deve sopportare moltissime solle­citazioni quando si corre e durante gli sport in generale. Quan­do si rompe, di solito a causa di un trauma da torsione oppure da iperestensione della gamba, è possibile anche non accorgersi di niente. Questo succede soprat­tutto a chi ha i muscoli della co­scia, soprattutto<strong> i flessori</strong>, ben al­lenati.</p>
<blockquote><p>  «Ma in genere quando si lesiona il le­gamento si sente un crack all&#8217;al­tezza del ginocchio, dopodiché compare il gonfiore. A provo­carlo è il siero e il sangue che fuoriescono dai vasi per accumu­larsi nell&#8217;articolazione»</p></blockquote>
<p> Il dolore che insorge può variare per in­tensità a seconda anche di quan­to liquido si accumula. Di solito basta il racconto di quel­lo che è successo e di che cosa si è sentito perché il medico si renda subito conto che si tratta di una lesione al crociato anterio­re. Spiega Magi</p>
<blockquote><p>«Oltre alla radiografia e alla risonanza magnetica il vero esame che si fa per capire di che cosa si tratta è la manovra di Lachman. Il medi­co con una mano tiene la coscia e con l&#8217;altra la gamba: il paziente è sdraiato in posizione supina e deve avere i muscoli rilassati; quando non lo sono, magari per la paura dovuta al trauma, il test dà un esito sbagliato. Il medico poi solleva di poco la gamba: se la tibia si sposta &#8220;in avanti,&#8221; il le­gamento crociato anteriore è completamente rotto. Anche se molti riescono a cam­minare e addirittura a correre con il crociato anteriore lesionato è sempre me­glio intervenire, perché il rischio che la situazione peggiori è alto»</p></blockquote>
<p>Si può infatti innescare un pro­cesso evolutivo perché si modifica l&#8217;asse meccanico del ginocchio e si può sviluppare un&#8217;artrosi. <em>In che che cosa consiste l&#8217;opera­zione?</em></p>
<blockquote><p>«Oggi l&#8217;intervento si fa in <a href="http://www.medicinalive.com/strappo-del-menisco/" target="_blank">artroscopia</a>, cioè senza il biso­gno di aprire completamente l&#8217;ar­ticolazione con il bisturi. Nella maggior parte dei casi si fa un prelievo autologo, cioè dal pa­ziente stesso, di un tendine sano. Poi lo si posiziona all&#8217;interno della cavità del ginocchio e si fissa a fe­more e tibia. In seguito è fonda­mentale seguire programmi di ri­abilitazione precisi a partire dai giorni successivi all&#8217;intervento»</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Farmaci negli anziani e il caregiver ovvero il fornitore di medicine</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dizionario Termini Medici]]></category>

