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	<title>Commenti a: Malasanità: morti 27 neonati in 15 giorni</title>
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	<description>Medicina, salute e società</description>
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		<title>Di: teresa carere</title>
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		<dc:creator>teresa carere</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 09:28:59 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@ teresa carere&lt;/b&gt;:
In occasione del convegno INDIGNIAMOCI sulla malasanità tenutosi a Polistena e a Reggio Calabria il 25 e 26 novembre 2010</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('24683','teresa carere');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('24683','teresa carere');" /></div><span id="co_24683"><p><b>@ teresa carere</b>:<br />
In occasione del convegno INDIGNIAMOCI sulla malasanità tenutosi a Polistena e a Reggio Calabria il 25 e 26 novembre 2010</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>Di: teresa carere</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-24653</link>
		<dc:creator>teresa carere</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 21:06:15 +0000</pubDate>
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		<description>Più SIGNORI e meno dottori – MALASANITA’


I medici hanno paura delle denuncie e delle psicosi dei pazienti: notizia di un quotidiano di qualche giorno fa. Medici stressati, anzi bruciati: notizia del Corriere della sera di qualche mese fa.
Quindi? Psicotici sono i pazienti? No. I pazienti sono persone che si rivolgono a medici e ospedali pagando, e pure delle parcelle care, perché si illudono di avere delle risposte serie.
E nella medicina, nella sanità, una risposta sola potrebbe oramai essere seria: che ci dicessero che non ne sanno nulla, che possono solo tirare a indovinare, che possono prescrivere medicine della casa farmaceutica che più li ha corrotti, sperando che passi un po’ di tempo prima che finiscano per intossicarci. Che possono operarci e se non litigano coi colleghi a chi ha fatto più soldi, se non dimenticano qualche garza o bisturi nella nostra pancia, se non ci tolgono un tumore che non abbiamo… forse ne usciremo vivi.. e che se sono mamma e bambino c’è buona possibilità che si salvi almeno uno.. che ci dicano la verità.
Ma messe e ammesse così le cose.. come si giustificherebbero i salari e le parcelle salate? La verità
smonterebbe il sistema truffaldino che gira intorno alla sanità. I pazienti potrebbero tornare ad essere persone e magari ci sarebbe qualche signore in più anche tra i dottori.
Perché sinceramente… siamo veramente stanchi. Perché sinceramente è ora che qualche cosa cambi. Quello del medico è, e deve essere, il lavoro più umile e NON E’ IL CONTRARIO. Il “guaritore” dei tempi antichi operava per missione e viveva di qualche offerta se gli veniva fatta.
Adesso il medico vive ed opera per una cosa sola: i soldi. Il Dio denaro è l’unico Signore che conosce. E i pazienti non sono niente. Devono solo sperare e credere, e tacere e morire e possibilmente senza far rumore. Perché i medici sono stanchi, stressati, bruciati. E hanno tante cose da fare. Sono occupati allo studio e in ospedale; sono in politica e ai convegni dai quali portano parole e niente fatti.
E’ ora che diciamo basta. La gente ha bisogno di signori e questi sono solo dottori; e cominciamo a denunciare fino a quando, chi non se la sente, non va a fare un altro tipo di mestiere; fino a quando molti medici non andranno a lavorare i campi o a fare quello che gli pare. Possiamo sempre lasciar loro il titolo.. tanto per quel che vale!
E per quello che riguarda la ricerca: dobbiamo andare piano, non dobbiamo avere fretta, ha detto l’esimio professore Veronesi.
E chi intanto muore… peggio per lui che non ha avuto la pazienza di aspettare tempi migliori. Ma basta, ma fateci il favore…!!!


