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Gli adolescenti con nomi impopolari sono più propensi a commettere reati

Pubblicato da Marco Mancini, in Costume e Società, Psicologia | 29 gennaio 2009 | 15:30

Vi siete mai chiesti perché certe persone, anche se educate nella maniera corretta o provenienti da buone famiglie, finiscono con il delinquere? Ebbene, la colpa potrebbe non venire dalla cattiva educazione o dalle brutte compagnie, ma dall’anagrafe.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Social Science Quarterly ha esaminato il rapporto tra la popolarità del nome tra gli adolescenti e la tendenza a commettere il crimine. I risultati mostrano che, indipendentemente dalla razza, i giovani con nomi impopolari sono più propensi a finire coinvolti in attività criminali. David E. Kalist e Daniel Y. Lee dell’Università di Shippensburg hanno analizzato i dati confrontando i nomi di delinquenti maschi adolescenti con i nomi di giovani di sesso maschile dell’intera popolazione. I risultati ovviamente sono stati sorprendenti.

I ricercatori hanno costruito una specie di indice della popolarità del nome. Purtroppo per noi questo esperimento è stato effettuato con i nomi americani, anche se con il mondo globalizzato di oggi, la differenza con il nostro Paese è ormai minima. Ma ciò non vuol dire che non si possa fare anche con i nomi italiani. Ad esempio, l’indice per Michael è 100, il nome più frequente tra quelli analizzati. L’indice per David è 50, un nome utilizzato circa la metà delle volte rispetto a Michael. L’indice è di circa 1 per nomi come Alec, Ernest, Ivan, Kareem, e Malcolm. I nomi meno popolari poi sono stati associati ai delinquenti, indifferentemente dalla razza, e si è notato come la maggior parte degli adolescenti con problemi con la legge portavano proprio nomi vicini all’indice di 1.

Anche se i nomi non sono probabilmente la causa della criminalità, essi sono collegati a fattori che aumentano la tendenza a commettere il crimine, come un ambiente domestico disagiato, la residenza in una regione con un basso status socio-economico, famiglie gestite da una madre soltanto o comunque persone cresciute da un solo genitore, tutti fattori che non causano necessariamente attività criminali, ma sono comunque fattori di rischio.

Inoltre, gli adolescenti con nomi impopolari possono essere più esposti alla criminalità, perché sono trattati diversamente dai loro coetanei, il che rende più difficile per loro instaurare rapporti sociali. Altro disagio può essere causato dal fatto che un adolescente, vedendo che il proprio nome è diverso da quello di tutti gli altri, possa arrivare ad odiarlo, odiando indirettamente anche sè stesso. Con questa ricerca gli autori non vogliono condannare nessuno, ma possono concludere che il nome può essere un fattore importante per aiutare a identificare le persone ad alto rischio nel commettere reati, portando a più efficaci e mirati programmi di intervento.

[Fonte: Sciencedaily]

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