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Il grande bluff delle bevande energetiche

Pubblicato da Marco Mancini, in Alimentazione e prevenzione, Psicologia | 26 aprile 2009 | 09:00

Si è sempre pensato che l’attività sportiva poteva essere favorita dalle bevande che migliorano le prestazioni dando in un sol colpo zuccheri, sali minerali e carboidrati necessari a rifornire di energia l’intero corpo. Ma un nuovo esperimento ha rilevato che il rendimento aumenta anche a prescindere dalle bevande energetiche.

È stato scoperto che alcuni recettori nella bocca riconoscono la presenza dello zucchero e premiano questo “piacere” inviando segnali al cervello. Questo poi migliora le prestazioni. Lo studio, pubblicato su The Journal of Physiology, è stato effettuato da esperti dell’Università di Birmingham e dalla Manchester Metropolitan University.

L’esperimento veniva effettuato su otto ciclisti a cui veniva data una bevanda contenente il 6,4% di glucosio. Dopodiché le prestazioni venivano confrontate con altri ciclisti a cui veniva assegnata una bevanda contenente il dolcificante artificiale saccarina. I ciclisti che bevevano glucosio eseguivano in media un giro di tracciato un minuto più velocemente rispetto a quelli con il placebo.

Ad un secondo gruppo è stata data una bevanda contenente il 6,4% di maltodestrina (una sostanza insapore che contiene carboidrati come il glucosio) e i risultati sono stati confrontati con quelli di una bevanda contenente un dolcificante artificiale. Quelli sulla maltodestrina hanno completato la prova, in media, due minuti più velocemente.

Tutte le bevande sono state addolcite con un altro dolcificante artificiale per fornire lo stesso gusto a tutti gli atleti. Le scansioni cerebrali delle bevande che fornivano carboidrati hanno rilevato che venivano inviati segnali di ricompensa e di piacere alle zone del cervello che non venivano modificate dai dolcificanti artificiali. Questo ha contribuito a ridurre, tra gli atleti, la percezione del carico di lavoro, il che ha portato a migliorare i loro risultati.

Il dott. Edward Chambers, della Facoltà di Scienze dello Sport e attività fisica dell’Università di Birmingham, nonché direttore dello studio, ha dichiarato:

Gran parte dei benefici dei carboidrati nelle bevande per lo sport prevedono la segnalazione direttamente dalla bocca al cervello piuttosto che effettivamente fornire energia ai muscoli per lavorare.

La teoria non riguarda muscoli, cuore o polmoni che in ultima analisi, limitano le prestazioni, ma il cervello stesso, sulla base delle informazioni che riceve dal corpo.

Fonte: [the Telegraph]

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