Macerata, sanità dell’orrore: bivaccano tra i cadaveri

di Valentina Cervelli 0

La sanità italiana è ancora al centro dell’attenzione. Ma non per un episodio di malasanità quanto per uno di vero e proprio degrado. A Macerata, gruppi di nomadi si accampano di notte in aree protette dell’ospedale, vivendo in mezzo ai cadaveri dei pazienti defunti.

Sono differenti i problemi di tipo sanitario che questo comportamento fa emergere: la condizione di conservazione delle salme, il pericolo igienico per chi si accampa nell’obitorio improvvisato e quello per chi la mattina dopo si trova a lavorare nello scempio lasciato da chi con poca cura bivacca in mezzo ai corpi senza vita. Questa situazione purtroppo, sebbene emersa ora va avanti da diverse settimane. Questo avviene perché nell’ospedale cittadino di notte manca il necroforo, le salme vengono lasciate ad “attendere” in luoghi alternativi all’interno della struttura che non vengono attualmente utilizzati.

Ed è proprio lì che le persone si rifugiano per vivere di notte, noncuranti però delle scarse condizioni igieniche in cui languono e costringono a vivere le persone che ad esempio, dopo i loro, si trovano ad utilizzare i servizi dell’ospedale. Noncuranti di vivere nel degrado, non si curano nemmeno di lasciare pulite le zone nelle quali bivaccano costringendo talvolta i parenti dei defunti a dover passare in luoghi igienicamente non sicuri per raggiungere i propri cari in attesa del loro trasferimento all’obitorio.

Questa situazione, per ciò che concerne le salme, è ovviamente dovuta alla riorganizzazione di tale reparto. Ciò non toglie che per il bene comune, una maggiore attenzione dovrebbe essere portata. Infezioni da Escherichia Coli per citarne una, ma qualsiasi malattia batterica potrebbe facilmente prendere piede nel degrado, senza contare che le salme stesse per mantenersi fino al ritorno alla famiglia hanno bisogno di condizioni igieniche sostenibili.

Le lamentele da parte dei famigliari dei deceduti e del personale sanitario sono state notevoli in numeri. La speranza è che venga fatto presto qualcosa.

Photo Credit | Thinkstock

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