Bollino rosso anche per i cartoni animati: il paradosso educativo. Come proteggere i nostri bambini dalla baby sitter animata

di Paola 12

La violenza in tv cresce, i dati sono allarmanti. I genitori non possono seguire come vorrebbero i propri figli, per motivi di lavoro. E davanti al teleschermo, i nostri bambini assistono a furiose scenate tra uomini e donne.
Mi chiedo come cresceranno, con una visione distorta della realtà, crederanno che il vero amore si trova sotto i riflettori, che se si è belli si finisce su un trono, altrimenti scartati dietro le quinte. Penseranno che con la violenza si risolvono i conflitti, e che nei rapporti interpersonali vince sempre il più forte.

Educativo. Mi sono interrogata a lungo su questa parola, per cercare di intuirne il senso e per scovarne una piccola traccia nella tv italiana.
Prima di puntare il dito contro la scatola animata, l’ho accesa (cosa che faccio raramente). Ho visto un cartone: due bambine animate a scuola, all’apparenza tutto normale, finchè non hanno iniziato a parlare di tette rifatte e lifting. Ho visto un programma in cui una ragazza di 18 anni andava in tv per decidere tra due pretendenti con chi fare l’amore la prima volta, sottoponendosi ad un gruppo di pseudopinionisti, appena freschi di reality. Ho visto superguerrieri giapponesi insegnare l’arte della guerra ai nostri figli, con gli occhioni sgranati davanti allo schermo. Ho visto tradimenti, pentimenti e zuffe tra amici sbattute davanti a milioni di italiani, come se vita privata e senso del pudore fossero solo parole di una lingua morta. Ho visto genitori di figli gay deceduti litigarsi in un forum per levare l’eredità al compagno omosessuale del figlio.


Educativo. Mentre assistevo a tutto questo, questa parola mi rimbalzava in mente. Ho acceso la tv dopo la mezzanotte. Ho trovato qualche programma culturale, di approfondimento, ma i bambini a quell’ora stanno già sognando i loro troni, le zuffe giapponesi, gli amici e i reality show.
Se è vero che vedere questi programmi permette ai bambini più forti di sviluppare un filtro tra bene e e male, di distinguere tra vero e falso, per molti altri non è così. E anche se capissero da soli che i messaggi che passano attraverso la tv sono sbagliati, mi chiedo: è giusto che sia la televisione ad educarli? Ad insegnargli cosa è bene e cosa è male?
Per proteggere i bambini da tutto questo occorre sapere quali sono i programmi incriminati.

Io darei come consiglio una frase della canzone di Niccolò Fabi, Il negozio di antiquariato, Allora io propongo per non fare confusione a chi ha meno di cinquant’anni di spegnere adesso la televisione. Ma per evitare misure così drastiche, ecco la lista dei cartoni sotto accusa, presentata in occasione di un incontro al Cartoons on the bay, in corso a Salerno, promosso da Rai Trade e dal Comitato di applicazione del codice tv e minori. Nel mirino della censura Dragon Ball, Naruto, i Griffin, South Park. Per ora i cartoni italiani sono considerati a prova di bambino.

Nel corso dell’incontro è stato annunciato che si introdurrà il bollino rosso anche per i cartoni. Lo trovo paradossale. Ci ritroveremo sul divano con i nostri figli davanti ad un cartone, perchè da solo non può vederlo.
E questo sarebbe educativo? Riflettiamoci un po’, magari invece di avere una tv per ogni stanza della casa (alcuni anche in bagno), ne avremo una soltanto, da accendere a giorni alterni e con la password anti-bambino… non sarebbe una cattiva idea…

Commenti (12)

  1. Ciao,
    ho aggiunto il sito tra i miei feed da pochi giorni, e ne sono molto soddisfatto..mi ritengo fortunato ad averlo trovato nel mare dell’immondizia che gira sulla rete.
    Riguardo al tuo post (possiamo darci del tu vero?), condivido dalla prima all’ultima lettera quello che scrivi; non sono un padre di famiglia e se non lo sono…in parte il fatto è proprio dovuto al costante timore di come potrebbe crescere mio figlio/a in questo mondo pieno di falsi valori, di condizionamenti, di violenza, di cose davvero “sporche”.
    La televisione ne è la prova forse più lampante; io personalmente non la guardo se non per potermi godere una partita in santa pace (cercando di esternalizzare la partita dal mondo del calcio, che anche su quello ci sarebbe molto da dire) o per guardare film/cartoni che riescono a stimolarmi.
    A proposito di cartoni… mi sono sempre posto il dubbio di cosa avrei fatto vedere ai miei figli una volta venuti al mondo. La risposta è ancora poco chiara…anche se forse sarebbe bene che prima io vedessi di cosa si tratta e poi, in caso di contenuti “educativi” come dici tu, farglielo vedere. La televisione è troppo pericolosa… e i bambini a quell’età assorbono tutto quello che gli capita davanti, soprattutto da quella cosa che mitizzano che è la tv (e qui entrano in gioco anche i genitori nel dare ai figli la giusta percezione e la capacità di discernere su cosa effettivamente sia “buono” per la loro evoluzione…. ma anche qui, ci sarebbero pagine e pagine da scrivere)..
    Scusa la prolissità 🙂

