Tumori e telefonini: ora ci si mette anche il cordless

di Marco Mancini Commenta

La diatriba tra chi afferma che i telefonini provochino i tumori e chi invece si oppone a questa teoria va avanti ormai da anni, da quando cioè i cellulari sono stati inventati, e probabilmente continuerà almeno per altri 20 o 30, finché non sarà passato abbastanza tempo da poter dare un’occhiata ai dati più concreti di ipotesi e proiezioni.

Oggi però si aggiunge un’altra voce al dibattito, quella di Rash Bihari Dubey, ricercatore dell’Apeejay College of Engineering, in India, che ha affermato di essere “al di sopra delle parti”, e voler rivelare la verità sugli effetti dei telefonini. Dubey basa la sua ricerca, più che sui telefonini, sui telefoni cordless, perché i dati su questa tecnologia sono precedenti, e dunque più numerosi, rispetto a quelli disponibili sui cellulari.

Basandosi comunque sullo stesso principio, cioè le onde elettromagnetiche, gli effetti dei cellulari e dei telefoni cordless dovrebbero essere equiparabili, e di conseguenza, se la ricerca di Dubey conferma un aumento del rischio di contrarre tumori con i cordless, lo stesso dovrebbe valere per i cellulari. Secondo lo scienziato indiano infatti le onde elettromagnetiche che vengono in contatto con l’orecchio, che di solito è il destro, raddoppiano il rischio di sviluppare un glioma o un neurinoma acustico, all’incirca la stessa conclusione a cui era giunto Lennart Hardell nello studiare i cellulari.

A questo risultato si oppone lo studio Interphone, sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma anche in piccola parte da un gruppo di aziende di telefonia mobile, il quale sostiene che i rischi sono riscontrabili soltanto nelle persone che passano dalle 5 alle 12 ore al giorno con il telefono sull’orecchio, e non in quelle che lo usano di meno. Nel frattempo che questi studi criticati vengano smentiti o confermati, per sicurezza il nostro consiglio è quello di utilizzare gli auricolari o il vivavoce, non si sa mai.

[Fonte: Corriere della Sera]

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