Aids, cura sperimentale: paziente senza virus da un anno

di Valentina Cervelli 0

E’ presto per cantare vittoria, ma una cura sperimentale contro l’Aids sarebbe stata in grado di mantenere un paziente senza virus per un anno. Potrebbe essere vicino il momento in cui l’uomo sarà davvero in grado di curare la malattia scatenata dal virus dell’HIV?

Primo caso di remissione totale senza trapianto di staminali

Secondo i dati raccolti un uomo brasiliano potrebbe essere la prima persona al mondo ad aver raggiunto una completa remissione del virus dell’HIV dopo essere stato sottoposto a un mix sperimentale di farmaci antiretrovirali. La notizia, data dagli scienziati che lo hanno seguito è stata per il momento accolta con scetticismo da alcuni esperti.

Cosa c’è di diverso in questo caso rispetto alle altre remissioni ottenute sperimentalmente negli anni? A essere eccezionale è il fatto che il paziente avrebbe sconfitto il virus senza essere sottoposto a trapianto di staminali. Il caso è stato illustrato dai ricercatori dell’Università Federale di San Paolo alla Conferenza Aids 2020 che hanno sottolineato che “benché si tratti di un caso isolato, potrebbe rappresentare la prima remissione a lungo termine dall’HIV” senza che sia stato eseguito un trapianto.

L’uomo di 36 anni, in aggiunta al cocktail di farmaci standard contro la malattia, ha assunto anche tre medicinali antiretrovirali per 48 settimane, trai quali figurano anche maraviroc e nicotinamide, capaci secondo la scienza di far emergere i serbatoi del virus nell’organismo in modo tale che lo stesso possa essere eliminato dagli altri farmaci con maggiore facilità.

Alcuni esperti sono scettici sul risultato

Il paziente, sieropositivo dall’ottobre 2012, aveva iniziato i trattamenti per l’HIV due mesi dopo la diagnosi e nel 2016  era stato scelto per essere uno dei soggetti coinvolti nella sperimentazione di questa nuova terapia appositamente messa a punto.

Una volta conclusa la sperimentazione l’uomo è tornato a sottoporsi al trattamento standard. Le analisi del sangue condotte da quel momento a intervalli di tre settimane l’una dall’altra non hanno rilevato segni d’infezione, secondo quanto riportato dai ricercatori coordinati dal professore Ricardo Diaz.

E’ necessario sottolinearlo: le reazioni degli esperti internazionali sono contrastanti: alcuni sono molto scettici sul risultato ottenuto. A centrare il punto della situazione ci ha pensato Monica Gandhi, esperta di Hiv dell’Università della California a San Francisco

Si tratta di risultati eccitanti, ma molto preliminari.

Questo significa che è ancora prematuro cantare vittoria. Quel che appare evidente è che se tutto dovesse rimanere così e i risultati confermarsi, questo caso brasiliano potrebbe aggiungersi ai più celebri casi dei pazienti di Berlino e di Londra, che hanno sconfitto l’infezione da HIV dopo un trapianto di staminali.

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