Expo 2015, il piano di emergenza medica e sanitaria

di Cinzia Iannaccio Commenta

Ci siamo. Al Via l’Expo 2015 di Milano l’Esposizione Universale sull’alimentazione e la nutrizione dal titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”; un’esperienza globale dal quale l’Italia potrà uscirne vincitrice, come eccellenza organizzativa. Forse. Diciamo che finora le cose non sono filate troppo lisce, ma il vero banco di prova si avrà a partire da ora. Ciò che mi preoccupa di più è sul come l’emergenza sanitaria sarà gestita. 20 milioni di visitatori previsti in 6 mesi, con picchi di 250.000 persone nei giorni di massima affluenza, in un’area di circa 110 ettari a Nord di Milano. Cosa accade se in un metro quadrato dell’Expo 2015, un visitatore ha un malore? Un infarto? Cade e si frattura una gamba? Senza dimenticare che la manifestazione è uno dei luoghi a più alto rischio terroristico d’Italia. Mi vengono i brividi solo a pensarci.


Di soldi ne sono stati spesi non pochi dal punto di vista dell’emergenza sanitaria (la sola Regione Lombardia ha stanziato 26 milioni di euro per le strutture, il personale e l’organizzazione) ed è stato messo a punto un piano di emergenza (è stato chiamato Pemaf) per l’assistenza medica con pochi eguali, se non l’ originale da cui è stato preso spunto: quello delle zone di guerra in Israele!

La scorsa settimana c’è stata anche una prova generale che sembra aver funzionato. In cosa consiste il tutto? Intanto va detto che all’interno dell’area Expo sono presenti diversi punti di assistenza medica e 118, coordinati dall’Areu (Azienda regionale per le emergenze e le urgenze), collegati ovviamente con le strutture sul territorio. Qui oltre al personale qualificato anche i mezzi per il primo soccorso, primi fra tutti preziosi defibrillatori con tanto di operatori in grado di usarli (non sempre purtroppo questo binomio viaggia collegato!). Ma fuori dall’Expò?
Il Pemaf -che prevede un’unità di crisi- coinvolge 7 strutture d’eccellenza, che in caso di necessità devono essere pronte ad accogliere altissimi numeri di feriti, ognuno per le proprie specificità e competenze:

  • Niguarda (Centro traumatologico di alta specializzazione)
  • Policlinico (per i bambini e le donne in gravidanza)
  • Ospedale Sacco (per gli attacchi bioterroristici)
  • San Carlo (politraumatizzati ed interventi neurochirurgici)
  • Pini (centro ortopedico)
  • Garbagnate e Rho come ospedali generalisti, tra l’altro vicini al sito di Expo.

In caso di emergenza è previsto che queste strutture possano arrivare ad accogliere contemporaneamente 44 pazienti in codice rosso, 88 in codice giallo e 282 in codice verde. L’unità di crisi avvia l’allarme ed automaticamente parte l’evacuazione dei Pronto Soccorso e dei reparti di tali ospedali per i pazienti trasportabili altrove, per lasciare libere le strutture ai feriti in massa. Reperibilità immediata per tutti i medici, anche quelli fuori servizio, ciascuno dei quali sarà dotato di un giubbino identificativo di diverso colore in base alle competenze e compiti a lui affidati.
A disposizione immediata dai magazzini, dei kit di attrezzature mediche pronte, già pronte per le diverse tipologie di intervento e gravità. Il tutto in 20 minuti massimi. L’attenzione è puntata anche ad eventuali attacchi biochimici.
In città sono comunque potenziate anche altre strutture, come gli ambulatori di guardia medica, a cui in caso di necessità potranno accedere anche pazienti non in emergenza.
Non solo. Una curiosità che esula dal piano di emergenza regionale, ma che mi piace sottolineare: i lavoratori Manpower (molti all’interno dell’Expò 2015) sono stati dotati di un particolare microchip personale, adesivo (l’ICE-KEY Tag di crono Time) sul quale saranno disponibili tutti i dati sanitari necessari in caso di infortunio o malore e perdita di conoscenza (gruppo sanguigno, allergia, terapie in corso, patologie, parente da contattare in caso di necessità, eccetera). L’equipe di Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) è stata dotata per l’occorrenza di smartphone e tablet per la lettura di tale particolare chip.

Che ne dite come andrà? Speriamo di non doverlo scoprire. Nel frattempo se vi piace seguire questa manifestazione per il suo tema principale, l’alimentazione, seguite con noi le Ricette dal Mondo per l’Expo2015.

 

 

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