Meduse, cosa fare quando pungono

di Cinzia Iannaccio 2

Le meduse, toccarle può essere pericoloso, ma sono già qui: con il caldo tornano ad affacciarsi nel Mediterraneo, ormai diventato quasi tropicale. Sono state avvistate a metà giugno in prossimità di Orbetello e non solo: sciami di Velella hanno già colorato di blu le spiaggie liguri, nel Tirreno e’ tornata (e in abbondanza) la Pelagia, fortemente urticante.

Con gli stessi fastidiosi effetti è possibile incontrare anche la Physalia, che non è propriamente una medusa, anche se ci somiglia. Insomma, meduse o no, questi affascinanti e splendidi abitanti del mare promettono di intimorire i vacanzieri un po’ ovunque in Italia.

Il contatto con uno di questi affascinanti animali, sulla nostra pelle ed in special modo su quella dei bambini più delicata, provoca un’ustione, più o meno profonda o dolorosa. La reazione cutanea dipende sicuramente dalla parte del corpo colpita, ma anche dal tipo di medusa.

Il Dott. Riccardo Sirna, responsabile del reparto di Dermatologia dell’Ospedale di Grosseto, ma soprattutto esperto subacqueo ci da qualche consiglio:

“In genere, nei nostri mari  non esistono meduse pericolose per la vita, la reazione sulla pelle può durare da poche ore a molti giorni. Se si viene a contatto con una medusa grande bianca e bordata di viola, possiamo stare tranquilli, si tratta del cosiddetto “polmone di mare”, che provoca solo un lieve bruciore.

Diverso è invece il contatto con la “Pelagia”, piccola e rossa. Nonostante il suo aspetto rassicurante, può provocare molto dolore. La prima cosa da fare è lavare la parte con acqua fredda e salata e non come si pensa con l’acqua dolce (che invece può peggiorare la sintomatologia). In seconda battuta lavare la parte con l’ammoniaca o l’aceto.

Solo in casi più rari, su proposta di un medico, o personale sanitario, sarà necessario applicare pomate o farmaci a base di cortisone o antistaminici. Mai il fai da te, specie se si tratta di bambini o contatti che riguardano il volto. Un pronto soccorso o una guardia medica può sempre offrire la giusta consulenza”.

Detto ciò: buone vacanze!

[Fonte: Asl di Grosseto, Ansa]

Commenti (2)

  1. Potete pubblicare il nome del medico che consiglia di mettere ammoniaca o aceto sulle “bruciature” da medusa? Giusto per curiosità, per conoscere chi ancora non si aggiorna con le linee guida del primo soccorso.

    Mi raccomando, ammoniaca e aceto non solo non servono a nulla, in molti casi peggiorano la situazione perché possono rompere vescicole di liquido urticante presenti sulla pelle rimaste intatte.

    pomate al cloruro di alluminio oppure nulla, solo acqua di mare per diluire i resti (anche invisibili) di medusa ancora presenti sulla parte toccata.

    E complimenti anche a chi pubblica le notizie senza controllarne la validità.

  2. @ giaconet:
    Ciao, grazie x i “complimenti”.Il nome del medico c’è. In genere, prima di scrivere un post, qualunque sia la fonte (ed in questo caso era diretta), verifico facendo una ricerca: la maggior parte dava ragione a lui. Anche nei gg scorsi in tv hanno dato la stessa versione. Non sono un medico e mi devo fidare di loro, ma devo anche controllare che ci siano altre ipotesi nuove come dici tu. Ho trovato il cloruro di alluminio, ma il suggerimento veniva da un emerito prof., solo da lui, in almeno 5 articoli che avevo letto al riguardo. Non ritenevo corretto mettere a confronto 2 medici, più che due opinioni diverse in questo contesto. Anche perché nelle valigette del pronto soccorso dei bagnini non trovi il cloruro,ma l’ammoniaca, e l’aceto è ancora più facile da trovare. Mi sembra che nei secoli scorsi non abbiano avvelenato nessuno. Grazie per la tua giusta segnalazione, che cmq avevo trovato. Anche se al momento non so nulla di effetti collaterali dell’una o dell’altra metodica. Approfondirò. Anzi no aggiungo!: Mia figlia un paio di anni fa è stata punta da un’ape ed il bagnino gli ha applicato dell’ammoniaca. Lei piccolina non ha voluto toglierla (ha mantenuto il cotone imbevuto sul braccio per più di un’ora): risultato? Si è ustionata ilbraccio. Quindi, per chi usasse ammoniaca attenzione. Nonostante i tuoi “complimenti” ti ringrazio per la segnalazione. Lo spazio dei commenti serve anche a questo. Un post deve essere mirato, non si può scrivere tutto a volte. In altri casi, può capitare di non conoscere certe cose (non in questo). Che parliamo di rimedi della nonna o di prodotti moderni, ricordo sempre una cosa a chi legge: i nostri ed i vostri suggerimenti devono servire da stimolo, da conoscenza, ma vanno confrontati sempre con i medici di fiducia. Ciao

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