		<category><![CDATA[La Salute degli Anziani]]></category>

		<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>

		<category><![CDATA[abuso di farmaci]]></category>

		<category><![CDATA[caregiver]]></category>

		<category><![CDATA[fornitori di cure]]></category>

		<category><![CDATA[medicine per gli anziani]]></category>

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La stagione dell&#8217;anziano si associa sempre più spesso alla parola farmaco. Sono infatti fortunatamente disponibili sempre più medicinali che contribuiscono a tenere sotto controllo le piccole o grandi defaillance che possono interes­sare un organismo non più giovane. Fortuna­tamente oggi esiste una pillola per qualsiasi cosa. O quasi. Per le problematiche più gravi come depressione, pressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-15513" title="farmaci-negli-anziani" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/farmaci-negli-anziani.jpg" alt="farmaci-negli-anziani" width="425" height="282" /></p>
<p>La stagione dell&#8217;anziano si associa sempre più spesso alla parola <strong>farmaco</strong>. Sono infatti fortunatamente disponibili sempre più medicinali che contribuiscono a tenere sotto controllo le piccole o grandi defaillance che possono interes­sare un organismo non più giovane. Fortuna­tamente oggi esiste una pillola per qualsiasi cosa. O quasi. Per le problematiche più gravi come <strong><a href="http://www.medicinalive.com/depressione2/" class="kblinker" title="More about depressione &raquo;">depressione</a>, pressione bassa, pressione alta, aritmie cardiache, respiratoria</strong>, e per quelle più lievi come <strong>allergie di stagione, mai di testa, <a href="http://www.medicinalive.com/mal-di-gola/" class="kblinker" title="More about mal di gola &raquo;">mal di gola</a></strong>, e simili, c&#8217;è una sconfinata disponibilità di farmaci. Ciò è sicuramente posi­tivo, ma comporta anche il <strong>rischio di abuso</strong>.</p>
<p>Tra gli anziani si riscontrano con maggiore frequenza casi più o meno accentuati di <a href="http://www.medicinalive.com/psicologia-e-medicina-della-mente/psicologia/approda-italia-test-malato-immaginario/" target="_blank">ipocondria</a>: persone che assumerebbero farmaci ad ogni più piccolo segnale di possi­bile problema di salute. Fino ad arrivare a non vivere più la quoti­dianità senza una pillola colorata da ingoiare o senza una bustina da sciogliere nel bicchiere subito dopo il pasto. E al contrario, <em>dicono gli esper­ti</em>, si trovano casi di estrema e­reditarità a tutto ciò che è medicinale o terapia: <strong>persone che</strong>, a quanto affermano, <strong>non hanno mai fatto uso di farmaci e che non li considerano, per cultura o tradizione, un reale aiuto per risolvere altrettanto reali problemi di salute</strong>.</p>
<p><span id="more-15459"></span></p>
<p>Ecco i <strong>tre princi­pali rischi o effetti collaterali</strong>: rischio di <strong>sovraccarico</strong> per il <a href="http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/nuove-frontiere/fibroscan-e-tumore-al-fegato-nuove-metodiche-di-diagnostica-senza-la-biopsia/" target="_blank">fegato</a>, uno dei principali orga­ni deputati al metabolismo dei medicinali; <strong>rischio di sviluppare reazioni avverse</strong> do­vute all&#8217;interazione tra farmaci diversi, <strong>rischio di sovrado­saggi o sottodosaggi</strong>, che possono determina­re intossicazioni o inefficacia delle terapie. <em>Perché si possono verificare queste evenienze?</em> <em>Quali so­no le cause e chi sono i colpevo­li?</em> Difficile pronunciare sentenze di condanna per imputati preci­si.</p>
<p>In questi casi è più corretto, dal punto di vista scientifico, parlare di circostanze e concau­se che favoriscono lo svilupparsi di situazioni sfavorevoli. Esistono, soprattutto tra i pazienti oncologici, ma non solo, situazioni che richiedono l&#8217;assunzione di 20 o più medicinali nell&#8217;arco di una sola giornata. A volte tutti diversi, a volte in parte diversi e in parte gli stessi che devono essere assunti ad orari ben definiti, come se la giornata fosse scandita dal momento in cui prendere la pastic­ca o il cucchiaio di sciroppo. Il tutto può essere più o meno complicato a seconda che il pa­ziente sia in ospedale o in am­biente domestico, che sia solo o assistito da un infermiere o da un familiare, figure che gli an­glosassoni chiamano<strong> caregiver</strong>, vale a dire &#8220;<em>fornitori di cure</em>&#8220;.</p>
<p>Eppure, sot­tolineano con rammarico gli ad­detti ai lavori, in Italia<strong> il caregiver</strong> è una figura  ancora poco diffusa, lasciata alla sensibilità delle singole Asl. L&#8217;auspicio è che nel prossimo fu­turo anche da noi le strutture sa­nitarie si attrezzino per fornire questo tipo di servizio.</p>
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		<title>Riabilitazione con la musica, uno studio italiano ne intuisce i segreti</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/nuove-frontiere/riabilitazione-musica-intuisce-segreti/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>