    A presto
    Marco

  2. Caro Marco,
    ti ringrazio per il tuo intervento su un tema così attuale, ma ahimè poco discusso. Fare moralismi sulla tv di oggi, come ho fatto io nel mio articolo, è spesso visto come noioso e pesante, E forse lo è, ma non quando si tratta di bambini. L’educazione delle menti giovani e che assorbono tutto (come dici tu), è un fatto serio, da non sottovalutare. Avere dei figli, oggi più di ieri, comporta molti rischi. Dalla tv al mondo in cui viviamo. E bisogna compiere delle scelte educative, che spettano a genitori responsabili, non ad una scatola animata.
    Sono felice che tu ritenga questo contenitore un prodotto di qualità, è quello che cerchiamo di offrire ogni giorno. Mi auguro continuerai a seguirci A presto
    Paola
    Ps si, ovviamente puoi darmi del tu 🙂

  3. Fare moralismi sulla tv di oggi, come ho fatto io nel mio articolo, è spesso visto come noioso e pesante

    Proprio così.
    Il suo, signora Pagliaro, è moralismo della peggior specie, che lascia il tempo che trova, utile solo a convincere chi la pensa come lei, adulti incapaci di comunicare coi propri figli, di tentare di comprendere come mai questi si interessino tanto a quel che passa sul piccolo schermo e pronti solo a bollarlo come stupido e/o malvagio, adulti che credono che l'”educazione” sia solo un travaso a senso unico di “valori” percepiti come indiscutibili ma del tutto arbitrarii, adulti inconsapevolmente alienati che non riescono ad accettare che il mondo cambi e divenga diverso da come loro l’hanno vissuto, che cambi com’è sempre cambiato.
    Il suo è moralismo spicciolo e disinformato, e che c’è sempre stato, sin da quando Platone si lamentava di quanto fosse diseducativa la scrittura, i cui degni(?) eredi sono quei pudibondi genitori che nel dopoguerra guardavano con orrore Tex Willer & c., oggi elevati a numi tutelari della sana cultura popolare italiana.
    E stia sicura, che tra venti o trent’anni i bimbi di oggi tesseranno le lodi dei tanto vituperati programmi che in questi giorni assorbono, e li elogeranno come veicoli di sani valori e ovviamente spregeranno velenosi e supponenti i nuovi oggetti mediatici dei propri figli, piangendo improbabili catastrofi psicosociali a venire.
    E così via, nei secoli a venire, di conflitto generazionale in conflitto generazionale.

    Da ultimo, non so lei quali competenze abbia a proposito di cinema d’animazione (ma, temo, assai poche). Mi permetto dunque di consigliarle almeno la lettura de “Le anime disegnate – Il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi”, ottimo libro di Luca Raffaelli. Lo legga con attenzione, e cerchi poi di mettere in discussione le sue certezze sull'”educazione”. Potrebbe farle bene.

    Di mio, sommessamente, le rivelerò una cosa: l’animazione è un MEDIUM, come il cinema non d’animazione, come la letteratura, come la musica, come qualsiasi altra forma espressiva; non sta scritto da nessuno parte che debba essere territorio esclusivo dei bimbetti. Detto in breve: esistono anche cartoni animati non pensati per i bambini, ma per un pubblico più ampio, anche esclusivamente adulto. Mi auguro a questo punto che lei non pensi si debbano anche “educare” gli adulti…

