Legge Brunetta uccide le donazioni di sangue

di Marco Mancini 12

Un incredibile quanto ignobile norma è stata varata oltre un anno fa “per sbaglio” dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, e nonostante le richieste di modificarla, ancora non c’è alcuna novità. Stiamo parlando della legge anti-fannulloni che equipara il volontariato all’assenteismo.

In breve, la legge precedente prevedeva che se un dipendente pubblico si recava presso un’associazione donatori di sangue per tentare di salvare una vita con un prelievo, quella mezza giornata lavorativa non gli veniva contata come assenza, ma anzi gli veniva pagata di più, con un bonus aggiuntivo, visto che si trattava di una buona causa.

Da quando la legge anti-fannulloni è entrata in vigore, non solo il bonus è stato eliminato, ma quelle ore vengono conteggiate come ore in cui non si è lavorato le quali, se si è ad esempio un donatore universale, e per cui si viene contattati spesso per donare il sangue, rischiano addirittura di far perdere il posto di lavoro al dipendente statale.

Una norma a dir poco scandalosa che le associazioni di volontariato da oltre un anno stanno chiedendo che venga cambiata. L’ha definita “devastante” Sergio Casartelli, presidente onorario dell’Avis di Milano, secondo cui essa:

mette nel cittadino non la cultura del sociale e dell’aiuto alla persona, ma la cultura del fregarsene. Il cittadino sa solo che gli tolgono dei soldi. Ci hanno promesso che avrebbero cambiato la norma, eppure non l’hanno fatto: è un anno che aspettiamo.

Infatti l’aspetto assurdo è che non solo un cittadino debba privarsi del proprio sangue, ma ci debba anche rimettere. Una norma da terzo mondo insomma. Ed il Governo che fa? Alla richiesta di diverse associazioni, prende tempo e come al solito promette. E’ arrivata l’ora di mantenere le proprie promesse, e siccome questo non accade, molti donatori stanno chiedendo alle aziende pubbliche di andare contro la legge e di imporre nei contratti delle norme che tutelino queste categorie. Nella speranza che così qualcosa cambi.

[Fonte: Il Messaggero]

Commenti (12)

  1. Sono pienamente d’accordo con questo decreto..dato che l’Italia è il paese dei furboni…andate a lavorare

  2. Sono rimasta piuttosto incredula leggendo questo post.
    Io e mio marito siamo donatori da anni e prima di noi mio suocero.
    Mio marito è libero professionista e quanto va a DONARE (e non a “privarsi” del sangue) “perde” un giorno di lavoro, ma lo fa per un gesto importante: aiutare un’altra persona (o forse salvarle la vita).
    Mio suocero è pensionato e ha donato fino ai 65 anni, anche quando non lavorava più e nessuno gli riconosceva nulla.

    Lo sapete che è possibile donare di sabato?
    E sapete che non si può donare più di 4 volte l’anno per gli uomini e 3 per le donne?
    Nemmeno i donatori universali possono perdere il posto per 4 assenze…

    Condivido il fatto che offrire un giorno di permesso retribuito ( perchè mai retribuito di più?) possa essere un incentivo alle donazioni di sangue, ma non
    può nè deve essere il motivo per cui la gente va a donare.
    Il motivo dovrebbe essere più nobile.

    Chiudo con la definizione di DONARE sul dizionario garzanti:
    “dare spontaneamente e senza ricompensa; regalare”

  3. @ Stefano: giusto colpire i fannulloni, ma non è detto che se uno non si reca al lavoro sta per forza facendo il furbo;

    @ Angela: non ho mai detto che donare il sangue significhi privarsi di qualcosa con la forza. E’ ovvio che è una cosa che una persona fa (me compreso) perché se la sente, è una forma di generosità, non di sacrificio. Solo che questa legge, che riguarda solo la pubblica amministrazione e non suo marito, in quanto libero professionista, scoraggia i donatori, di cui c’è sempre bisogno.
    Capirà che se già prima i donatori di sangue erano pochi, mettendogli degli ostacoli, anche piccoli, questi continueranno a diminuire. Era questo il senso dell’articolo, spero di essere stato più chiaro adesso.

  4. Ho usato il termine “privarsi” citando testualmente il suo articolo che riporto di seguito: “Infatti l’aspetto assurdo è che non solo un cittadino debba privarsi del proprio sangue, ma ci debba anche rimettere.”

    Giustamente lei ha evidenziato che stiamo parlando di una forma di generosità che, mi rallegro, le vede protagonista attivo.
    Come tutte le forme di volontariato si dovrebbe fare senza avere alcunchè da pretendere. Quindi nelle ore extra-lavorative, nel weekend e spesso rinunciando a qualcosa.
    In questo senso non mi sembrerebbe scandaloso se qualcheduno pensasse di prendere quattro, e dico quattro, giorni o mezze giornate di ferie per fare qualcosa di assolutamente rilevante per il prossimo. Potrebbe essere qualcosa di cui essere fieri.

