Salute bambini: non rientra nei programmi politici?

 
Cinzia Iannaccio
16 febbraio 2013
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visita dal pediatra bambina Salute bambini: non rientra nei programmi politici?

La salute dei bambini non sembra rientrare nei programmi dei candidati alle prossime elezioni. Avete finora ascoltato o letto un’ipotesi legislativa concreta al riguardo? Eppure i bimbi solo il nostro futuro, il loro benessere dovrebbe essere una delle priorità di una Nazione civile, di una Repubblica moderna, di una Democrazia degna di questo nome. Le elezioni si avvicinano (il prossimo 24 e 25 febbraio), ma non si parla di tematiche legate alla tutela della maternità e dell’infanzia. E’ per tale motivo che la FIMP (Federazione Italiana Medici pediatri) ha tracciato una bella lista delle priorità, delle “cose da fare” per tutelare il futuro dei bimbi e dunque del nostro Paese. Ecco quindi 7 piccole regole che i nostri candidati dovrebbero ben tener presenti.

  • 1. Una riforma delle convenzioni con il SSN: va predisposta quanto prima per garantire a tutti i bambini l’adeguato sostegno alla salute e al benessere psicofisico: ci si riferisce in particolare al miglioramento assistenziale dei piccoli pazienti affetti da patologie croniche, alla presa in carico totale delle fasce deboli e degli adolescenti) ed alle modificate esigenze delle famiglie.
  • 2. Necessario l’incentivo alla nascita di una nuova “rete di studi pediatrici”, strutture innovative che riescano a garantire l’adeguata assistenza pediatrica e funzionalità alla luce del riassetto generale delle cure primarie.
  • 3. Si ritiene importante l’innalzamento della fascia pediatrica dagli attuali 0 – 14 anni ai 0 – 16 anni: per arrivare fino alla fine dell’adolescenza, garantendo una “continuità di relazione e assistenza che comprenda anche le crescenti dinamiche di disagio giovanile (rischio uso sostanze stupefacenti, disturbi alimentari, disagio comportamentale, ecc.)”.
  •  4. Favorire l’aumento del numero dei pediatri (scuola di specializzazione) per garantire una maggiore presenza sul territorio e quindi un inferiore spesa sanitaria generale.
  • 5. Promuovere la ricerca scientifica allo sviluppo di farmaci specifici per i bambini e ragazzi under 12: da 30 anni non si ha un nuovo farmaco pediatrico e gli esistenti sono comunque pochi. Di base i medicinali destinati all’infanzia sono quelli degli adulti con dosaggi dimezzati, ma è un errore grossolano e pericoloso. I farmaci prima della registrazione andrebbero verificati in termini di sicurezza ed efficacia anche sui bambini. Così come sta avvenendo per la medicina di genere ed i medicinali al femminile.
  • 6. Allo stesso modo è fondamentale istituire un Prontuario Farmaceutico per l’infanzia, strumento necessario nelle mani dei pediatri per prescrivere medicinali ai bambini, che tenga conto della compliance e dei possibili effetti collaterali su organismi ancora non immunologicamente maturi.
  • 7. Qualificare il 118 e l’intera area dell’urgenza-emergenza anche per l’assistenza pediatrica, inserito in un contesto di revisione organizzativa della medicina del territorio.

Fonte: FIMP

Foto: Thinkstock

 

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