Il cervello dei disonesti lavora di più, ma l’onestà è innata

di Marco Mancini Commenta

Quante volte ci siamo chiesti se la persona che abbiamo di fronte è onesta o ci sta tendendo una trappola. Molto spesso è la domanda che ci facciamo anche nella cabina elettorale al momento di porre una croce sul candidato da noi prescelto. E’ vero, c’è gente che è più brava a barare e chi non vi riesce se non con un incredibile sforzo, ma forse perché questa seconda categoria è innatamente onesta.

A spiegarlo è uno studio effettuato da Joshua Greene e Joseph Paxton della Harvard University di Boston, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui è possibile, tramite un test, individuare le persone che sono oneste di natura da quelle che non necessariamente sono disoneste, ma magari se gli si presenta l’occasione, valutano se è il caso di “aggirare l’ostacolo”.

Il test è stato effettuato su alcuni partecipanti che si sottoponevano al semplice gioco del lancio della monetina, attaccati ad un macchinario per la risonanza magnetica funzionale. Il gioco si basava su una previsione che i partecipanti dovevano scrivere su un foglio, se pensavano che dal lancio potesse uscire testa o croce. Dopo il lancio, essi non mostravano la loro previsione, ma semplicemente dovevano dire se ci avevano azzeccato o no. Questa tecnica serviva per mostrare la pura onestà personale in quanto i ricercatori non sapevano cosa c’era scritto sul foglio, e dunque dovevano fidarsi ciecamente di quanto detto dai partecipanti stessi.

Durante le dichiarazioni, i neurologi individuavano l’attivazione di alcune aree del cervello, come la corteccia prefrontale, legate alle decisioni e ai comportamenti, nella testa di quelli che avevano imbrogliato, dicendo di aver vinto la scommessa, senza che ciò era vero. Nella mente di chi diceva la verità invece, sia che la scommessa fosse vinta, sia che fosse persa, non si attivava nulla, dimostrazione che gli “onesti” non pensavano nemmeno ad intraprendere un comportamento truffaldino, ma si attenevano alla pura e semplice verità.

In conclusione, secondo i neurologi, questo tipo di comportamento è innato, cioè le persone che di natura sono oneste, quando gli si presenta l’occasione di barare, non ci pensano proprio e continuano a comportarsi in maniera onesta; al contrario nelle persone non proprio trasparenti, in questo tipo di occasioni si attiva quest’area cerebrale che gli insinua il dubbio e che, molto spesso, gli costa uno sforzo tenere a bada e comportarsi correttamente.

[Fonte: Ansa]

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