Teresa Carere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('24653','teresa carere');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('24653','teresa carere');" /></div><span id="co_24653"><p>Più SIGNORI e meno dottori – MALASANITA’</p>
<p>I medici hanno paura delle denuncie e delle psicosi dei pazienti: notizia di un quotidiano di qualche giorno fa. Medici stressati, anzi bruciati: notizia del Corriere della sera di qualche mese fa.<br />
Quindi? Psicotici sono i pazienti? No. I pazienti sono persone che si rivolgono a medici e ospedali pagando, e pure delle parcelle care, perché si illudono di avere delle risposte serie.<br />
E nella medicina, nella sanità, una risposta sola potrebbe oramai essere seria: che ci dicessero che non ne sanno nulla, che possono solo tirare a indovinare, che possono prescrivere medicine della casa farmaceutica che più li ha corrotti, sperando che passi un po’ di tempo prima che finiscano per intossicarci. Che possono operarci e se non litigano coi colleghi a chi ha fatto più soldi, se non dimenticano qualche garza o bisturi nella nostra pancia, se non ci tolgono un tumore che non abbiamo… forse ne usciremo vivi.. e che se sono mamma e bambino c’è buona possibilità che si salvi almeno uno.. che ci dicano la verità.<br />
Ma messe e ammesse così le cose.. come si giustificherebbero i salari e le parcelle salate? La verità<br />
smonterebbe il sistema truffaldino che gira intorno alla sanità. I pazienti potrebbero tornare ad essere persone e magari ci sarebbe qualche signore in più anche tra i dottori.<br />
Perché sinceramente… siamo veramente stanchi. Perché sinceramente è ora che qualche cosa cambi. Quello del medico è, e deve essere, il lavoro più umile e NON E’ IL CONTRARIO. Il “guaritore” dei tempi antichi operava per missione e viveva di qualche offerta se gli veniva fatta.<br />
Adesso il medico vive ed opera per una cosa sola: i soldi. Il Dio denaro è l’unico Signore che conosce. E i pazienti non sono niente. Devono solo sperare e credere, e tacere e morire e possibilmente senza far rumore. Perché i medici sono stanchi, stressati, bruciati. E hanno tante cose da fare. Sono occupati allo studio e in ospedale; sono in politica e ai convegni dai quali portano parole e niente fatti.<br />
E’ ora che diciamo basta. La gente ha bisogno di signori e questi sono solo dottori; e cominciamo a denunciare fino a quando, chi non se la sente, non va a fare un altro tipo di mestiere; fino a quando molti medici non andranno a lavorare i campi o a fare quello che gli pare. Possiamo sempre lasciar loro il titolo.. tanto per quel che vale!<br />
E per quello che riguarda la ricerca: dobbiamo andare piano, non dobbiamo avere fretta, ha detto l’esimio professore Veronesi.<br />
E chi intanto muore… peggio per lui che non ha avuto la pazienza di aspettare tempi migliori. Ma basta, ma fateci il favore…!!!</p>
<p>Teresa Carere</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>Di: teresa carere</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-24466</link>
		<dc:creator>teresa carere</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 13:12:53 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@ Alessandro Milo&lt;/b&gt;:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('24466','teresa carere');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('24466','teresa carere');" /></div><span id="co_24466"><p><b>@ Alessandro Milo</b>:</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>Di: Alessandro Milo</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-20461</link>
		<dc:creator>Alessandro Milo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:12:05 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a tutti, sono il presidente di un’Associazione che tutela, gratuitamente, i pazienti vittime della malasanità. L’associazione si chiama O.DI.S.SE.A. “onlus per il diritto alla salute al servizio dell’ammalato” e lo staff della stessa è composto da medici, psicologi, volontari ed avvocati che tuetelano le vittime della malsanità in maniera totalmente gratuita. CHIAMATEMI e vi aiuteremo a risolvere i vostri problemi . RIBELLIAMOCI ALLA MALASANITà E ALLA MALAPOLITICA . NON RINUNCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI……………..Alessandro Milo xxxxxxxx</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('20461','Alessandro Milo');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('20461','Alessandro Milo');" /></div><span id="co_20461"><p>Buongiorno a tutti, sono il presidente di un’Associazione che tutela, gratuitamente, i pazienti vittime della malasanità. L’associazione si chiama O.DI.S.SE.A. “onlus per il diritto alla salute al servizio dell’ammalato” e lo staff della stessa è composto da medici, psicologi, volontari ed avvocati che tuetelano le vittime della malsanità in maniera totalmente gratuita. CHIAMATEMI e vi aiuteremo a risolvere i vostri problemi . RIBELLIAMOCI ALLA MALASANITà E ALLA MALAPOLITICA . NON RINUNCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI……………..Alessandro Milo xxxxxxxx</p>
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		<title>Di: giro di parole</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-7411</link>
		<dc:creator>giro di parole</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:40:38 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,

con la presente Vi inviamo il comunicato stampa relativo al primo libro di Chiara Bottone, Il mestiere dell&#039;umanità, edito da Gingko Edizioni.
L&#039;autrice racconta 10 anni di orrori per lei e la sua famiglia: e tutto a causa di una varicella mal curata! Il libro è uscito pochi giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta lo scorso agosto 2009.

