Giappone e Cina: via libera agli embrioni ibridi uomo-animale

di Daniele Pace Commenta

I due paesi hanno annunciato le sperimentazioni per cercare di produrre organi umani da cellule animali. La fantascienza potrebbe diventare realtà.

I film dell’horror avevano fantasticato sugli embrioni ibridi uomo-animale, e la cosa sembrava finire lì, tra le immagini splatter dei tanti registi hollywoodiani.

Ora invece c’è la notizia shock, che arriva dall’Estremo Oriente. Non saranno certo dei mostri alla Alien, ma sicuramente fa impressione leggere che due grandi nazioni tecnologiche come Giappone e Cina hanno dato l’autorizzazione a creare ibridi, seppur a scopo scientifico.

Non sarà qualche scienziato pazzo di qualche organizzazione segreta inventata per il cinema, ma una ricerca di varie università, mirata ad ottenere organi compatibili.

La Cina pochi giorni fa aveva annunciato di voler creare un ibrido “uomo-scimmia”, ora arriva l’uomo-topo, o l’uomo-maiale giapponese. In Occidente, l’ibrido uomo-animale è un tabù.

La ricerca nei due paesi

In Giappone si stanno già studiando le possibilità di riuscire a ottenere gli ibridi, e il Governo ha autorizzato la sperimentazione con embrioni dei roditori. Sarà l’Università di Tokyo, con la Stamford University, a tentare di realizzare un ibrido fornitore di organi, con il team guidato da Hiromitsu Nakauchi.

Dopo il topo, in caso di riuscita, si tenterà con il maiale, un animale surrogato complesso che potrebbe diventare un fornitore di organi. Come scritto dalla rivista Nature, la ricerca mira alla costruzione di embrioni a cui aggiungere il gene per sviluppare gli organi, e poi cellule staminali umane.

In questo modo, gli embrioni, invece di creare l’organo degli animali, creerà quello dell’uomo. L’Università di Tokyo ha finora prodotto un pancreas, ma usando un ibrido tra topo e ratto. L’esperimento ha avuto successo, ma si tratta chiaramente di animali semplici e soprattutto imparentati. Quando si è provato con le cellule staminali umane e gli embrioni di pecora, l’esperimento è fallito.

A quanto pare, il numero di cellule umane era scarso, ma non c’è solo questo problema da risolvere. Le cellule umane non sono ancora controllabili per diffusione, e potrebbero uscire dall’organo da costruire per andare ad influenzare altri organi.

La Cina invece punta all’ibrido uomo-scimmia, e dichiara di averli già prodotti e poi soppressi. Purtroppo le notizie rilasciate sono molto scarse, ma il quotidiano El Pais ha annunciato la pubblicazione della relazione da parte dell’Università Cattolica Sant’Antonio di Murcia, che collaborò con il Salk Institute americano in una sperimentazione simile, che coinvolse però i maiali.

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