Fidel Castro morto, la sua sanità pubblica nonostante l’embargo

di Cinzia Iannaccio Commenta

Fidel Castro è morto, per davvero stavolta, ieri sera alle 22,29. A darne l’annuncio il fratello Raul, alla televisione locale, Presidente di Cuba dal 2008, quando il Lìder Màximo aveva abbandonato il potere a causa delle sue condizioni di salute. La reazione alla notizia, sia a Cuba che nel mondo non è stata univoca: dalla commozione ai festeggiamenti (mai di buon gusto in questi casi) segno inequivocabile -se mai servisse- che Fidel divide ancora. La sua figura, spesso controversa rappresenta comunque una pagina di storia importante per tutto il ‘900 nel bene e nel male. Tra le cose positive gli vanno riconosciute come la sua attenzione all’istruzione e alla salute dei cubani. Ed è della visione di Castro di una sanità pubblica che vogliamo parlare noi di Medicinalive.

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La sanità a Cuba secondo Fidel Castro

Istruzione e sanità sono stati resi accessibili a tutti, come aveva annunciato al suo trionfo rivoluzionario lo stesso Fidel all’alba degli anni ’60. Oggi nessun bambino cubano vive in strada (a differenza di altri Paesi dell’America latina), i tassi di mortalità infantile sono più bassi anche degli Stati Uniti (secondi solo al Canada -dati OMS ) ed equivalente è l’aspettativa di vita; viene distribuito latte gratuito fino al compimento dei 7 anni, per evitare rischi di malnutrizione nei bambini e garantire una crescita sana. Garantito è anche l’accesso alle cure ad ognuno, con una sanità pubblica notevole ed ampio spazio è stato dato alla ricerca in campo farmaceutico. Basti pensare in tal senso al caso del Vidatox o Escozul- farmaco ottenuto dal veleno di un tipo di scorpione presente sull’Isola e da molti definito vaccino anticancro, che veniva offerto in forma gratuita a chiunque lo richiedesse, anche se stranieri giunti a Cuba appositamente.

(In realtà ancora non sono state dimostrate le proprietà antitumorali del Vidatox, benché sia stato accertato un suo effetto benefico come medicina complementare per contrastare certi sintomi di chemioterapia e di malattia –leggi qui per approfondimenti).

Rimane il fatto che nella visione della sanità pubblica di Castro, anche il settore della ricerca scientifica si è molto sviluppato  ed il Paese oggi ha un suo “portafoglio” di brevetti farmaceutici che vende il tutto il mondo. Un importante imput è stato dato allo sviluppo delle biotecnologie (che hanno focalizzato l’attenzione del mondo per molto tempo in relazione al rischio per la creazione di armi biologiche) alla diffusione di presidi sanitari su tutto il territorio, alla prevenzione e vaccinazione. Il tutto ovviamente nei limiti imposti dall’embargo. Del resto con l’assenza di farmaci e materie prime non si poteva far altro che sviluppare nuovi medicamenti e soluzioni (con particolare riferimento alla medicina alternativa, omeopatica, preventiva e riabilitativa)

La riforma sanitaria avviata da Castro nel 1959 che prevedeva un Sistema Sanitario Nazionale gratuito per tutti, può oggi essere visto come un vero successo, anche e soprattutto in relazione a quello che c’era prima a Cuba (i pochi medici erano privati ed andavano pagati ad ogni prestazione: molti di loro abbandonarono il Paese quando fu avviata la riforma sanitaria). Certo questo non cancella tutte le ombre sulla figura di Fidel, dittatore e torturatore, ma fa capire come al contempo sia stato anche considerato un liberatore, innovatore, salvatore.

Del resto è figlio dei tempi, quegli anni 60 ricchi di contraddizioni. La storia ha fatto e farà il resto ed il giudizio ultimo spetta-come si dice in questi casi-ai posteri!

 

 

 

Foto: Pixabay