Crediamo molto in questo libro: un perfetto quadro della malasanità italiana, scritta però con quella leggerezza e ironia tipica di Chiara Bottone!
La famiglia sta portando avanti questa denuncia ed è disponibile per interventi, interviste ecc.


DAL LIBRO:
&quot;Sono ancora sulla sedia a rotelle perché lo pseudomonas ha prodotto dei danni permanenti al cuore che attualmente funziona al 20 per cento. Troppo poco per permettermi lo sforzo di riprendere a camminare. Il dottor Fiorilli è convinto che riuscirò a recuperare quanto basta a farcela e, se lo dice lui, io ci credo e ci crede anche il mio cardiologo il dottor Fabio De Pascale il quale, non arrendendosi al primo fallimento, è riuscito a trovare la giusta combinazione di farmaci che stanno producendo un miglioramento. Certo un poco di riabilitazione aiuterebbe, ma quella si paga e io sono patologicamente al verde. Dubito di poter mai scrivere la parola fine a questa odissea che ho passato. Le notti sono tormentate dagli incubi e non riesco a liberarmi da una spiacevole sensazione di catastrofe imminente. Sono iperapprensiva anche se capisco che è tutto nella mia mente e che i brutti sogni e le palpitazioni non sono dovuti a fatti reali o ineluttabili. Malgrado tutto, malgrado dalla mia storia si possa facilmente, troppo facilmente, cedere alla tentazione di dire: “Era destino”, oppure: “Nulla si può contro l’ineluttabile”, io che i fatti li ho vissuti dico che la sorte non ha nulla a che fare con ciò che ci succede. Sono le nostre scelte e le scelte di chi interagisce con noi a produrre gli effetti. Vi racconto un episodio banale: a Brescia, il primo inverno che vi abitammo, nevicò. Il gatto Fufi, che il ghiaccio non lo aveva mai visto, uscì sul balcone e scivolando cadde dal quarto piano. Era ridotto molto male, il palato aperto in due, la milza rotta e il polmone bucato da una costola. Lo portammo alla clinica veterinaria dove fecero il possibile ma alla fine ci dissero che era meglio sopprimerlo. Noi eravamo convinte che con cure, pazienza e amore avremmo potuto salvarlo e così lo portammo a casa con una flebo in una zampa. Sono passati nove anni da allora e Fufi è ancora con noi. Che cosa c&#039;entra, direte. La scelta di curarlo cambiò il suo destino. La stessa cosa vale in tutte le situazioni; scegliere di vivere e di combattere può cambiare un destino apparentemente segnato. Scegliere di fare una analisi in più può cambiare il calvario di un ammalato. Proprio per questo, impudente e testarda, io continuo a fare sogni e progetti e c’è da scommettere che prima o poi riuscirò a realizzarne qualcuno. Spero di avviare un’attività e di avere successo come scrittrice; l’idea è quella di utilizzare i proventi spettanti all’autore per creare una fondazione che possa contribuire a finanziare la ricerca sulle malattie rare e sulle cellule staminali. Anche se nelle statistiche le malattie rare sono delle percentuali trascurabili dal punto di vista economico e farmaceutico, chi ne soffre non è un numero ma una persona che viene abbandonata a se stessa, alla sofferenza e infine alla morte. Un ostaggio nelle mani della malattia per il quale nessuno interviene con buona pace della carità cristiana e dei trattati internazionali sui diritti dell’uomo. Spero di compensare il fatto di non aver potuto costruire una mia famiglia e realizzare la mia carriera. Potrò mettere una protesi appena si saranno assorbiti i danni che la pseudosanità ha prodotto. Sono certa che il mio cuore ce la farà anche senza un trapianto. Vorrei che questo libro, che ho scritto come promemoria per il mio avvocato e, certo, non pensando di pubblicarlo, metta in piazza e renda pubblica la mia vita che non è stata e non è facile, né piacevole. Spero che questo racconto possa servire a tutte le persone che come me hanno subito un danno per colpa d’altri e che se ne sono rimaste rintanate a leccarsi le ferite quasi si sentano colpevoli per essersi ammalate. A tutti loro voglio dire: NO! Non accettate passivamente, il vostro dolore gridatelo. Non fatevi sopraffare dalle intimidazioni della mafia dei medici legati alle connivenze di certi avvocati che difendono la casta dei colleghi. Capite che è mafia anche questa? Denunciate! Sono ben cosciente che si tratta di un secondo calvario e raramente si riesce ad ottenere giustizia, eppure ogni volta che una vittima l’otterrà sarà un po’ di giustizia per tutti.&quot;


