Nuova ricerca: sposarsi fa bene alla salute e allontana la demenza

di Daniele Pace Commenta

I single potrebbero avere abitudini, come il consumo di alcol e orari meno abitudinari, che i coniugi non hanno. Anche la salute in generale potrebbe essere più trascurata.

La demenza ha un nemico in più, il matrimonio. Molti dei lettori staranno già sghignazzando, altri imprecando, magari pensando ad un matrimonio finito male, ma i ricercatori della Michigan State University sono sicuri: il matrimonio fa bene alla salute.

Lo studio è stato svelato dal The Journals of Gerentology: Series B, ed è stato condotto su circa 2mila persone sposate e divorziate.

E chi stava imprecando per un matrimonio andato male deve sapere che ha il doppio delle possibilità di diventare demente in vecchiaia. Il divorzio quindi fa male anche ad anni di distanza, se non decenni.

La ricerca

Dopo aver analizzato 2mila tra divorziati, sposati, vedovi, single, separati e conviventi sopra i 52 anni, i ricercatori hanno concluso che la categoria più a rischio è quella dei divorziati.

Hui Liu, a capo del team di ricercatori, sottolinea l’importanza della ricerca. Non è infatti banale capire se lo stato civile può influenzare la salute di una persona, visto che, come evidenzia Liu, in Occidente aumentano sia i divorzi che i single.

Questo significa che c’è da aspettarsi anche un aumento della demenza in terza età:
“Questa ricerca è importante perché il numero di adulti non sposati negli Stati Uniti continua a crescere, poiché le persone vivono più a lungo e le loro storie coniugali diventano più complesse”.

Tra i fattori a rischio c’è dunque anche lo stato civile, più che le disponibilità economiche. I dati statistici adesso dovranno essere da supporto ad uno studio che riesca a rintracciare i motivi per cui chi è divorziato rischia di più.

Per il momento si ipotizza che lo stile di vita dei divorziati, e dei non sposati in generale, potrebbe essere alla base di questo dato. I single tendono a mangiare più spesso fuori, magari cibo spazzatura, e comunque con ritmi più insensati. La vita coniugale invece potrebbe portare stabilità anche nelle abitudini.

I single potrebbero avere abitudini, come il consumo di alcol e orari meno abitudinari, che i coniugi non hanno. Anche la salute in generale potrebbe essere più trascurata, rispetto a quella dei coniugati, che si aiutano e “curano” a vicenda. Le malattie croniche possono essere più controllate tra coniugi, e anzi possono diventare motivo di maggiore unione.

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