		<category><![CDATA[flusso di sangue]]></category>

		<category><![CDATA[Luciano Bernardi]]></category>

		<category><![CDATA[medicina riabilitativa]]></category>

		<category><![CDATA[musicoterapia]]></category>

		<category><![CDATA[sincronizzare funzioni vitali con la musica]]></category>

		<category><![CDATA[strumento terapeutico]]></category>

		<category><![CDATA[tasso di respirazione]]></category>

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Il flusso di sangue ed il tasso di respirazione si sincronizzano con la musica, il che indica che la musica potrà un giorno essere uno strumento terapeutico per il controllo della pressione sanguigna e per la riabilitazione. Ad affermarlo è uno studio pubblicato da ricercatori italiani su Circulation, il giornale della American Heart Association. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15577" title="musicoterapia" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/musicoterapia.jpg" alt="musicoterapia" width="450" height="386" /></p>
<p>Il <strong>flusso di sangue</strong> ed il<strong> tasso di respirazione</strong> si <strong>sincronizzano con la musica</strong>, il che indica che la musica potrà un giorno essere uno <strong>strumento terapeutico </strong>per il controllo della pressione sanguigna e per la riabilitazione. Ad affermarlo è uno studio pubblicato da ricercatori italiani su <em>Circulation</em>, il giornale della American Heart Association. I ricercatori hanno scoperto che la musica con ritmi più veloci comporta un <strong>aumento della respirazione, frequenza cardiaca e pressione sanguigna</strong>. Quando veniva messa in pausa, tutte queste funzioni diminuivano, a volte al di sotto del tasso iniziale.</p>
<p>In una estensione di tali risultati, i ricercatori hanno recentemente scoperto che il volume musicale in crescendo sembra indurre una<strong> moderata eccitazione</strong> mentre, decrescente, induce il <strong>rilassamento</strong>. Spiega <strong>Luciano Bernardi</strong>, ricercatore e professore di Medicina Interna presso l&#8217;Università di Pavia, ed autore dello studio:</p>
<blockquote><p>La musica induce una continua e dinamica, ed in qualche misura prevedibile, modifica del sistema cardiovascolare. Non è solo l&#8217;emozione che crea le modifiche, ma questo studio suggerisce che anche il contrario potrebbe essere possibile, cioè che i cambiamenti cardiovascolari possono essere il substrato per le emozioni, probabilmente in un modo bi-direzionale.</p></blockquote>
<p>I ricercatori ha studiato 24 individui sani caucasici abbinati per età e sesso, da 24 a 26 anni, associati a 12 esperti musicisti e 12 persone che non avevano alcuna precedente formazione musicale. I partecipanti sono stati muniti di cuffie e sottoposti all&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/cardiopatia/" class="kblinker" title="More about elettrocardiogramma &raquo;">elettrocardiogramma</a> per la misurazione della pressione sanguigna, il flusso delle arterie cerebrali, la respirazione e il restringimento dei vasi sanguigni della pelle.<span id="more-15564"></span></p>
<p>Cinque tracce casuali di musica classica sono stati suonate, intervallate da due minuti di silenzio. I ricercatori hanno scoperto che:</p>
<ul>
<li>Ogni crescendo ha portato ad una maggiore riduzione dei vasi sanguigni sotto la pelle, <strong>aumentando la pressione arteriosa</strong>, <strong>la frequenza cardiaca e la respirazione</strong>. In ogni brano musicale, ogni effetto è stato proporzionale alla variazione nel profilo musicale (crescendo o decrescendo);</li>
<li>Durante la pausa silenziosa, i cambiamenti sono diminuiti, con i vasi sanguigni sotto la pelle che si sono dilatati e hanno <strong>ridotto la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna</strong>. A differenza della musica, la riduzione della frequenza cardiaca dovuta al silenzio indicava il rilassamento;</li>
<li>Brani musicali lunghi circa 10 secondi hanno portato ad una <strong>sincronizzazione inerente al ritmo cardiovascolare</strong>, capace di modularlo.</li>
</ul>
<p>La modifica del sistema cardiovascolare e respiratorio, spiega Bernardi, è particolarmente evidente quando la musica è ricca di rilievo, come nell&#8217;Opera. Questi risultati aumentano la comprensione di come la musica possa essere utilizzata nella <strong>medicina riabilitativa</strong>.</p>
<p>Precedenti studi hanno dimostrato che la musica <strong>riduce lo stress, aumenta la performance atletica e migliora le capacità motorie </strong>delle persone con disabilità neurologiche. Bernardi ha notato che la musica più spesso viene utilizzata come uno strumento terapeutico per le diverse malattie. Inoltre, l&#8217;effetto della musica distrae, prolungando l&#8217;esercizio perché in grado di aumentare la soglia del dolore e della resistenza. L&#8217;unico limite dello studio è che è stato effettuato su persone giovani. Diverse potrebbero essere le risposte provenienti da soggetti anziani o abituati a diversi stili di musica.</p>
<p>Fonte: [<a href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vita di coppia, un cuscinetto per lo stress da lavoro</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/psicologia-e-medicina-della-mente/psicologia/stress-lavoro-sconfigge-coppia/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 06:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Salute sul Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[Ann-Christine Andersson Arntén]]></category>

		<category><![CDATA[stress da lavoro]]></category>

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		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>