Per richiederci copia del libro per eventuale recensione non esitate a contattarci.

Cordialmente,

Fabiola Marchet

GIRO DI PAROLE divisione di Metaphor
Via Cavour, 38
20094 Corsico - Milan (Italy)
T +39.02.30910986
Email: info@girodiparole.it
www.girodiparole.it - www.metaphor.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('7411','giro di parole');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('7411','giro di parole');" /></div><span id="co_7411"><p>Buongiorno,</p>
<p>con la presente Vi inviamo il comunicato stampa relativo al primo libro di Chiara Bottone, Il mestiere dell&#8217;umanità, edito da Gingko Edizioni.<br />
L&#8217;autrice racconta 10 anni di orrori per lei e la sua famiglia: e tutto a causa di una varicella mal curata! Il libro è uscito pochi giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta lo scorso agosto 2009.</p>
<p>Crediamo molto in questo libro: un perfetto quadro della malasanità italiana, scritta però con quella leggerezza e ironia tipica di Chiara Bottone!<br />
La famiglia sta portando avanti questa denuncia ed è disponibile per interventi, interviste ecc.</p>
<p>DAL LIBRO:<br />
&#8220;Sono ancora sulla sedia a rotelle perché lo pseudomonas ha prodotto dei danni permanenti al cuore che attualmente funziona al 20 per cento. Troppo poco per permettermi lo sforzo di riprendere a camminare. Il dottor Fiorilli è convinto che riuscirò a recuperare quanto basta a farcela e, se lo dice lui, io ci credo e ci crede anche il mio cardiologo il dottor Fabio De Pascale il quale, non arrendendosi al primo fallimento, è riuscito a trovare la giusta combinazione di farmaci che stanno producendo un miglioramento. Certo un poco di riabilitazione aiuterebbe, ma quella si paga e io sono patologicamente al verde. Dubito di poter mai scrivere la parola fine a questa odissea che ho passato. Le notti sono tormentate dagli incubi e non riesco a liberarmi da una spiacevole sensazione di catastrofe imminente. Sono iperapprensiva anche se capisco che è tutto nella mia mente e che i brutti sogni e le palpitazioni non sono dovuti a fatti reali o ineluttabili. Malgrado tutto, malgrado dalla mia storia si possa facilmente, troppo facilmente, cedere alla tentazione di dire: “Era destino”, oppure: “Nulla si può contro l’ineluttabile”, io che i fatti li ho vissuti dico che la sorte non ha nulla a che fare con ciò che ci succede. Sono le nostre scelte e le scelte di chi interagisce con noi a produrre gli effetti. Vi racconto un episodio banale: a Brescia, il primo inverno che vi abitammo, nevicò. Il gatto Fufi, che il ghiaccio non lo aveva mai visto, uscì sul balcone e scivolando cadde dal quarto piano. Era ridotto molto male, il palato aperto in due, la milza rotta e il polmone bucato da una costola. Lo portammo alla clinica veterinaria dove fecero il possibile ma alla fine ci dissero che era meglio sopprimerlo. Noi eravamo convinte che con cure, pazienza e amore avremmo potuto salvarlo e così lo portammo a casa con una flebo in una zampa. Sono passati nove anni da allora e Fufi è ancora con noi. Che cosa c&#8217;entra, direte. La scelta di curarlo cambiò il suo destino. La stessa cosa vale in tutte le situazioni; scegliere di vivere e di combattere può cambiare un destino apparentemente segnato. Scegliere di fare una analisi in più può cambiare il calvario di un ammalato. Proprio per questo, impudente e testarda, io continuo a fare sogni e progetti e c’è da scommettere che prima o poi riuscirò a realizzarne qualcuno. Spero di avviare un’attività e di avere successo come scrittrice; l’idea è quella di utilizzare i proventi spettanti all’autore per creare una fondazione che possa contribuire a finanziare la ricerca sulle malattie rare e sulle cellule staminali. Anche se nelle statistiche le malattie rare sono delle percentuali trascurabili dal punto di vista economico e farmaceutico, chi ne soffre non è un numero ma una persona che viene abbandonata a se stessa, alla sofferenza e infine alla morte. Un ostaggio nelle mani della malattia per il quale nessuno interviene con buona pace della carità cristiana e dei trattati internazionali sui diritti dell’uomo. Spero di compensare il fatto di non aver potuto costruire una mia famiglia e realizzare la mia carriera. Potrò mettere una protesi appena si saranno assorbiti i danni che la pseudosanità ha prodotto. Sono certa che il mio cuore ce la farà anche senza un trapianto. Vorrei che questo libro, che ho scritto come promemoria per il mio avvocato e, certo, non pensando di pubblicarlo, metta in piazza e renda pubblica la mia vita che non è stata e non è facile, né piacevole. Spero che questo racconto possa servire a tutte le persone che come me hanno subito un danno per colpa d’altri e che se ne sono rimaste rintanate a leccarsi le ferite quasi si sentano colpevoli per essersi ammalate. A tutti loro voglio dire: NO! Non accettate passivamente, il vostro dolore gridatelo. Non fatevi sopraffare dalle intimidazioni della mafia dei medici legati alle connivenze di certi avvocati che difendono la casta dei colleghi. Capite che è mafia anche questa? Denunciate! Sono ben cosciente che si tratta di un secondo calvario e raramente si riesce ad ottenere giustizia, eppure ogni volta che una vittima l’otterrà sarà un po’ di giustizia per tutti.&#8221;</p>
<p>Per richiederci copia del libro per eventuale recensione non esitate a contattarci.</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Fabiola Marchet</p>
<p>GIRO DI PAROLE divisione di Metaphor<br />
Via Cavour, 38<br />
20094 Corsico &#8211; Milan (Italy)<br />
T +39.02.30910986<br />
Email: <a href="mailto:info@girodiparole.it">info@girodiparole.it</a><br />
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</span>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lisa</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-6070</link>
		<dc:creator>lisa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 16:59:32 +0000</pubDate>
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		<description>Altro caso di malasanità infanticida, purtroppo.

