Medicina narrativa per combattere il tumore al seno metastatico

di Cinzia Iannaccio Commenta

La medicina narrativa è un’arma in più per combattere il tumore al seno metastatico. Non distrugge le cellule cancerose, come un potente farmaco, ma è efficace nel trattare tanti effetti collaterali che questa malattia porta con sè, soprattutto quelli sociali ed assistenziali. Noi donne sappiamo ormai tutto sulla diagnosi precoce del tumore al seno ed abbastanza sulla chirurgia ed i farmaci per trattarlo. Purtroppo però in taluni casi ci possono essere delle recidive, dopo poco tempo o molti anni, con lo sviluppo di metastasi in altre parti del corpo (cervello, polmoni, ossa e fegato); per circa 3.400 donne in Italia, la diagnosi avviene già in questa fase (tumore definito al IV°stadio). Di tali casi di cancro mammario non si parla abbastanza e le pazienti coinvolte si trovano troppo spesso sole, confuse, nel silenzio. E’ a loro che è dedicata la campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, promossa da Pfizer e realizzata in partnership con Susan G. Komen Italia ed Europa Donna Italia.

Medicina narrativa per combattere il tumore al seno metastatico

L’obiettivo è rompere il muro del silenzio che c’è intorno a tale patologia e si è deciso di farlo dando voce alle protagoniste, alle donne colpite da un tumore al seno metastatico. E’ un progetto innovativo, basato sui concetti della medicina narrativa e della comunicazione integrata grazie all’utilizzo di numerosi strumenti di diffusione dell’informazione, a partire da un sito internet   www.voltatiguardaascolta.it    e da una pagina social https://www.facebook.com/voltatiguardaascolta dedicata.

 

In che modo la medicina narrativa può contribuire? Si sa che raccontare la propria storia può essere terapeutico, ma non basta. Attraverso il dialogo medico -paziente, in questo caso, si può arrivare a personalizzare al meglio il percorso di cura, tenendo presente tutti gli aspetti emotivi e personali che possono influire più o meno direttamente sulla malattia, dando vita ad un iter individualizzato. Le storie cliniche non si fermano ai sintomi o agli effetti collaterali delle terapie, ma evidenziano bisogni, ansie e quotidianità di chi è affetto da una malattia.

E’ così che la medicina narrativa aiuta il paziente a comprendere meglio la propria situazione, a prendere decisioni in seno alla propria vita con maggior consapevolezza, a liberarsi dei propri disagi e a condividere esperienze che potranno essere utili ad altri pazienti, ai medici o a chiunque si trovi anche indirettamente coinvolto in situazioni di malattia.

In questa ottica è nata la campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico“, offrendo la parola alle protagoniste, che con coraggio e forza, talvolta rabbia o rassegnazione,  si sono esposte in prima persona nel raccontare le proprie storie, pubblicate poi sul sito dedicato.

 

 

Spiega Alberto Stanzione, Direttore Oncologia di Pfizer in Italia:

«L’idea di promuovere una più ampia e profonda conoscenza del tumore metastatico attraverso le storie di malattia nasce dall’esperienza molto positiva di un progetto di medicina narrativa che portiamo avanti in Pfizer dal 2011, consapevoli del grande valore sociale e terapeutico della narrazione. Siamo convinti che solo dall’ascolto diretto delle pazienti sia possibile comprenderne veramente le esigenze e poter quindi offrire loro risposte concrete al bisogno di salute e qualità di vita di cui hanno diritto».

 

La campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico” dunque non è solo rivolta alle pazienti, ma anche ai medici, terapeuti, ai mass media e a tutta la comunità sociale, affinché si determini una maggiore attenzione alle pazienti e ai loro bisogni assistenziali, sociali, psicologici e professionali.

Per questo oltre al sito, le storie delle pazienti sono state diffuse anche in radio, grazie alla voce di testimonials (le attrici Michela Andreozzi, Emanuela Grimalda e Daniela Morozzi), con eventi di piazza e volumetti stile “millelire”.

 

Per leggere, commentare e condividere anche la propria esperienza basta visitare il sito www.voltatiguardaascolta.it    e la pagina social https://www.facebook.com/voltatiguardaascolta .