Infarto: cosa provoca un attacco di cuore

di Marco Mancini 2

L’inquinamento atmosferico provoca più attacchi di cuore della cocaina, dell’alcool, del caffè e dello sforzo fisico, affermano i ricercatori Università di Hasselt in Belgio. Sesso, rabbia, marijuana e le infezioni respiratorie possono provocare infarti del miocardio in diversa misura, ma l’inquinamento atmosferico, in particolare quello del traffico intenso, è il principale colpevole.

I risultati, pubblicati su Lancet, suggeriscono che fattori come l’aria inquinata devono essere presi più sul serio quando si osservano i rischi per il cuore, e dovrebbero essere messi nel gruppo dei maggiori fattori di rischio.

Il dottor Tim Nawrot dell’ateneo belga, che ha condotto lo studio, ha affermato di sperare che i suoi risultati possano incoraggiare i medici a pensare più spesso ai rischi a livello più ampio di popolazione e non solo caso per caso. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) descrive l’inquinamento atmosferico come “un grave rischio ambientale per la salute”, e stima che possa provocare circa 2 milioni di morti premature ogni anno nel mondo.

L’équipe del dottor Nawrot ha combinato i dati di 36 studi separati ed ha calcolato il rischio relativo di infarto, come esso viene provocato e la frazione attribuibile di popolazione (PAF). Il rischio più alto è stato l’esposizione al traffico, seguito da uno sforzo fisico, alcool, caffè, inquinamento atmosferico, e quindi altri aspetti come la rabbia, sesso, uso di cocaina, marijuana, fumo e le infezioni respiratorie.

Tra i pericoli per l’attacco di cuore studiati, la cocaina è la più comune nell’avvio di un attacco di cuore per un individuo, ma il traffico ha l’effetto più grande sulla popolazione perché più persone ne sono esposte. Il PAF dà una misura di come molte malattie potrebbero essere evitate se il rischio non fosse più presente.

Un rapporto pubblicato nel 2010 ha rilevato che l’inquinamento atmosferico in molte città importanti in Asia supera le soglie, stabilite dall’OMS, sulla qualità dell’aria, e che questi “cocktail tossici” di sostanze inquinanti risultano in più di 530.000 morti premature all’anno.

Il fumo passivo non è stato incluso in questo studio in quanto, secondo il dottor Nawrot, i suoi effetti sono paragonabili a quelli dell’inquinamento dell’aria esterna. La ricerca non ha mancato di sottolineare comunque che i divieti di fumo nei luoghi pubblici hanno ridotto sensibilmente il tasso degli attacchi di cuore.

Tuttavia, ciò che scatena l’attacco di cuore dovrebbe essere considerato come il “colpo di grazia”. Le fondamenta della malattia cardiaca che portano ad un attacco di cuore sono diagnosticate nel corso degli anni

ha concluso il medico.

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[Fonte: Health24]

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