Malattia di Chagas, Aids del terzo millennio?

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Malattia di Chagas (o morbo): il nuovo Aids? Ne avevate mai sentito parlare? Forse la conoscete col suo termine scientifico tripanosomiasi americana? E’ difficile, perché si tratta di una patologia che colpisce essenzialmente solo alcune tipologie di persone, molto povere, che vivono in America del Sud (Bolivia, Messico, Colombia) ed America Centrale, in scarse condizioni igieniche, per lo più soggiornanti in capanne fatiscenti. Negli ultimi anni però anche negli Stati Uniti sono stati diagnosticati almeno 30.000 casi, negli ambienti degli immigrati provenienti dall’America Latina. E’ una malattia silente, che dopo un breve periodo con sintomi aspecifici, va in remissione per poi colpire violentemente l’organismo (anche dopo 20 anni): può essere letale.

Questi ed altri motivi hanno portato alcuni esperti a lanciare un allarme sulla rivista scientifica PLoS Neglected Tropical Diseases: qui esprimono il loro parere spiegando come tali caratteristiche (la diffusione in categorie specifiche di popolazione e la sua lunga “incubazione”) la possano benissimo far paragonare al virus dell’HIV e dunque all’AIDS. Negli Stati Uniti, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), non a caso ha inserito il Morbo di Chagas tra le 5  malattie parassitarie più trascurate e che meritano una seria azione di sanità pubblica. Ma in concreto, di cosa si tratta e quali i rischi che si possa diffondere ulteriormente? Soprattutto, si può curare?

Cos’è la malattia di Chagas?

La malattia di Chagas è una patologia cronica provocata dal parassita Trypanosoma cruzi, che viene trasmesso agli animali e alle persone da alcuni insetti tipici dell’America Latina, per lo più piccole cimici nere (20 mm circa) avvezze a succhiare il sangue. Si stima che nel mondo colpisca almeno 10 milioni di individui e nel 2008 pare abbia ucciso almeno 10.000 persone. Il parassita in questione si annida nel sangue e comincia ad infestare l’organismo arrivando nel tempo a colpire organi vitali. Il problema del rischio epidemico simile all’Aids è che viene trasmesso attraverso il sangue, dunque anche attraverso trasfusioni e da madre a figlio. Avendo una sintomatologia comune ad altre malattie, soprattutto nella prima fase acuta, è difficile fare una diagnosi, non è una patologia che si va a cercare di routine ed ha comunque un periodo di latenza, in cui non è individuabile. Negli Stati Uniti dal 2007, il test per il Trypanosoma cruzi viene effettuato su tutti i donatori di sangue. Ma così non è nel resto del mondo, dove ancora questo problema ha un’incidenza irrilevante.

I sintomi della malattia di Chagas

Nella prima fase acuta la Malattia di Chagas può essere asintomatica o presentare lievi disturbi come la febbre, gonfiore di un occhio e/o presso l’area della puntura dell’insetto, malessere generale. Poi la malattia va in remissione per ricomparire molti anni dopo con costipazione grave, dolori addominali, difficoltà di deglutizione e aritmie cardiache. Il parassita di fatto arriva a provocare insufficienza cardiaca e questo è il pericolo più grande per la mortalità. Si può curare se individuata per tempo.

Foto: Thinkstock

Fonte: nlm.nhi.gov

 

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