Sindrome di Down, 9 ottobre contro i pregiudizi

di Valentina Cervelli Commenta

Il prossimo 9 ottobre si celebrerà la Giornata Nazionale della Sindrome di Down. Non vi è occasione migliore, ancora una volta, di combattere i pregiudizi nel tentativo di rendere possibile quell’inclusione necessaria che si cerca di attuare ogni giorno.

persona affetta da sindrome di down al lavoro

Qualcosa che dovrebbe avvenire senza l’ausilio di campagne speciali che sottolineino quanto un problema congenito non debba divenire una discriminante contro l’inclusione di una persona nella società e nel mondo del lavoro. La giornata del 9 ottobre, promossa da CoorDown Onlus si focalizzerà proprio quest’anno sulle effettive possibilità di inserimento che vengono date alle persone affette da trisomia 21. E per sostenere i progetti delle associazioni che fanno parte della Onlus per migliorare le condizioni delle persone affette dalla sindrome di Down, in oltre 200 piazze italiane verrà venduto un “messaggio” di cioccolato in cambio di un contributo.

La sindrome di Down è una condizione genetica che occorre quando una persona presenta una copia in più del cromosoma 21. Essa si manifesta generalmente con un ritardo cognitivo e nello sviluppo fisico e con alcune particolari caratteristiche del viso e del corpo, causate proprio dall’eccesso dell’espressione dei geni presenti nel cromosoma in più.

Quel che è necessario capire è che, nonostante la presenza della condizione genetica alla base, le persone affette da trisomia 21 non sono tutte uguali e che le manifestazioni cambiano, non solo per via di fattori costituzionali ma anche per l’educazione ed il sostegno ricevuto. Ed è proprio su quei servizi che possono aiutare l’individuo down a vivere una vita il più possibile autonoma e normale che si vuole puntare, tentando di sostenerli e migliorandoli al fine di renderli disponibili per un numero sempre maggiore di persone.

Non solo: si vuole dare il giusto spazio anche alla ricerca. Sono infatti in corso studi per studiare approcci nuovi alla sindrome e limitare i danni neurologici da essa derivanti, fin da quando il bambino è nel grembo della madre.

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