  4. Gentile Yupa,
    credo di avere abbastanza competenze in merito per replicare al suo peraltro interessante commento, confermandole che di “certezze sull’educazione”non ho la presunzione di averne, e credo non ne esista alcuna. Esistono però delle opinioni, condivisibili o meno, e la libertà di nutrirle. La mia sulla televisione italiana è questa. Non pretendevo di insegnare agli adulti (probabilmente lei si, dal momento che mi dispensa tantissimi consigli su come rieducarmi, la ringrazio, d’altra parte non si smette mai d’imparare), e conosco benissimo il mondo dei cartoons, forse non quanto lei, ma non fino al punto di non conoscere i cartoni pensati per gli adulti. La mia critica si rivolgeva alla tv in genere, non soltanto ai cartoons, ma temo lei fosse molto prevenuto sull’argomento dall’aver letto con poca attenzione il mio articolo. Probabilmente i bimbetti, come li chiama lei, fra trent’anni tesseranno le lodi di questi programmi spazzatura, i suoi bimbetti forse, i miei leggeranno ancora la Divina Commedia e cresceranno con dei valori. I miei. Libertà di percorsi educativi, caro signor Yupa. La saluto.

  5. non avrei saputo rispondere meglio… 🙂 Brava!
    Chissà perchè non è possibile riuscire a instaurare una conversazione, un dialogo senza che qualcuno arrivi a fare la voce grossa sparando sentenze e dimostrando in questo modo di essere lui la parte che ha qualche problema (evidentemente di comunicazione).
    Ma evidentemente queste persone non capiscono che le parole, i suoni, emettono vibrazioni, emettono energia (come insegnano gli antichi Veda e gli spiritualisti sanscriti) e laddove essi intervengono in questo modo violento seminano semi karmici negativi, che si porteranno appresso per il resto del loro Samsara (cicli di nascita e morte)..per l’ineluttabile legge della remunerazione delle azioni.
    Possiamo solamente rispondere loro con garbo, avvisandoli dei pericoli ai quali stanno andando incontro, ma rimanendone distaccati.
    Scusa l’off topic… magari questo può esserti di spunto per un prossimo post 😉
    Marco

  6. Il nostro amico Yupa è un appassionato di cartoni animati giapponesi, ho visitato il suo sito e lo trovo interessante. Anch’io penso che la saccenteria non paghi, caro Marco, ma purtroppo ci sono molte persone che credono di sapere tutto. Ad esempio, Yupa ha pensato che a scrivere quel post contro la tv italiana fosse un genitore che aveva problemi di comunicazione con il figlio, in realtà a scrivere è una semplice ragazza a cui non piace la tv di oggi. E che non condivide alcuni contenuti. Senza falsi moralismi. Io guardo Southpark e i Griffin, ma quì non si parla di me, si parla di bambini e di educazione. Yupa affermava che bisogna accettare che i tempi siano cambiati, io ci sono nata in quei tempi e non si può certo dire che non li conosca… il mio post trattava di televisione e bambini, il punto era non se fosse corretta l’educazione che si riceveva dalla tv, ma se fosse giusto che ad educare fosse la tv! La lingua italiana è abbastanza univoca, ma se qualcuno vuole capire ciò che più gli fa piacere, caro Marco, e spostare la polemica sui cartoni animati giapponesi, beh allora le interpretazioni sono più di una… e potrei anche aver parlato di tutt’altro, ma l’acceso sostenitore dei manga capirebbe sempre quello 🙂 grazie per gli spunti, Marco. Continua a leggerci.

  7. Tra l’altro credo di conoscere Yupa… ha fatto l’università di lingue e civiltà orientali a Venezia con me.. si si.. me lo ricordo!!
    hihi com’è piccolo il web 🙂

    Buona giornata!

  8. buona giornata Marco 🙂

  9. Marco dice:

    non avrei saputo rispondere meglio… Brava!
    Chissà perchè non è possibile riuscire a instaurare una conversazione, un dialogo senza che qualcuno arrivi a fare la voce grossa sparando sentenze e dimostrando in questo modo di essere lui la parte che ha qualche problema (evidentemente di comunicazione).
    Ma evidentemente queste persone non capiscono che le parole, i suoni, emettono vibrazioni, emettono energia (come insegnano gli antichi Veda e gli spiritualisti sanscriti) e laddove essi intervengono in questo modo violento seminano semi karmici negativi, che si porteranno appresso per il resto del loro Samsara (cicli di nascita e morte)..per l’ineluttabile legge della remunerazione delle azioni.
    Possiamo solamente rispondere loro con garbo, avvisandoli dei pericoli ai quali stanno andando incontro, ma rimanendone distaccati.
    Scusa l’off topic… magari questo può esserti di spunto per un prossimo post
    Marco

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