		<category><![CDATA[vita di coppia contro stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprire la porta di casa dopo una giornata di duro lavoro e imbattersi nella persona amata e in un clima sereno tiene lontano lo stress derivante dal carico di lavoro eccessivo e/o da tensioni in ufficio. Sembrerebbe la scoperta dell&#8217;acqua calda, se non fosse che Ann-Christine Andersson Arntén, dell&#8217;Università di Göteborg in Svezia, ci ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15553" title="vita-di-coppia-riduce-stress" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/vita-di-coppia-riduce-stress.jpg" alt="vita-di-coppia-riduce-stress" width="451" height="300" />Aprire la porta di casa dopo una giornata di duro lavoro e imbattersi nella persona amata e in un clima sereno tiene lontano lo stress derivante dal carico di lavoro eccessivo e/o da tensioni in ufficio. Sembrerebbe la scoperta dell&#8217;acqua calda, se non fosse che <em>Ann-Christine Andersson Arntén</em>, dell&#8217;Università di Göteborg in Svezia, ci ha rivelato nella sua tesi di dottorato in psicologia che è vero anche il contrario: se una <strong>vita di coppia</strong> felice può infatti fungere da cuscinetto agli effetti negativi ed ai rischi per la salute psico-fisica derivanti dall&#8217;accumulo di tensione sul posto di lavoro, <strong>quando nella vita sentimentale non è proprio tutto rose e fiori, i danni da stress si amplificano</strong> ulteriormente. Stando a quanto afferma la ricercatrice:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una sana e solida vita di coppia riduce gli effetti negativi dello stress da lavoro sulla nostra salute. Relazioni instabili e superficiali, al contrario, ne amplificano gli effetti negativi.<br />
Anche un approccio positivo e la piena riuscita nella pratica di tecniche di gestione della tensione e del nervosismo aiuta nel mantenere stabile l&#8217;equilibrio psicofisico.<br />
Ma quando ci sono esperienze di stress sia sul posto di lavoro che nel rapporto con il partner, il rischio di risentirne a livello fisico e mentale è pericolosamente alto, e provoca non di rado un peggioramento repentino nelle condizioni di salute.</p></blockquote>
<p><span id="more-15547"></span></p>
<p>Circa 900 persone hanno preso parte all&#8217;indagine che ha portato a queste conclusioni. <strong>Coloro che avevano un buon rapporto di coppia sono risultati godere di stati di salute nettamente migliori</strong> rispetto alle persone che avevano un rapporto più problematico. Le donne nello specifico risentivano delle tensioni sviluppando forme di  <a href="http://www.medicinalive.com/ansia/" class="kblinker" title="More about ansia &raquo;">ansia</a>, reazioni di stress mentale, disturbi del sonno. Gli uomini con rapporti turbolenti e tensione sul lavoro sviluppavano in misura maggiore rispetto agli altri <a href="http://www.medicinalive.com/depressione2/" class="kblinker" title="More about depressione &raquo;">depressione</a>, ansia, stress psicologico e somatico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-15557" title="vita-di-coppia-contro-stress" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/vita-di-coppia-contro-stress.jpg" alt="vita-di-coppia-contro-stress" width="300" height="200" />Una spiegazione plausibile individuata dalla studiosa è che,<strong> dopo essere stato sottoposto a fonti di stress, il corpo ha bisogno di recuperare per ricaricarsi</strong>. Trovando anche nella vita di coppia una situazione tesa non ha però modo di scaricare l&#8217;energia negativa. Il risultato è che portare stress e tensione da lavoro a casa sconvolge anche la vita di coppia più serena e non consente di bilanciare tra situazioni stressanti per la psiche e l&#8217;organismo ed il benessere derivante da una serena vita sentimentale.<br />
Inoltre litigare con il partner porta via altra preziosa energia da destinarsi ad un eventuale recupero del rapporto ed al riconciliarsi. Ma qualcosa, lite dopo lite, si spezza, dal momento che spesso il partner intuisce che spesso le reazioni di <a href="http://www.medicinalive.com/rabbia/" class="kblinker" title="More about rabbia &raquo;">rabbia</a> e gli scatti di nervosismo non sono imputabili a fattori interni alla coppia, ma allo stress derivante dalla vita professionale. Usare il partner come valvola di sfogo, insomma, è sconsigliabile e non fa sentire affatto meglio. I problemi lavorativi vanno lasciati dietro la porta di casa quando questa si chiude alle nostre spalle. Ma questo, nella vita di tutti i giorni, è più facile a dirsi che a farsi.</p>
<p>[Fonte: <em>www.medicalnewstoday.com</em>]</p>
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		<title>L&#8217;influenza suina è datata 1918</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 17:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Epidemie]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>

