IPMN e IPMN branch duct , sintomi e cure

di Cinzia Iannaccio Commenta

Un IPMN è una Neoplasia Mucinosa Papillare Intraduttale del pancreas, ovvero un tumore che si sviluppa all’interno del suo condotto principale o nelle ramificazioni (IPMN branch duct). Si tratta di un tumore benigno che può diventare maligno con il passare del tempo. E’ quindi necessario riconoscerlo per tempo e curarlo adeguatamente. Ecco i sintomi e le cure più adeguate.

 

Sintomi di Neoplasia mucinosa papillare intraduttale

La neoplasia mucinosa papillare intraduttale del pancreas può avere vari sintomi. I più comuni, ma fortemente aspecifici sono il dolore addominale, la nausea ed il vomito. In una fase più avanzata, quella che comporta la visita da un medico ed approfondimenti, si assiste alla comparsa di ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi causata da ostruzione del dotto biliare), perdita di peso, e pancreatite acuta. Anche questi sintomi comunque non sono specifici di una IPMN. Per tale motivo, non è sempre facile arrivare ad una diagnosi, per la quale servono test specifici e l’esclusione di altre patologie.

 

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi avviene spesso casualmente- nei pazienti senza sintomi- in seguito ad una TAC, risonanza magnetica o ecografia eseguita per altri motivi. Sostanzialmente sono queste le tecniche di imaging che il medico può prescrivere in caso di sospetta neoplasia mucinosa papillare intraduttale del pancreas.

Nello specifico vengono utilizzate:

  1. TAC (tomografia computerizzata  o CT)
  2. Ecografia endoscopica (EUS)
  3. Colangiopancreatografia con  risonanza magnetica (CPRM)

 

Questi test riveleranno la presenza di un tumore nel dotto pancreatico principale o in uno dei suoi rami. In alcuni casi è necessario fare un’agosapirato o biopsia, durante l’Ecografia endoscopica.

 

Quali cure?

Ben il 70% delle neoplasie mucinose papillari intraduttali comportano una displasia di alto grado (primo passo verso un tumore invasivo) o direttamente un  tumore invasivo. Se l’intervento è possibile per il paziente (ovvero se non ha controindicazioni), queste lesioni vanno asportate chirurgicamente. E’ importante che il medico che opera sia esperto in chirurgia del pancreas. A seconda dei casi sono possibili diversi tipi di intervento, anche in laparoscopia- mininvasiva.

La cura di queste neoplasie è più complessa se anziché il dotto pricipale riguardano una sua ramificazione (IPMN branch duct). Va detto comunque che la maggioranza di queste sono benigne e dunque si può ragionare sulla possibilità o meno di intervenire chirurgicamente -anche nell’ottica preventiva.

Le linee guida attuali suggeriscono solo il follow-up -almeno una volta l’anno- senza chirurgia quando:

  • Non ci sono sintomi
  • La lesione è inferiore ai 3 cm
  • Non è associata a dilatazione del dotto pancreatico principale
  • Non contiene una massa solida

 

L’operazione è fortemente consigliata nei casi contrari.

Purtroppo – va sottolineato- anche le lesioni più piccole di 3 cm ed asintomatiche possono di fatto rappresentare un cancro e quindi queste linee guida non sono perfette ed ideali per tutti i pazienti: la situazione va valutata sempre individualmente. Si può scegliere di operare anche se crescono in modo sostanziale, ma sempre e comunque se il paziente è in grado di sopportare l’intervento chirurgico.

 

 

 

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Fonte: Johns Hopkins

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