Secondo il sessuologo, il questionario per indagare le disfunzioni sessuali femminili non poggia su basi scientifiche

di Tippi Commenta

Secondo il sessuologo Vincenzo Puppo, fervente detrattore dell’esistenza del punto G e dell’orgasmo vaginale, il questionario usato per indagare le disfunzioni sessuali nelle donne non poggia su basi scientifiche.

Il questionario messo sotto accusa dal medico sessuologo del Centro Italiano di Sessuologia (CIS), è il Female Sexual Function Index, che, paradossalmente, ruoterebbe su una serie di domande sulla sessualità femminile inesatte, poiché non riguardano gli organi sessuali femminili importanti per il piacere, ma mirano ad indagare la funzionalità della vagina e il rapporto pene. Ed è a questa disinformazione che si deve addebitare l’intensificarsi di notizie sull’aumento dei casi di disfunzione sessuale nelle donne.

Come spiega il sessuologo:

Leggendo con attenzione le 19 domande dell’Indice di Funzione Sessuale Femminile si può rilevare che le domande non riguardano gli organi sessuali femminili importanti per l’orgasmo femminile, ma sono dirette principalmente a indagare la funzionalità della vagina e il rapporto pene-vagina, ma come tutti sanno la vagina non è un organo capace di scatenare un orgasmo, ma è solo un organo della riproduzione.

Inoltre, l’esperto lamenta l’assenza di domande che riguardano gli organi erettili femminili, importanti sia per l’eccitazione che per l’orgasmo femminile. Le prime 2, infatti, sono sul desiderio sessuale, la 3, la 4,la 5, e la 6 sono sull’eccitazione sessuale (una sulla soddisfazione); la 7, la 8, la 9, la 10 sono sulla lubrificazione vaginale; la 11, la 12, la 13 sono sull’orgasmo (una sulla soddisfazione); la 14,la 15, la 16 sono sulla soddisfazione (emozionale, relazionale, vita sessuale); infine, la 17, la 18, la 19 sono sul dolore durante la penetrazione vaginale.

Sarebbe opportuno, invece, per indagare la funzione sessuale femminile, rivolgere domande che studino prima di tutto la masturbazione, una funzione del corpo umano che non può essere accertata in relazione con un’altra persona. Inoltre, nelle domande non dovrebbero comparire le parole “rapporto vaginale” e “soddisfazione”.

Secondo il sessuologo Vincenzo Puppo, le disfunzioni sessuali femminili sarebbero tanto diffuse semplicemente perché da un lato l’orgasmo femminile non esiste, e dall’altro viene usato un questionario non scientifico dal punto di vista fisiologico.

Fonte: NCBI

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