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Giornata logopedia, decalogo contro i disturbi del linguaggio

 
Cinzia Iannaccio
6 marzo 2013
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Si celebra oggi la Giornata Europea della Logopedia , dal titolo simbolico “Libera le parole”, dedicata ai disturbi del linguaggio. Già dallo scorso lunedì e fino a sabato 9 marzo, un team di esperti logopedisti è a disposizione, con un filo diretto con i cittadini per rispondere ai quesiti principali circa tali problematiche tipiche essenzialmente dell’età evolutiva, prescolare e scolare. Basterà telefonare al numero 049. 8647936 o inviare una email a info@fli.it per avere tutte le informazioni del caso.

L’iniziativa è stata organizzata dalla FLI, Federazione Logopedisti Italiani, in collaborazione con il Comitée Permanent de Liaison des Orthophonistes-Logopèdes de l’Union Europeénne (CPLOL). L’attenzione quest’anno è focalizzata sui Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL), troppo spesso trascurati e sottovalutati: da qui la campagna di sensibilizzazione al fine dell’individuazione precoce. Gli esperti, per l’occasione hanno anche messo a punto un decalogo per la “buona comunicazione”, utile nella prevenzione a partire dai primissimi anni di vita e non solo.

Dieci regole d’attenzione per una buona comunicazione

1 – Attenzione all’ambiente. Il bambino si distrae facilmente, quindi per comunicare adeguatamente con lui è necessario creare un ambiente favorevole, col minor numero possibile di rumori, luci ed altre fonti di distrazione.

2 – Attenzione alla postura. Una corretta postura consente al bimbo stabilità e controllo visivo nell’atto della comunicazione che diventa così più semplice e serena.

3 – Attenzione al contatto oculare. Mantenere sempre lo sguardo col bambino è fondamentale: non si deve distrarre lui, ma il genitore deve fare altrettanto, mettendolo al centro della comunicazione, dell’interesse, della comunicazione.

4 – Attenzione all’alternanza. Si parla una volta per uno: mai sovrapporsi.

5 – Attenzione al tempo. Il bambino ha bisogno di tempo per programmare la risposta. Insistere per sollecitarlo in tal senso è sbagliato, crea confusione. Basta avere pazienza.

6 – Attenzione alla comunicazione. Utilizzate tutti i canali comunicativi e le strategie più adatte per il bambino (ognuno è diverso e reagisce agli stimoli comunicativi in modo differenziato). La comunicazione non è solo verbale, è buona norma sfruttare anche il canale mimico, l’espressività.

7 – Attenzione alla ‘disconferma’. Non fingere di aver capito per assecondare o dare sicurezza al bimbo. Date a lui dei chiari feedback rispetto alla non comprensione del messaggio, guidandolo e aiutandolo nella riformulazione della frase, ma senza offenderlo, mortificarlo o dimostrare impazienza.

8 – Attenzione alla ‘conferma’- Verbalizzate in modo corretto ciò che avete capito del messaggio del bambino ed aspettate una sua conferma.

9 – Attenzione all’iniziativa comunicativa. La comunicazione ha inizio e si sviluppa se c’è intenzionalità e volontà a comunicare. E’ opportuno coinvolgere il bambino in dialoghi per lui stimolanti o motivanti di una risposta.

10 – Attenzione al linguaggio. Fondamentale infine è utilizzare un linguaggio adeguato al livello del bambino: un bimbo che non parla non è sempre un bimbo che non capisce.

Fonte e maggiori approfondimenti: FLI

Foto: Thinkstock

 

 

 

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