Accanimento terapeutico, libertà di scelta al Gemelli di Roma (VIDEO)

di Valentina Cervelli 0

Il diritto di decidere. Un neurologo del Policlinico Gemelli di Roma, ospedale cattolico, dà ai suoi pazienti la possibilità di scegliere, in determinate condizioni, se sottoporsi o meno ad un accanimento terapeutico. In un paese dove non vi è una legislazione seria a riguardo, ciò che fa il dott. Mario Sabatelli è qualcosa di unico.

 

E che sicuramente scatenerà moltissime polemiche. Il sanitario ci mette la faccia in quello che crede, raccontando tutto ciò davanti alle telecamere dell’Associazione “Viva la vita Onlus”. Il dott. Sabatelli è il responsabile del centro Sla dell’ospedale romano. Ed è fermamente convinto che il destino di una persona deve essere deciso dalla stessa e non da burocrati o giudici. Spiega nel corso del video:

Trovo assurdo e violento che il destino di una persona che sta vivendo un dramma così particolare, com’è vivere con un tubo in gola, debba essere deciso da qualcuno seduto dietro a una scrivania. È violento, illogico, irrazionale, illegittimo. Per questo noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento, naturalmente col consenso informato, a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheotomizzato. Io non ho paura: stiamo facendo il bene dei pazienti.

Sono parole che pesano come un macigno e che dovrebbero portare chi di dovere a voler stabilire, a prescindere dalla religione e dalla politica, fin dove arriva il diritto di una persona alla sua dignità ed alla gestione delle sue cure. C’è chi la chiamerà sicuramente eutanasia, sbagliando termine: in realtà non è altro che la libertà di scelta del paziente di essere sottoposto o meno ad un trattamento invasivo inutile, in grado solo di prolungare la sua agonia. Il dott. Mario Sabatelli non ha paura delle ripercussioni: dalla sua parte ha la legge (quel poco che è stato stabilito finora, N.d.R.) l’etica ed il codice deontologico.

Il paziente, secondo il medico, deve avere sempre libertà di scelta se in grado di intendere e di volere. E sappiamo che con la Sla questa capacità non sparisce: si rimane tragicamente lucidi fino alla fine. Vi siete mai chiesti cosa vorreste per voi se foste malati e doveste scegliere se rimanere in vita artificialmente o lasciare che la natura percorra il proprio sentiero? A prescindere da tutto, va sottolineato, è ora che vengano stabiliti dei protocolli giusti e comuni.

Photo Credit | YouTube-Viva la vita Onlus

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