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	<title>Commenti a: Il pluriricercato punto G scoperto da un&#8217;ecografia&#8230;del piacere</title>
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	<description>Medicina, salute e società</description>
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		<title>Di: Paola Pagliaro</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/sesso-fertilita/ostetricia-e-ginecologia/punto-g-ecografia-piacere/comment-page-1/#comment-3867</link>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 10:09:34 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il suo interessante e chiaro approfondimento, sono d&#039;accordo con Lei sul fatto che i sessuologi non dovrebbero lavorare su semplici ipotesi, anche se l&#039;effettiva esistenza del punto G nasce proprio come semplice ipotesi. Io ad esempio ho sempre pensato che l&#039;orgasmo sia dovuto più a fattori psicologici e di coinvolgimento piuttosto che al seguire tracciati fisici predefiniti! Anche perchè, come fa notare anche Lei, ogni donna è struttura in maniera diversa e il punto preciso è difficilmente individuabile ammesso che esista. Purtroppo la pubblicazione di un articolo su una rivista di divulgazione scientifica così autorevole spesso basta ad accreditarne la veridicità e soprattutto i suoi presupposti di scientificità, che si suppongono essere stati controllati prima della diffusione dai revisori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('3867','Paola Pagliaro');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('3867','Paola Pagliaro');" /></div><span id="co_3867"><p>Grazie per il suo interessante e chiaro approfondimento, sono d&#8217;accordo con Lei sul fatto che i sessuologi non dovrebbero lavorare su semplici ipotesi, anche se l&#8217;effettiva esistenza del punto G nasce proprio come semplice ipotesi. Io ad esempio ho sempre pensato che l&#8217;orgasmo sia dovuto più a fattori psicologici e di coinvolgimento piuttosto che al seguire tracciati fisici predefiniti! Anche perchè, come fa notare anche Lei, ogni donna è struttura in maniera diversa e il punto preciso è difficilmente individuabile ammesso che esista. Purtroppo la pubblicazione di un articolo su una rivista di divulgazione scientifica così autorevole spesso basta ad accreditarne la veridicità e soprattutto i suoi presupposti di scientificità, che si suppongono essere stati controllati prima della diffusione dai revisori.</p>
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		<title>Di: Vincenzo</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/sesso-fertilita/ostetricia-e-ginecologia/punto-g-ecografia-piacere/comment-page-1/#comment-3866</link>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 22:44:36 +0000</pubDate>
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		<description>L’articolo di Jannini non è scientifico: quanti giornalisti lo hanno letto?...
Nell&#039;articolo pubblicato dal Journal of Sexual Medicine non c&#039;è nessuna fotografia del punto G: c’è soltanto una semplice ecografia con delle punte di freccia lungo tutto il setto situato tra la vagina e l’uretra-vescica, quindi non in un punto particolare. Inoltre nell&#039;articolo ci sono molti errori scientifici (sembra pubblicato senza essere stato controllato dai Revisori del Journal of Sexual Medicine…!?), alcuni esempi:
Jannini scrive tre definizioni di punto G tutte sbagliate! Hanno confrontato 9 donne che riferiscono un orgasmo “vaginale” al mese (ma con 9 rapporti vaginali al mese…!?) con 11 donne senza orgasmo “vaginale”: 1 orgasmo rispetto a 0 orgasmi al mese non è una differenza significativa, che può portare a conclusioni scientifiche. Inoltre scrive “The self-reported nature of presence or absence of vaginal orgasm is another strong limitation of our findings.”: allora la risposta alla domanda “hai avuto un orgasmo vaginale?”, che valore scientifico ha? Jannini scrive che le sue sono speculazioni, ma dice ai media che il punto G esiste e che lui lo ha fotografato; ha misurato lo spessore di uno “spazio” (non delle ghiandole!!), ma non ha preso in considerazione