Articolo tratto Dal Corriere del Veneto

Iscritti nel registro degli indagati il ginecologo e l&#039;ostetrica

Il cesareo è tecnicamente riuscito, ma per la bimba non c&#039;era più niente da fare (archivio)

NOTIZIE CORRELATE
Bimba nasce morta, indaga la procura 
THIENE (Vicenza) – E’ stata eseguita ieri l’autopsia su Noemi, la bambina nata morta all’ospedale di Thiene. L’esame autoptico, conferito per stabilire i motivi del decesso, non è stato determinante. Non sono state trovate cause di morte che po­trebbero essere legate allo stato di salute della neonata. Era insomma una bambina sana e non presentava patologie. Così come avrebbe­ro stabilito i referti delle ecografie e degli esa­mi eseguiti durante la gravidanza. Resta da eseguire l’esame istologico sulla placenta. Sa­rà invece decisivo l’incidente probatorio che dovrà stabilire quando si è staccata la placen­ta. Dalla risposta a questo quesito dipendono le eventuali responsabilità dei medici che ave­vano preso in cura la donna. Quello che dovrà essere capito è se ci sia stato un parziale o tota­le distacco della placenta. Ma soprattutto in che momento sia successo. Christina Taube era arrivata in ospedale giovedì scorso alle 8.30 col marito Francesco Panozzo. Accusava dolori al ventre. La sofferenza fetale della bam­bina che portava in ventre è stata invece indi­viduata 6 ore dopo, vero le 14.30. Solo a quel punto è stata preparata la sala operatoria per un intervento di urgenza. Malgrado un inter­vento chirurgico tecnicamente riuscito per Noemi non c’era più niente da fare. 

