Infarto, in aumento tra le giovani donne

di Paola Commenta

Dal Congresso europeo di cardiologia in corso in questi giorni a Stoccolma, e dei cui risvolti vi stiamo tenendo informati con continui aggiornamenti su Medicinalive, arrivano belle e buone notizie. Buone ed incoraggianti come One Mission One Million, iniziativa che finanzia progetti di prevenzione per diminuire i casi di ictus che derivano dalla fibrillazione atriale. O come il nuovo farmaco salvacuore a basa di ivabradina. Meno positive come quella di cui vi parliamo oggi: il dato sconfortante sull’aumento dei casi di infarto tra le donne, anche quelle più giovani.

Sotto accusa, nei risultati dello studio sulle malattie cardiovascolari pubblicato sulla rivista Aging clinical experimental research e finanziato dalla Human Health Foundation di Spoleto, ci sarebbero il fumo di sigaretta, che come ben sappiamo è un fattore di rischio importante, e il cambiamento nello stile di vita degli ultimi 40 anni che ha reso più vulnerabile alle cardiopatie il genere femminile.

Pensate che nel 2005 il numero degli infarti tra le donne ha conosciuto un aumento del 29,2% in Italia, mentre quello degli uomini si attesta al 17,2%, a fronte di un numero di infarti nel nostro Paese quantificabile in 118 mila, divisi tra 75 mila uomini e 43 mila donne. Nel 2001 i casi registrati erano in totale 96.000.

Il dottor Prisco Piscitelli, epidemiologo presso l’ISBEM, autore dello studio, coomenta questa crescita spiegando che

il maggior numero di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca è stato registrato negli uomini di età compresa tra 45-64 anni (29.900 casi nel 2005) e nelle donne oltre 75 anni di età (26.500 casi). In quest’ultimo caso le donne hanno superato gli uomini, che contano 24 mila presenze nel 2005.

A preoccupare maggiormente però, è un altro dato: quello relativo al picco di casi tra le donne più giovani, quelle di età compresa tra i 45 ed i 64 anni, con un incremento registrato del 22%. Cifre impressionanti se si considera che, nella stessa fascia d’età del genere maschile, l’aumento dei casi resta stabile ad un +8%.

[Fonte: Italia-news.it]

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