Pressione alta, dormire per combatterla: funziona negli anziani

di Valentina Cervelli 0

Il sonno, è risaputo, ha effetti benefici sul corpo umano. Quello profondo ancor di più, specialmente se si è anziani: è infatti in grado di combattere la pressione alta. Lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension, emanazione della American Heart Association e condotto dall’Università di San Diego. Secondo i risultati della ricerca l’ipertensione si manifesterebbe solo quando viene a mancare questa tipologia di sonno.

Altri fattori , alcuni considerati di rischio come peso, età e disturbi della respirazione  non avrebbero influenza sul manifestarsi della pressione alta. Nemmeno la durata totale e la frammentazione del sonno. L’importante è che quest’ultimo sia profondo.

Il tutto si basa sullo studio dell’architettura morfeica: gli scienziati hanno analizzato 784 soggetti maschi sottoponendoli al controllo polisomnografico del sonno . Gli uomini, di età media pari a 75,3 anni sono stati studiati per sei anni:  è l’unica variabile che ha influenzato lo sviluppo di ipertensione l’uno rispetto all’altro, è risultata essere proprio la carenza di sonno ad onde lente. Se gli anziani venivano “selettivamente“ risvegliati durante la fase di sonno profondo la loro pressione saliva.

Ovviamente per quanto “certa” dei risultati, una ricerca del genere dovrà essere seguita da ulteriori studi che prendano a campione un gruppo di persone più eterogeneo, come i giovani e le donne. Ma secondo gli autori è più che verosimile che il sonno profondo sia in grado di agire come un “regolatore” sul metabolismo e sul sistema nervoso simpatico  tenendo lontana la pressione alta.

Dello stesso avviso, anche se basata su uno studio di tipo differente, è stata qualche mese fa una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania su un gruppo di giovani studenti dell’Allegheny College e pubblicato in seguito sull’sull’International Journal of Behavioral Medicine. Anche in quel caso è stato dimostrato che gli individue che cadevano in un sonno profondo, nel corso della “pennichella pomeridiana” che veniva concessa loro nel corso di una normale e stressante giornata di lavoro corrispondeva ad un migliore controllo del ritmo cardiaco e della pressione.

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Fonte: Hypertension

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