ARIANNA Schering (Gestodene/Etinilestradiolo)

ARIANNA, Schering

CATEGORIA: Farmaci contraccettivi ormonali sistemici.

FORMA FARMACEUTICA: Compresse rivestite

PRINCIPI ATTIVI: Etinilestradiolo e Gestodene

INDICAZIONI: Indicato per la contraccezione femminile per via orale. Arianna va assunta con regolarità e senza interruzione per 28 giorni, nella dose di una compressa al giorno, preferibilmente alla stessa ora. I primi 24 giorni bisogna utilizzare le compresse giallo-pallide, contenenti il principio attivo, mentre nei 4 giorni successivi è necessario assumere le compresse bianco placebo,  non effettuando quindi alcun intervallo tra una confezione e l’altra. Il trattamento con Arianna va iniziato, in condizioni normali e come prima assunzione, il primo giorno della comparsa del ciclo mestruale.  In caso di mancata assunzione di una delle compresse gialle, entro 12 ore dall’ora consueta, è possibile prenderla immediatamente e proseguire il trattamento normalmente, assumendo la compressa successiva all’ora solita. Se la dimenticanza si protrae per più di 12 ore dopo l’ora consueta, la protezione contraccettiva non è più assicurata e in tal caso è necessario adottare un altro metodo contraccettivo.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Ipersensibilità ad uno dei principi attivi. L’utilizzo di Arianna, come in generale dei contraccettivi ormonali, è sconsigliato in caso di processi trombotici venosi in atto o trascorsi, con o senza embolismo polmonare, processi trombotici arteriosi in atto o trascorsi o prodromi di una trombosi (es. angina pectoris o attacco ischemico transitorio). Inoltre, è controindicata l’assunzione di Arianna anche in presenza di disfunzioni epatiche, ridotta funzionalità renale, disturbi cardiovascolari come ipertensione, patologie coronariche, diabete di diversa tipologia, presenza o storia di tumori benigni o maligni.  E’ importante informare il medico dell’utilizzo di Arianna perchè l’assunzione concomitante di alcuni farmaci (es. antibiotici, antidepressivi, antinfiammatori, in particolare fenobarbitale, fenitoina, primidone, carbamazepina, rifabutina, rifampicina, griseofulvina) può determinare l’insuccesso della funzione contraccettiva, così come anche alcune sostanze medicinali come l’Iperico, conosciuto anche come Erba di San Giovanni. Nel caso sia necessario il trattamento con questi prodotti è consigliato l’utilizzo di un metodo concezionale alternativo durante l’assunzione ed almeno nei sette giorni successivi all’interruzione della terapia. Gli effetti collaterali maggiormente riscontrati sono stati:  tensione al seno, cefalea, reazioni al sito di applicazione e nausea. Alcuni di questi tendono a sparire nel corso del trattamento.

NOTE: Prima della prescrizione di contraccettivi orali è necessaria una visita dal medico specialista che svolgerà anche una approfondita ricerca sistematica sulla presenza di fattori di rischio di malattia tromboembolica arteriosa e venosa, anche conosciuta con la sigla TEV. E’ necessario avvertire la paziente circa eventuali sintomi che possono essere considerati come premonitori della patologia e che, alla loro eventuale comparsa, richiedono la sospensione improvvisa del trattamento. Tra i vari disturbi, quelli da considerare come “campanello d’allarme” sono principalmente cefalee intense insolite, disturbi visivi, pressione arteriosa elevata, segni clinici di flebite ed embolia polmonare. Il rischio di TEV  è massimo durante il primo anno di assunzione in una donna che utilizza il contraccettivo orale combinato per la prima volta, ma la sua incidenza è  di circa 30-40 casi per 100.000 anni. I soggetti considerati a rischio dovrebbero inoltre condurre uno stile di vita sano, astenendosi dal fumo che, insieme all’età, sembra essere un fattore capace di aumentare il rischio.

Altri farmaci: Mercilon, Securgin, Harmonet, Fedra, Evra, Yasmin, Milvane, Minulet, ecc.

[Fonti principali: AAVV, Paginesanitarie.com; AAVV, Saninforma.it; AAVV, EmeaEuropa.eu]

*Per ulteriori informazioni leggere il foglietto illustrativo. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.