    Forse, l’ardore espresso nell’articolo potrebbe essere usato in veste positiva, a favore di una sensibilizzazione alla donazione di sangue. Causa senz’altro più degna di quella anti-Brunetta.

    Cordialmente. Angela.

  5. @ Marco Mancini: Marco, ragioniamo…se come ha detto bene Angela si può donare il Sabato, perchè andare in settimana? Inoltre non si può donare più di 4 volte l’anno (nel mio caso), quindi, per quanto uno voglia fare una buona azione, potrà capitare una volta al massimo di mancare al lavoro per donare, non di più.

    Poi parliamoci chiaro, di fannulloni in Italia ce ne sono troppo ancora.

    Ma secondo me questo discorso non si farà più a breve, arriva il sangue dalle staminali! 🙂

    Ciao!

  6. se andassimo a donare tutti di sabato sarebbe la fine. non so dove abitate voi, ma io abito in una grande città dove purtroppo centri affidabili dove si va a donare sono pochi (anzi, a dire la verità è uno solo) e quindi già se si va in settimana c’è una fila lunga fino alla strada, immaginate se andassero tutti di sabato. per il numero di volte, anche quelle 4 volte, perché una persona deve sentirsi dare del fannullone? Anche se fosse una volta sola, sarebbe comunque un’inigustizia

  7. Mi auguro che non capiti mai a coloro che sono “contro” il fatto che a un donatore di sangue spetti la giornata retribuita, di avere bisogno di una trasfusione o di un trapianto di midollo osseo…..
    Fossi il medico io direi a costoro: scusate ma non abbiamo sangue, grazie a Brunetta nessuno viene più a donare.
    Vergognatevi…..

  8. Bravo Roberto!
    e se teniamo conto che la donazione non riguarda solamente sangue ma anche il midollo o le cellule staminali periferiche (stessa legislazione di riferiemento) non è che il donatore possa scegliere il giorno della donazione a sua convenienza e piacimento, ma vanno considerati diversi fattori: lo stato del paziente che deve riceverlo, l’organizzazione dei diversi reparti coinvolti nella donazione (centro trasfusionale, centro trapianti, ematologia, ecc ecc) e deve essere a loro conpleta disposizione considerando pure i rinvii vari.
    Non vedo perchè un atto di amore verso l’altro deve diventare un cavillo dei politici….se devono tagliare le spese che inizino a togliersi parte del loro “succulento” stipendio e non spremendo chi già paga fin troppo…

    PS: Brunetta percentuale di assenze durante il suo mandato di europarlamentare: 62,88% … e ha il coraggio di predicare…

  9. @ roberto:
    Roberto, io non sono CONTRO la giornata retribuita per il lavoratore (attenzione NORMALMENTE retribuita non super retribuita).
    Secondo me può essere un incentivo per aumentare e agevolare le donazioni.
    Diverso è dire che se non si è retribuiti per quella giornata si smette di donare.
    Perchè allora tra i donatori non dovrebbero esserci commercianti, artigiani, imprenditori e liberi professionisti che quando donano non sono retribuiti.
    E non credo che in queste categorie di persone ci sia più solidarietà che tra i dipendenti.

    E poi parliamoci chiaro: io sono stata donatrice (al momento non dono perchè sto allattando) e dopo la donazione si può tranquillamente andare a lavoro. Non è che si sia particolarmente debilitati!

    Se c’è questa agevolazione da parte del datore di lavoro ben venga, ma secondo me chi dona veramente con il cuore trova il modo di farlo comunque.

  10. @ Angela:
    mi vien da pensare che il sangue lo donate esclusivamente per avere la giornata libera, anch’io sono un donatore, nel corso dell’anno posso fare dalle tre alle quattro donazioni, se non per casi di richiesta in emergenza, ho dovuto il giorno libero, altrimenti lo ho sempre donato in varie occasioni mentre ero libero dal lavoro; mai sentito parlare di autoemoteche? nella mia città stazionano stabilmente nel centro o si trovano spesso durante eventi particolari o manifestazioni ove confluisce molta gente e questo accade spesso nei gioni festivi; se si vuole donare il sangue per un’opera di bene non credo si vada a guardare queste cose, sono un dipendente della pubblica amministrazione che fa il suo dovere….evviva Brunetta….finalmente ……

  11. @ Stefano:
    Ok stefano noi donatori andremo a lavorare, poi non ti lamentare quando non potrai essere operato perchè non c’è sangue disponibile….

  12. Parlo da ex dipendente attualmente libero professionista, donatore da vent’anni: certo potere stare a casa dal lavoro quando si dona è una cosa sicuramente comoda, ma io continuo a donare anche adesso che, lavorando in proprio, subito dopo vado lavorare perché sono ci rimetto la giornata. Dai, per piacere, non nascondiamoci dietro un dito e cerchiamo di non dire cose banali solo per continuare ad avere dei privilegi assurdi. Dopo la donazione si è un po’ più deboli ma si può lavorare lo stesso, quindi non attacchiamo Brunetta per delle cavolate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>