Pronto soccorso italiano: il punto della situazione

di Valentina Cervelli 8

Pronto soccorso: quale la situazione in Italia? Affollati ed in crisi. La situazione è tutt’altro che rosea e decisamente diversa da ciò che le televisioni attraverso serie dedicate italiane e straniere hanno presentato fino ad ora.

Ed a raccontarcelo non è un semplice sondaggio, ma una indagine conoscitiva promossa dalla commissione Igiene e Sanità del Senato. La necessità è quella di cambiare dal basso la “cultura ospedalocentrica” del sistema sanitario nazionale. O almeno così sostiene il ministro della Salute Ferruccio Fazio.

Il ministro nello specifico da almeno 3 anni proprone un determinato piano di azione:almeno il 70-80% dei codici verdi e bianchi che si presentano al pronto soccorso “impropriamente” devono essere “rispediti al mittente”, ovvero devono essere affidati alla gestione dei medici presenti sul territorio. Quindi una rivisitazione importante delle guardie mediche e dei medici di famiglia? Così sembrerebbe. Giù nel lontano 2008, in un dibattito dedicato il ministro si esprimeva così:

Bisogna individuare una serie di strutture, vicine e lontane ai pronto soccorso, attraverso le quali attivare un’assistenza 24 ore su 24.

Una sanità di tipo territoriale che sembra però difficile da raggiungere, specialmente se si pensa alla differente maniera nella quale i medici generali e quelli ospedalieri vedono una prospettiva di questo tipo. Per i primi rappresenterebbe una sorta di avanzamento di carriera, mentre gli altri, ormai abituati a tali protocolli, pensano che vi sarebbe solo un inutile raddoppio del problema.

A tutto ciò si aggiungerebbe poi il ruolo del 118. Dove dovrebbe convogliare? Soprattutto in base a cosa? Ad una diagnosi fatta da solo dal paziente? Il problema è decisamente più arduo di ciò che sembra. Vi sono però anche delle correnti di pensiero poste a metà tra le due posizione e che propenderebbero comunque per un rafforzamento dell’attività dei medici di famiglia e soprattutto della guardia medica, in modo tale da gestire con facilità situazioni in grado di essere risolte nel giro delle 24 ore.

Una soluzione, in parte osteggiata dai medici, è in atto in toscana: ovvero la delegazioni di alcune procedure, sotto controllo medico, agli infermieri.  Come accade, per capirci, nel telefilm ER e negli ospedali americani.  Una decongestione è stata notata nel corso della sperimentazione in atto. Che sia questa la soluzione?

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Fonte: Corriere della Sera

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