		<category><![CDATA[Virologia]]></category>

		<category><![CDATA[Influenza A-H1N1]]></category>

		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>

		<category><![CDATA[nuova influenza]]></category>

		<category><![CDATA[virus A-H1N1]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova influenza? Macchè, il virus A-H1N1 risale al lontano 1918. E&#8217; quanto ha scoperto un team di ricercatori dell&#8217;università di Pittsburgh in una recente ricerca pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica New England Journal of Medicine. A quanto pare, la pandemia che sta destando preoccupazione in tutto il mondo affonda le sue radici in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-15569" title="virus-h1n1" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/virus-h1n1-225x300.jpg" alt="virus-h1n1" width="225" height="300" /><em>Nuova</em> influenza? Macchè, <strong>il virus A-H1N1 risale al lontano 1918</strong>. E&#8217; quanto ha scoperto un team di ricercatori dell&#8217;università di Pittsburgh in una recente ricerca pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica <em>New England Journal of Medicine</em>. A quanto pare, la pandemia che sta destando preoccupazione in tutto il mondo affonda le sue radici in un virus, l&#8217;H1N1 per l&#8217;appunto, che esiste da ben novant&#8217;anni e che si ripresenta ciclicamente leggermente variato. Gli studiosi hanno inoltre chiarito l&#8217;arcano della denominazione &#8220;suina&#8221;, così dibattuta dagli esperti sin dall&#8217;apparire dei primi casi. <strong>Nel 1918 il virus ebbe origine proprio da una malattia che colpiva i maiali, e si manifesò per la prima volta ad una fiera di animali in Iowa</strong>:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Da  allora si sarebbe rimescolato almeno quattro volte con altri virus  influenzali estinguendosi per brevi periodi per poi  ricomparire un po&#8217; trasformato.</p></blockquote>
<p>[Fonte: <em>Ansa Scienza</em>]</p>
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		<title>Primo decesso in Spagna per influenza suina</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Epidemie]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>

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		<category><![CDATA[Madrid]]></category>

		<category><![CDATA[malattia respiratoria]]></category>

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		<category><![CDATA[prima vittima in Europa]]></category>

		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<category><![CDATA[virus A-H1N1]]></category>

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Sembrava scomparsa la nuova influenza ed invece, appena ci si è dimenticati un po&#8217; di lei, è ritornata più forte di prima. E ha fatto la prima vittima in Spagna. Si tratta di una ragazza di 20 anni di origine marocchina ma residente a Madrid. La donna, incinta di 7 mesi, è morta ieri nell&#8217;ospedale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15536" title="influenza-suina" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/influenza-suina.jpg" alt="influenza-suina" width="450" height="322" /></p>
<p>Sembrava scomparsa la nuova <a href="http://www.medicinalive.com/influenza/" class="kblinker" title="More about influenza &raquo;">influenza</a> ed invece, appena ci si è dimenticati un po&#8217; di lei, è ritornata più forte di prima. E ha fatto la <strong>prima vittima in Spagna</strong>. Si tratta di una ragazza di 20 anni di origine marocchina ma residente a <strong>Madrid</strong>. La donna, incinta di 7 mesi, è morta ieri nell&#8217;ospedale Victorio Maranon della Capitale spagnola<strong> </strong>a causa di una <strong>malattia respiratoria provocata dal virus A H1N1</strong>, quello dell&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/influenza-suina/" class="kblinker" title="More about influenza suina &raquo;">influenza suina</a>.</p>
<p>La donna era già debilitata dalla gravidanza e così il virus le è stato fatale. I medici però hanno tentato di <strong>salvare suo figlio</strong>, e l&#8217;hanno fatto nascere con un taglio cesareo. Miracolosamente, nonostante sia nato da una madre malata e con due mesi d&#8217;anticipo,<strong> il bambino è sano</strong> e non ha traccia di contaminazione da virus A H1N1.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.ansa.it" target="_blank">Ansa</a>]</p>
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		<title>Invecchiare non è poi così brutto come dicono</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>

