Usa: la riforma sanitaria è stata approvata, tra una settimana sarà legge

di Marco Mancini 3

Una votazione storica si è tenuta nella serata di ieri, la quale mette fine a secoli di ingiustizie in campo sanitario negli Stati Uniti. In Italia, ed un po’ in tutta Europa, potrebbe sembrare una cosa normale che lo Stato preveda una forma di tutela per i propri cittadini, quando si tratta di sanità, ma in America questo non è normale affatto. Per tantissimo tempo infatti le disparità tra ricchi e poveri sono state eccessive, e così ora Barack Obama ha trovato il giusto rimedio.

Per capire l’eccezionalità di questa riforma sanitaria, basti pensare che, grazie alla nuova legge, adesso 32 milioni di persone avranno diritto ad assistenza medica. Ma non solo. Una delle battaglie vinte dal presidente con questa legge, la più terribile che non ci si aspetterebbe da un Paese che si proclama liberale, è quella contro le compagnie d’assicurazione. Queste “associazioni a delinquere” che dovrebbero sostenere le spese mediche dei contribuenti quando si ammalano, per decenni hanno messo in pratica un’operazione che fa rabbrividire: nonappena una persona che aveva sottoscritto l’assicurazione si ammalava, rescindevano il contratto in modo da non dover più sostenere alcuna spesa, mentre se qualcuno aveva già avuto delle malattie ricorrenti in passato, gli negavano l’assicurazione. Ora non potranno più applicare queste forme aberranti di autodifesa.

Ma ancora, adesso le assicurazioni dovranno rimborsare per intero le spese mediche (a seconda dell’opzione stipulata), e non più fino ad una certa soglia come accadeva prima, quando le operazioni molto costose non erano coperte; i genitori potranno coprire le spese sanitarie dei figli fino a 26 anni; dei 32 milioni di americani sprovvisti di assistenza, per la metà, i più poveri, entreranno in una sorta di programma nazionale di assistenza (Medicaid), mentre l’altra metà, gente che ha un lavoro ma non può permettersi le assicurazioni più costose, potrà ottenere delle agevolazioni spendendo meno.

Le cifre della riforma parlano di un’estensione fino al 95% della popolazione residente negli Usa dell’assistenza sanitaria (circa un terzo in più rispetto a prima), multa di 750 dollari per chi non stipula un’assicurazione, obbligo alle aziende con più di 50 dipendenti di garantire la copertura assicurativa, le spese di aborto sono escluse dalla copertura sanitaria.

Siamo ancora lontani dallo Stato sociale europeo, ma è un grosso passo in avanti, visto il punto di partenza.

Commenti (3)

  1. Il sistema democratico americano continua a restare un mistero per me. Non capisco come per mandare un milione di soldati in Iraq bastino 2 minuti e per approvare la riforma sanitaria ci sia voluto un anno…

  2. semplice, le lobby delle assicurazioni private avevano tutti gli interessi ad osteggiare una sanità pubblica… mentre le lobby delle armi e del petrolio avevano tutti gli interessi per investire in conflitti armati pseudo pro-democrazia… anche l’integro Obama è dovuto venire a patti con il nemico, assicurandosi i voti decisivi per la vittoria proprio dalla corrente contro l’aborto… ma è pur sempre una vittoria… epocale direi.

  3. purtroppo gli interessi economici negli Usa vengono prima del sociale, e siccome la riforma sanitaria prevedeva una spesa pubblica molto elevata, in molti hanno protestato, dicendo che in questo modo le casse dello Stato sarebbero andate in bancarotta.

    La mentalità di lìè difficile da capire se si vive in Italia, nel bene e nel male.

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