Cuore, possibile operare anche sui superanziani

di Valentina Cervelli 1

Il cuore è uno degli organi che con il normale passare dell’età risente maggiormente delle patologie a carico del corpo umano. E da decenni si dibatte sulla “convenienza” per il paziente di essere sottoposto ad operazioni che lo riguardano anche quando lo stesso è molto anziano e magari per patologie pregresse vi è il rischio di rimanere sotto i ferri in caso di operazione.  Non si è ancora arrivati ad una risposta definitiva ma a vincere in questi ultimi tempi sembra essere il possibilismo.

Uno studio tutto italiano è stato condotto in materia dai ricercatori dell’ospedale Careggi di Firenze, del Civico di Brescia e del Santa Maria della Misericordia di Udine in collaborazione con l’università di Maastricht proprio per capire se potesse essere valida una selezione “preventiva” dei casi anche in caso di forte anzianità.  I risultati, pubblicati sulla rivista di settore Journal of Thoracic and Cardiovascular Surgery , hanno evidenziato come tale possibilità non sia totalmente da escludere. Parliamo di uno studio a largo spettro: gli scienziati hanno infatti raccolto i dati relativi a 1640 ottuagenari che erano stati sottoposti a procedure di chirurgia cardiovascolare di diverso tipo, partendo da interventi alle valvole cardiache fino ad arrivare ad angioplastiche in un periodo di circa 10 anni compreso tra il 1998 e il 2009.

Informazioni mirate a capire la qualità della vita di queste persone . A tal proposito è stato quindi fatto un confronto con i dati analoghi raccolti in pazienti operati di età compresa tra i 70 ed i 79 anni,  con 600 ultraottantenni sani e con 300 over 80 che non erano stati sottoposti a chirurgia cardiovascolare, ma curati attraverso i farmaci.

I risultati hanno dimostrato che a beneficiare di un miglioramento in caso di intervento erano la salute generale, il dolore. Nessun cambiamento invece in materia di vitalità e sanità mentale.   Se si parla di costi economici, trattare un ultraottenatenne costa ovviamente di più di una persona più giovane, ma la soddisfazione di poter salvare da morte certa con un angioplastica una persona di cento anni come successo recentemente a Firenze come provarla? Si tratta di stabilire i costi-benefici per il paziente in ogni caso.

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Fonte: Corriere della Sera

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