Il tribunale riconosce la “malattia da cellulare”

di Marco Mancini Commenta

Scienziati di tutto il mondo si sono applicati per anni nel tentativo di capire se il cellulare potesse creare qualche effetto collaterale. Purtroppo i dati, dopo circa 20 anni di osservazioni, sono rimasti sempre contrastanti, e l’idea più diffusa è che i campi elettromagnetici dei cellulari non creino alcun pericolo per la salute.

Non sono di questo avviso i giudici della Corte d’Appello di Brescia, i quali hanno riconosciuto ad un cittadino di Carpenedolo (Bs), una malattia professionale legata proprio all’uso prolungato del cellulare. Innocente Marcolini era un manager, ma visto che per diversi anni ha parlato al cellulare o al cordless per più ore al giorno per questioni lavorative, non ci ha messo molto a collegare il tumore benigno che lo ha colpito con questi apparecchi.

Allarmato dal fatto che sulla confezione del suo telefono non comparisse alcuna scritta sulle precauzioni da prendere nell’uso del cellulare, l’uomo, dopo l’operazione, si è rivolto alla magistratura. In primo grado il Giudice del Lavoro gli aveva dato torto, ma la Corte d’Appello ha accolto la richiesta dell’ex manager, il quale dopo l’operazione ha dovuto lasciare il lavoro per evidenti problemi fisici, e gli ha riconosciuto l’invalidità dell’80%.

[Fonte: L’Espresso]