E’ proprio sulla ricostruzione cronologica dei fatti che potrà essere stabilito se siano state seguite le procedure o se invece ci sia stata negligenza da parte dei sanitari. Quello che il consulente dovrà accertare non appena gli verrà affidato l’incarico, attraverso la documentazione medi­ca, è a che ora si sia verificato il distacco, e, se possa essere avvenuto diverso tempo prima ri­spetto al momento del parto. Sarà necessario comprendere anche se le perdite ematiche fos­sero sintomatiche, e in caso di risposta positi­va, perché non siano state considerate impor­tanti. La donna infatti ne aveva dato notizia verso la mattinata, ma, secondo la famiglia, non erano state valutate. Insomma la consu­lenza dovrà suggerire se sia stato fatto tutto il possibile per portare a buon fine la nascita del­la bambina o se siano stati trascurati sintomi evidenti. Nel registro degli indagati sono stati iscritti per omicidio colposo il ginecologo Carlo Dorizzi e l’ostetrica Laura De Munari. 

Romina Varotto
29 luglio 2009</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('6070','lisa');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('6070','lisa');" /></div><span id="co_6070"><p>Altro caso di malasanità infanticida, purtroppo.</p>
<p>Articolo tratto Dal Corriere del Veneto</p>
<p>Iscritti nel registro degli indagati il ginecologo e l&#8217;ostetrica</p>
<p>Il cesareo è tecnicamente riuscito, ma per la bimba non c&#8217;era più niente da fare (archivio)</p>
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THIENE (Vicenza) – E’ stata eseguita ieri l’autopsia su Noemi, la bambina nata morta all’ospedale di Thiene. L’esame autoptico, conferito per stabilire i motivi del decesso, non è stato determinante. Non sono state trovate cause di morte che po­trebbero essere legate allo stato di salute della neonata. Era insomma una bambina sana e non presentava patologie. Così come avrebbe­ro stabilito i referti delle ecografie e degli esa­mi eseguiti durante la gravidanza. Resta da eseguire l’esame istologico sulla placenta. Sa­rà invece decisivo l’incidente probatorio che dovrà stabilire quando si è staccata la placen­ta. Dalla risposta a questo quesito dipendono le eventuali responsabilità dei medici che ave­vano preso in cura la donna. Quello che dovrà essere capito è se ci sia stato un parziale o tota­le distacco della placenta. Ma soprattutto in che momento sia successo. Christina Taube era arrivata in ospedale giovedì scorso alle 8.30 col marito Francesco Panozzo. Accusava dolori al ventre. La sofferenza fetale della bam­bina che portava in ventre è stata invece indi­viduata 6 ore dopo, vero le 14.30. Solo a quel punto è stata preparata la sala operatoria per un intervento di urgenza. Malgrado un inter­vento chirurgico tecnicamente riuscito per Noemi non c’era più niente da fare. </p>
<p>E’ proprio sulla ricostruzione cronologica dei fatti che potrà essere stabilito se siano state seguite le procedure o se invece ci sia stata negligenza da parte dei sanitari. Quello che il consulente dovrà accertare non appena gli verrà affidato l’incarico, attraverso la documentazione medi­ca, è a che ora si sia verificato il distacco, e, se possa essere avvenuto diverso tempo prima ri­spetto al momento del parto. Sarà necessario comprendere anche se le perdite ematiche fos­sero sintomatiche, e in caso di risposta positi­va, perché non siano state considerate impor­tanti. La donna infatti ne aveva dato notizia verso la mattinata, ma, secondo la famiglia, non erano state valutate. Insomma la consu­lenza dovrà suggerire se sia stato fatto tutto il possibile per portare a buon fine la nascita del­la bambina o se siano stati trascurati sintomi evidenti. Nel registro degli indagati sono stati iscritti per omicidio colposo il ginecologo Carlo Dorizzi e l’ostetrica Laura De Munari. </p>
<p>Romina Varotto<br />
29 luglio 2009</p>
</span>]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Infermiera manomette due anni di referti oncologici - MedicinaLive.com</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-news/malasanita-morti-27-neonati-in-15-giorni/comment-page-1/#comment-4151</link>
		<dc:creator>Infermiera manomette due anni di referti oncologici - MedicinaLive.com</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 11:27:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] caso di malasanità al centro di raccolta degli esami oncologici della Asl di Livorno. Un&#8217;infermiera, Susanna [...]</description>
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