Sindrome da rientro: i sintomi e la prevenzione

di Cinzia Iannaccio 1

Oggi vorrei parlarvi della cosiddetta “sindrome da rientro”, che mi colpisce inesorabilmente ogni anno. Dopo il 15 agosto si inizia a parlare di fine delle vacanze e sembra che anche l’estate stia per terminare, anche se così non è. Abbiamo di fronte a noi ancora molte belle giornate di sole e spesso di caldo: è per questo che la voglia di tornare al lavoro o comunque alla routine quotidiana può diventare una sofferenza.

Insieme a me ne soffrono almeno un italiano su 10 secondo i dati Istat. Abbiamo già visto come il benessere acquisito in vacanza scompaia presto (qui), ma quali sono i sintomi di questa malattia emergente? Mal di testa, nausea, ma anche e soprattutto malinconia e dolori muscolari!

In genere si tratta di un malessere leggero e che scompare rapidamente, ma per alcune persone diventa invece un fattore fortemente debilitante che può condurre ad insonnia, tachicardia, depressione.

La causa sta nel nostro “orologio biologico”, nei ritmi che diamo al nostro organismo: pensiamo anche a quanto sia difficile i primi giorni di ferie abituarsi al “dolce far niente” o a degli orari più morbidi. Spesso continuiamo a svegliarci in automatico sempre alla stessa ora, come se suonasse la sveglia.

In vacanza però c’è l’effetto piacevole: se si vuole, ci si alza e si fa tutto con calma, altrimenti ci si gira dall’altro lato e si torna a dormire. Finite le vacanze invece siamo obbligati a tornare rapidamente a determinati ritmi: il nostro “orologio interno” non è preparato, va ri-programmato con calma.

Questo è il primo consiglio che danno gli specialisti: darsi un paio di giorni di riposo domestico, fra le proprie mura di casa, prima di tornare in ufficio. E poi: le attività più impegnative andrebbero concentrate all’inizio della vacanza anziché alla fine.

Una volta rientrati al lavoro, sarà buona norma affrontare gli impegni con gradualità, concedendosi (laddove possibile) qualche minuto in più per le chiacchiere post-ferie!

Un buon aiuto può essere dato dall’alimentazione: una dieta disintossicante e leggera è consigliata. Qualche esempio? No ai cibi poco digeribili e ricchi di grassi animali (lardo, burro, panna, ecc), no anche a formaggi, salumi e carne per un paio di settimane.

Yogurt, pane, riso e pasta invece andranno bene anche per coprire le necessità quotidiane di calcio e di zuccheri complessi. Abbondate ancora di frutta e verdura.

Se i disturbi sono invece pressanti e non scompaiono nel giro di poche settimane, è meglio rivolgersi al proprio medico. La melatonina ad esempio può essere un importante ausilio specie se si ha difficoltà nel ristabilire i ritmi del sonno, ma è sconsigliato “il fai da te”, anche in questo caso.

Per il resto, pensate in positivo ed organizzate subito un bel week-end settembrino, magari in un centro benessere.

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