Difficoltà di erezione: l’importanza del dialogo

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Difficoltà di erezione, disfunzione erettile, ovvero difficoltà ad avere rapporti sessuali: ne soffrono più di tre milioni di italiani, ma solo in 300.000 lo scorso anno hanno deciso di affrontare il problema. La virilità è per l’uomo un punto dolente: perderla, seppure in parte, crea imbarazzo, ansia, un disagio che tende ad allargarsi a tutte le sfere sociali ed interpersonali.

L’uomo si chiude in se stesso e nella maggior parte dei casi a rimetterci è il rapporto di coppia: non per l’atto sessuale in se stesso, ma per il silenzio ed il distacco che l’uomo decide di instaurare. Questa è la strada più sbagliata da percorrere, ma anche la più frequente. Quando si incappa con regolarità nell’incapacità  di raggiungere o mantenere una erezione, occorre rivolgersi ad uno specialista, ma prima ancora parlarne con la propria partner.

Non tutte le sere si possono inventare scuse per evitare rapporti sessuali! Alla lunga, la donna ne risulterà ferita: si sentirà esclusa, tradita, non desiderata, penserà al peggio. Ma non ad un problema sessuale che sarebbe perfettamente in grado di capire ed accettare. In questi casi, quando l’uomo decide di tacere, di non affrontare il problema, si innesca un pericoloso meccanismo di sofferenza, inutile da ambo le parti. Le cause della disfunzione erettile sono molte, ma spesso risolvibili.

L’andrologo, figura professionale a tutt’oggi ancora poco conosciuta può aiutare a trovare la soluzione giusta. L’importante però è parlarne, cercare il medico giusto ed affrontare la questione. Numerose sono le campagne informative in questo senso. Tra queste ve ne segnaliamo una promossa dalla SIA (Società Italiana di Andrologia): Amare senza Pensieri. Sul sito (qui) è possibile trovare informazioni, indirizzi, giorni ed orari in cui gli specialisti risponderanno al numero verde 800.36.36.77. A volte la difficoltà di erezione può essere il sintomo di un’altra patologia (il diabete ad esempio). In altri casi può dipendere da una semplice ansia da prestazione. Perché dunque aspettare a verificare?

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