Sesso: in Italia cadono gli ultimi tabù, ma pesa ancora la sindrome del “bamboccione”

di Marco Mancini Commenta

Domani uscirà nelle librerie il libro “La sessualità degli italiani“, libro scritto da Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli, in cui si esaminano i dati sulla sessualità nel nostro Paese, considerando tutto. Ma proprio tutto tutto. Il libro è molto completo e corredato da grafici, ma la prima cosa che balza all’occhio è che gli italiani hanno abbattuto i tabù del passato. Ma non proprio tutti.

Infatti aumentano i rapporti sessuali, diminuiscono le inibizioni, si abbassa l’età del primo rapporto ed il Kamasutra non è più un libro “ideale”, ma viene spesso preso in considerazione. C’è solo un aspetto che mette gli italiani dietro in una sorta di “classifica” della modernizzazione sessuale: l’uscire di casa troppo tardi.

Tra i tanti dati sciorinati da quest’interessante inchiesta, si nota infatti che il maggior numero di rapporti lo hanno le persone che convivono stabilmente con un partner, che siano sposati, ma anche fidanzati o coppie di fatto. Ebbene, mentre in altri Paesi più “aperti” a queste convivenze, come la Francia, i rapporti sessuali sono tantissimi (8,8 volte al mese uomini e 8,7 donne) perché si esce di casa molto presto per andare a convivere con un’altra persona, la diffusissima usanza, sempre più esclusivamente italiana, di abbandonare l’ovile solo in caso di matrimonio rallenta un po’ tale processo, portando gli italiani a fare sesso molto meno rispetto ai francesi (7,6 uomini e 6,7 donne).

La motivazione la si può trovare un po’ nella legislazione (non sono ammesse le coppie di fatto), un po’ nella cultura (in molte parti d’Italia i genitori non permettono o scoraggiano la convivenza prima del matrimonio). A sorpresa pare però non sia un problema religioso. Se infatti la Chiesa ha più volte tentato di scoraggiare i rapporti prematrimoniali, ed in special modo l’uso degli anticoncezionali, sembra che gli uomini e le donne del nostro Paese non tengano conto di questi divieti, ed anzi, ora siano più liberi di una volta.

A sorpresa il più alto numero di utilizzo di preservativi è proprio tra i cattolici, rispetto ai non cattolici o agli atei, mentre il numero dei rapporti prematrimoniali è in continuo aumento (siamo arrivati all’83%). Ma per coloro i quali non si può violare il valore della castità, come si fa? Qui cadono gli ultimi tabù, in quanto, secondo i dati della ricerca, il 67% delle persone ricorre alla masturbazione, il 60% al sesso orale e quasi il 40% a quello anale.

Aumenta anche il numero delle persone che fanno sesso solo per il puro piacere (93,8%), contro “solo” il 71% che lo fa per procreare (fino a qualche decennio fa i numeri erano ribaltati). Si abbassa l’età media del primo rapporto sessuale delle donne, il quale non arriva ai livelli adolescenziali della Gran Bretagna, ma passa dai 22 ai 18 anni per le donne, mentre rimane stabile ai 17 anni per l’uomo. Se c’è un dato di cui però i “moralizzatori” possono andar fieri, e per una volta si può concordare, è che risulta che gli italiani rimangono in ogni caso un popolo fedele. L’80% delle coppie può vantare di non avere le classiche “corna”, mentre due italiani su tre condannano chi va a prostitute, con delle eccezioni che riguardano le coppie che non hanno più rapporti per un motivo giustificabile o i single. Ma il dato che più sorprende, e che può far solo piacere, è senza dubbio questo: tra le donne ultrasessantenni, il sesso non è più un evento eccezionale, ma capita sempre più spesso di farlo almeno 3 volte al mese. Complimenti!

[Fonte: Repubblica]

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