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Robin Williams, depressione: era malato di Parkinson

Robin Williams era malato di Parkinson. Era ai primi stati della malattia, ma questo non ha impedito, evidentemente, un crollo delle condizioni psichiche dell’attore, morto suicida lo scorso 11 agosto.

 

Il parkinson è una malattia neurodegenerativa che al momento non ha cura. La ricerca ha fatto passi da gigante nel suo approccio e sono molte le terapie che puntano ad un rallentamento dei sintomi ed al loro indebolimento: farmaci, vere e proprie operazioni neurochirughiche. Rimane il fatto, deve essere ammesso, che una diagnosi di parkinson di certo non mette davanti ad una persona una guarigione sicura.

E se si pensa alle condizioni psicologiche complessive dell’attore, si può arrivare a capire, sebbene non giustificare, perché questo abbia rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sua depressione. E’ stata la moglie stessa in queste ore a raccontare della diagnosi di Robin Williams e di come non fosse pronto a parlare della patologia. Quando una persona soffre di depressione, è necessario che ricerchi aiuto. Non sappiamo se, tolto il periodo passato in rehab a luglio, effettivamente l’attore fosse sotto cura in maniera adeguata per la sua patologia. La fine della sua vita ci suggerisce che evidentemente le terapie alle quali era sottoposto non erano abbastanza per tenere sotto controllo la sua necessità di cercare una via drastica per smetterla di soffrire.

Alla notizia della morte dell’attore tutti hanno pensato che la depressione fosse tornata a pieno regime a causa di una ricaduta nell’abuso di alcol ( Williams ha purtroppo un passato di questo genere unito al consumo di cocaina, N.d.R.), mentre da quanto riporta USA Today il suo organismo era invece libero da questa sostanza. Era quindi perfettamente cosciente quando ha deciso di togliersi la vita. Nel suo organismo sono state trovate invece tracce di un calmante ed è possibile assumere che abbia ingerito tali medicinali per aiutarsi a compiere l’estremo gesto.