Cuore messo in pausa per una settimana, sopravvive grazie alle macchine

di Marco Mancini 2

Interventi chirurgici al limite della fantascienza sono ormai quasi all’ordine del giorno, ma quello che ci viene riportato oggi da Firenze ha un che di straordinario. Una bambina, nata con un problema congenito al cuore che lo aveva gonfiato talmente tanto da occuparle la gran parte del torace, mandando in corto circuito gli altri organi, è stato artificialmente “spento” dai medici dell’ospedale Meyer.

Il team di chirurghi ha compiuto un mezzo miracolo: inserendo uno stent nel bronco principale di sinistra hanno ripristinato la funzione degli organi, le hanno “riattivato” il cuore dopo ben 7 giorni, ed ora la bimba ha tutte le funzioni corporee a posto.

Grazie a questo straordinario intervento la mia bambina è nata per la seconda volta. Quando siamo arrivati qui non pensavamo che ora l’avrei vista sveglia, nutrirsi con i biberon, come tutti gli altri bambini

ha spiegato la mamma che ormai stava perdendo le speranze. Gli eroi di questa storia sono l’èquipe del reparto cardiologia del Meyer e lo staff di cardiochirurgia pediatrica della Fondazione Toscana Monasterio Ospedale del cuore, G. Pasquinucci di Massa, i quali hanno spiegato che, nella settimana in cui il cuore non funzionava, la sua funzione era stata sostituita da una pompa centrifuga extracorporea e un ossigenatore. Quest’azione ha permesso, oltre che l’installazione dello stent, anche il reimpianto sull’aorta della coronaria sinistra.

Ma come crescerà la bambina? Visto che ora, a distanza di un mese, i medici affermano senza dubbio che “sta bene”, le previsioni sono che, se dovesse seguire correttamente la cura farmacologica prescritta, i problemi al cuore e all’apparato respiratorio potrebbero essere corretti e la piccola potrebbe crescere in maniera normale.

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[Fonte: Corriere della Sera]

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