che le dimensioni del setto uretrovaginale variano nelle donne (5-12 mm), come anche il numero di fibre muscolari nelle parete uretrale e vaginale (è come misurare lo spessore di un braccio in chi si allena con i pesi e in persone che non si allenano). Inoltre Grafenberg, nel 1950, non ha scoperto nessun punto G,  non ha nessuna base scientifica, è una invenzione di sessuologi opportunisti che hanno sfruttato il nome di Grafenberg contando sul fatto che nessuno sarebbe andato a leggere il suo articolo originale. I sessuologi devono divulgare certezze per tutte le donne e non ipotesi, e devono usare una terminologia scientifica corretta, e rapporto sessuale completo = orgasmo per entrambi i partner con o senza rapporto vaginale… Vedi i video (c’è anche l’articolo di Grafenberg ecc.) in youtube.com/newsexology</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><input type="button" value="Reply" onclick="CF_Reply('3866','Vincenzo');" /><input type="button" value="Quote" onclick="CF_Quote('3866','Vincenzo');" /></div><span id="co_3866"><p>L’articolo di Jannini non è scientifico: quanti giornalisti lo hanno letto?&#8230;<br />
Nell&#8217;articolo pubblicato dal Journal of Sexual Medicine non c&#8217;è nessuna fotografia del punto G: c’è soltanto una semplice ecografia con delle punte di freccia lungo tutto il setto situato tra la vagina e l’uretra-vescica, quindi non in un punto particolare. Inoltre nell&#8217;articolo ci sono molti errori scientifici (sembra pubblicato senza essere stato controllato dai Revisori del Journal of Sexual Medicine…!?), alcuni esempi:<br />
Jannini scrive tre definizioni di punto G tutte sbagliate! Hanno confrontato 9 donne che riferiscono un orgasmo “vaginale” al mese (ma con 9 rapporti vaginali al mese…!?) con 11 donne senza orgasmo “vaginale”: 1 orgasmo rispetto a 0 orgasmi al mese non è una differenza significativa, che può portare a conclusioni scientifiche. Inoltre scrive “The self-reported nature of presence or absence of vaginal orgasm is another strong limitation of our findings.”: allora la risposta alla domanda “hai avuto un orgasmo vaginale?”, che valore scientifico ha? Jannini scrive che le sue sono speculazioni, ma dice ai media che il punto G esiste e che lui lo ha fotografato; ha misurato lo spessore di uno “spazio” (non delle ghiandole!!), ma non ha preso in considerazione che le dimensioni del setto uretrovaginale variano nelle donne (5-12 mm), come anche il numero di fibre muscolari nelle parete uretrale e vaginale (è come misurare lo spessore di un braccio in chi si allena con i pesi e in persone che non si allenano). Inoltre Grafenberg, nel 1950, non ha scoperto nessun punto G,  non ha nessuna base scientifica, è una invenzione di sessuologi opportunisti che hanno sfruttato il nome di Grafenberg contando sul fatto che nessuno sarebbe andato a leggere il suo articolo originale. I sessuologi devono divulgare certezze per tutte le donne e non ipotesi, e devono usare una terminologia scientifica corretta, e rapporto sessuale completo = orgasmo per entrambi i partner con o senza rapporto vaginale… Vedi i video (c’è anche l’articolo di Grafenberg ecc.) in youtube.com/newsexology</p>
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		<title>Di: Il Punto G è realtà - Cooletto</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/sesso-fertilita/ostetricia-e-ginecologia/punto-g-ecografia-piacere/comment-page-1/#comment-3849</link>
		<dc:creator>Il Punto G è realtà - Cooletto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 15:14:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Emmanuele Jannini, docente di Sessuologia Medica all&#8217;Università de L&#8217;Aquila, ha appena scoperto qualcosa che potrebbe rivoluzionare il piacere. Tramite l&#8217;ecografia transvaginale è riuscito [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Emmanuele Jannini, docente di Sessuologia Medica all&#8217;Università de L&#8217;Aquila, ha appena scoperto qualcosa che potrebbe rivoluzionare il piacere. Tramite l&#8217;ecografia transvaginale è riuscito [...]</p>
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