Operazione pannolino: istruzioni per l’ uso

di liulai 1

Provate a digitare la parola pannolino su un motore di ricerca della rete e vi appariranno centinaia di documenti e tantissimi forum, nei quali donne e uomini (si proprio loro!) si scambiano consigli, impressioni, opinioni proprio sui pannolini. Nei forum e nei siti ambientalisti soprattutto, si parla sempre di più dei pannolini ecologici, cioè della versione rivisitata e semplificate dei vecchi ciripà di cotone lavabili.

Ma anche dei biodegradabili, monouso ma in materiale organico. E allora quali comprare? Quelli di gran marca superassorbente? Quelli che non inquinano? Quelli che costano meno? Noi abbiamo guardato velocemente cosa c’è in giro con un occhio volutamente rivolto a tutte le tipologie di genitori, che hanno sensibilitá diverse e diverse esigenze economiche e di relazione.

Si lavano in lavatrice a 60 gradi e si riutilizzano, sono in spugna, flanella, cotone, molto spesso anche da coltivazione biologica. Ecco i pannolini in stoffa, meno comodi dei monouso ma perfetti per bambini allergici e con pelle sensibile, molto meno cari (un set completo, 18-20 pezzi, va da 300 a 1000 euro) eppure ecologici sul serio. Tanto che in alcuni comuni del Nord (Reggio Emilia, Cembro) sono stati promossi con campagne di sensibilizzazione e agevolati con incentivi economici.


Il sistema più semplice e cheap (300 euro) consiste in un triangolo di cotone, dentro cui inserire pezzi di stoffa assorbente, da avvolgere attorno al bambino e coprire con una mutandina impermeabile. Altro metodo: pannolino in stoffa assorbente simile agli usa e getta con velcro laterale e elastici alle gambe da associare sempre a mutandine impermeabile (450-700 euro).

Per finire il sistema più costoso (500-1000 circa) ma più pratico: pannolino di stoffa con mutandina incorporata. Per tutti i sistemi si possono usare fogli di cellulosa da mettere a contatto con la pelle: riducono lo sporco e aiutano a gettare le feci nel wc. Se avete un cuore ambientalista ma non volte darvi al bucato, ci sono i pannolini biodegradabili, diffusissimi in Germania e Austria, pratici come i classici ma con composti di origine organica al posto delle sostanze sintetiche.

Concludendo: è probabile che i classici assorbano di più (e questo implica cambi meno frequenti che con i bio), ma certo inquinano di più; è stato calcolato che un bambino ne produce una tonnellata che equivale a un tempo di smaltimento di 500 anni. Quindi possiamo dire che i pannolini di stoffa, meno pratici dei monouso, potrebbero rappresentare un’ottima soluzione per famiglie con problemi di budget: fanno risparmiare anche 1000 euro l’anno.

Ma al contrario potrebbero scatenare reazioni violente se proposti a una donna che lavora otto ore al giorno e che non ha chi si occupi del bucato. I biodegradabili rappresentano un buon compromesso per famiglie sensibili alla ecosostenibilità e alla comodità, ma è difficile reperirli: sarebbero un pensiero in più per chi vive di corsa…Insomma senza integralismi a ciascuno il suo pannolino.

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