		<category><![CDATA[La Salute degli Anziani]]></category>

		<category><![CDATA[condizioni della vecchiaia]]></category>

		<category><![CDATA[età degli anziani]]></category>

		<category><![CDATA[invecchiare]]></category>

		<category><![CDATA[percezioni che riguardano l'età]]></category>

		<category><![CDATA[sesso tra anziani]]></category>

		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>

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Quando si diventa vecchi? Se facessimo questa domanda a persone di età compresa tra i 18 e i 29, questi ci  risponderebbero: &#8220;la vecchiaia inizia a circa 60 anni&#8220;. Se facciamo la stessa domanda a persone di mezza età, la risposta sarebbe a circa 70 anni, e per quelli di 65 la soglia è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15529" title="anziani-contenti" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/06/anziani-contenti.jpg" alt="anziani-contenti" width="450" height="321" /></p>
<p>Quando si diventa vecchi? Se facessimo questa domanda a persone di età compresa tra i 18 e i 29, questi ci  risponderebbero: &#8220;la vecchiaia inizia a circa<strong> 60 anni</strong>&#8220;. Se facciamo la stessa domanda a persone di mezza età, la risposta sarebbe a circa <strong>70 anni</strong>, e per quelli di 65 la soglia è a <strong>74 anni</strong>.</p>
<p>Funziona così anche con le altre <strong>percezioni che riguardano l&#8217;età</strong> secondo una nuova indagine dal Pew Research Center. Le disparità tra ciò che i giovani si aspettano che accadrà con l&#8217;età, e ciò che realmente accade, sono notevoli. Buona memoria, buona salute, buon sesso, non sono solo una prerogativa giovanile. A quasi 3000 adulti d&#8217;età tra i 18 e i 64 anni è stato chiesto cosa si aspettano che accadrà quando saranno vecchi; ai 65enni e oltre è stato chiesto <strong>che cosa realmente è accaduto loro</strong>. I risultati della prossima tabella sono così suddivisi: 18-64/65 e oltre:</p>
<ul>
<li><strong>Soffrire di perdita di memoria</strong>: 57% pensano che avverrà/ avviene nel 25% dei casi;</li>
<li><strong>Non essere in grado di guidare</strong>: 45%/14%;</li>
<li><strong>Subire una grave malattia</strong>: 42%/21%;</li>
<li><strong>Non essere sessualmente attivi</strong>: 34%/21%.</li>
</ul>
<p><span id="more-15527"></span></p>
<p>Ciò significa che <strong>il 79% degli anziani fa sesso</strong>, al contrario di quello che probabilmente si pensa, e cioè che questa sia una cosa appannaggio solo dei più giovani. Un altro studio pubblicato sul <em>New England Journal of Medicine</em> nel 2007 ha rilevato che <strong>più della metà delle persone tra 75 e 85 anni ha riferito di aver fatto sesso almeno due volte al mese</strong>. E la stragrande maggioranza di essi può guidare, se necessario.</p>
<p>Se pensate che tutto questo ha reso felici le persone anziane, probabilmente avete ragione. L&#8217;indagine si inserisce in un quadro con altri studi i quali hanno mostrato che <strong>le persone crescono felici anche quando invecchiano</strong>. Precedenti ricerche hanno dimostrato che la felicità nella vecchiaia dipende non solo dalla salute, ma dallo <strong>stile di vita</strong>. Uno studio ha rilevato che le persone tra 60 e 98 anni che hanno affrontato il cancro, malattie cardiache, <a href="http://www.medicinalive.com/diabete/" class="kblinker" title="More about diabete &raquo;">diabete</a>, condizioni di salute mentale o una serie di altri problemi si sono rivelati sorprendentemente felici.</p>
<p><strong>Le cose peggiorano dopo gli 80 anni</strong>. Circa il 41% degli intervistati ha infatti ammesso di aver subìto esperienze di perdita di memoria ed il 30% è spesso triste o depresso. Tuttavia, anche se la vecchiaia non è, in media, come i giovani si aspettano, solo l&#8217;1% degli over 85 ha ammesso che la sua vita si è rivelata peggiore di quanto previsto.</p>
<p>Fonte: [<a href="http://www.livescience.com" target="_blank">Livescience</a>]</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo stereotipo di bellezza femminile esiste, quello maschile no</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/costume/societa/stereotipo-bellezza-femminile-esiste-maschile/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>

		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[gusti femminili]]></category>

		<category><![CDATA[gusti maschili]]></category>

		<category><![CDATA[gusti sessuali]]></category>

		<category><![CDATA[modello di bellezza]]></category>

		<category><![CDATA[partner ideale]]></category>

		<category><![CDATA[ragazza-tipo]]></category>

		<category><![CDATA[stereotipo della ragazza da copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Gli uomini sono spesso considerati senza fantasia a proposito dei gusti sessuali, mentre le donne si dice siano imprevedibili. Tutti questi modi di pensare all&#8217;altro sesso sono stati ora confermati scientificamente da uno studio della Wake Forest University del North Carolina, Usa, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.
I ricercatori hanno &#8220;reclutato&#8221; quattromila volontari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br />
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