Carcinoma vie biliari, quale terapia?

di Cinzia Iannaccio Commenta

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“Buon pomeriggio, a mio suocero è stato diagnosticato un carcinoma della via biliare distale e il 28 giugno ha subito un intervento di duodenocefalopancreasectomia andato bene. Dall’esame istologico ritirato in data odierna è risultato quanto segue:  “Materiale inviato: A duodeno, pezzo operatorio B linfonodo, pezzo operatorio C. linfonodo pezzo operatorio. Diagnosi A. adenocarcinoma duttale moderatamente differenziato (G2) della via biliare distale con massima diffusa permeazione neoplastica perineurale. la neoplasia infiltra la parete viscerale a tutto spessore ed è estesa al tessuto adiposo periviscerale focalmente, al pancreas. margini di resezione chirurgica della via biliare, del duodeno e del pancreas esenti da infiltrazioni neoplastica. coleciste cronica aspecifica linfoadenite reattiva aspecifica a 3 linfonodi loco-regionali esaminati. B. linfoadenite reattiva aspecifica a 3 linfonodi loco-regionali esaminati. C. tessuto adiposo esente da infiltrazione neoplastica. pT3 pN0 ( AJCC VII edizione 2010) Volevo sapere cosa ci aspetta e qual’è la terapia più adatta da seguire. Grazie in anticipo. Saluti. “

Carcinoma vie biliari, quale terapia?

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema Cercinoma delle vie biliari e terapia

Risponde il Prof. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti diretti www.ipertermiaitalia.it

 

Gentile Sig.ra, bene che si sia riusciti a resecare la malattia macroscopica. A mio avviso, condizione generale ed esami ematochimici permettendo, occorre eseguire un trattamento chemioterapico adiuvante. Si può ipotizzare uno schema contenente gemcitabina ed oxaliplatino. Inoltre in qualità di coadiuvante sinergico un trattamento in ipertermia oncologica (capacitiva profonda a radiofrequenza). Cari saluti Prof. Carlo Pastore, oncologo – www.ipertermiaitalia.it

 

 

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