Soffio al cuore: pericoloso? Cause e sintomi in neonati, bambini e adulti

di Ivan Zilla Commenta

Il soffio al cuore (o soffio cardiaco) si manifesta quando la naturale contrazione del muscolo cardiaco, da cui scaturisce il fluire del sangue, genera un rumore anomalo, apprezzabile auscultando il paziente con uno stetoscopio. Si tratta di un leggero fruscio, simile al suono prodotto dal passaggio dell’aria attraverso una piccola fessura, che accompagna il ritmo cardiaco.  In questo articolo scopriremo che questa particolare condizione non è sempre pericolosa e può interessare neonati, bambini e soggetti adulti. Vedremo inoltre che le cause e i sintomi  cambiano a seconda dell’età dei pazienti presi in esame.

Cos’è il soffio al cuore o soffio cardiaco

Il medico individuerà un soffio cardiaco quando, utilizzando uno stetoscopio all’altezza del cuore, percepirà un sibilo o un fischio che accompagnino il rumore naturale prodotto dal battito del cuore.

Il soffio al cuore è in realtà piuttosto comune, ma fortunatamente nella maggior parte dei casi non deve suscitare preoccupazione. In tal senso vanno distinti il soffi al cuore fisiologici (o innocenti) dai soffi al cuore anomali (o patologici). I primi, più frequenti, non rappresentano un pericolo e interessano pazienti che non sono affetti da alcuna patologia grave. Il soffio fisiologico può infatti presentarsi fin dalla primissima infanzia e perdurare anche in età adulta senza causare conseguenze o limitare in alcun modo la vita del paziente.

I soffi cardiaci anomali, invece, sono sintomo di una patologia cardiaca, di un’infezione o di una malformazione congenita dell’apparato cardiocircolatorio. La terapia cambierà a seconda del disturbo da cui è affetto il paziente.

Cause del soffio al cuore

I soffi al cuore innocenti non devono destare preoccupazioni perché non sono legati a problemi cardiaci gravi. Nei bambini e nei neonati possono presentarsi soffi fisiologici dovuti a iperattività cardiaca, per poi sparire con la crescita o persistere per tutta la vita senza necessità di cura.

Vi sono poi soffi innocenti “passeggeri” che si manifestano solo in situazioni di particolare stress per il cuore. In gravidanza, ad esempio, si può registrare un aumento significativo dell’attività cardiaca. In questa particolare condizione, non è raro che nelle gestanti si manifestino soffi al cuore temporanei, che regrediscono spontaneamente dopo il parto.

I problemi sorgono quando il soffio al cuore diventa patologico ed è quindi diretta conseguenza di disturbi più gravi. La cerchia di problematiche da cui può scaturire un soffio cardiaco anomalo  è molto vasta: possiamo distinguere patologie congenite e patologie acquisite.

Le patologie congenite, più frequenti tra i bambini e i neonati, sono le alterazioni della struttura dell’apparato cardiocircolatorio. Vere e proprie malformazioni, presenti di norma sin dalla nascita, che ostacolano il naturale afflusso del sangue dal cuore verso le arterie e le vene e viceversa. In alcuni casi più gravi possono coesistere nel neonato anche due o più malformazioni congenite. Sono queste condizioni cliniche molto delicate, che vanno tenute sotto controllo medico assiduo e costante.

I soffi cardiaci anomali possono essere anche sintomo dei danni provocati da malattie cardiache acquisite: disturbi che riguardano principalmente soggetti adulti ed anziani. Tra i più comuni ricordiamo:

Vanno infine ricordati quei disturbi che causano un incremento della circolazione sanguigna, pur non essenso malattie cardiche: primi fra tutti anemia e ipertiroidismo.

Sintomi del soffio al cuore in neonati, bambini ed adulti

Il soffio al cuore fisiologico non presenta sintomi gravi e non deve preoccupare.

I soffi cardiaci anomali, invece, “accompagnano” i sintomi della patologia da cui scaturiscono. A seconda della tipologia e della gravità della malattia che ne è la causa, insieme al soffio potrebbero dunque manifestarsi: ritardi della crescita, fiato corto, ipersudorazione, asma, cianosi, vertigini e svenimento.

Cosa fare in caso di soffio al cuore?

Come già specificato, il soffio al cuore non è una malattia e nella maggior parte dei casi è di natura benigna e quindi non necessita di alcuna cura.

Il soffio al cuore anomalo non è benigno ma è il sintomo di un disturbo e dunque sparirà quando il disturbo verrà curato. Nel caso di alterazioni della morfologia del cuore in un neonato, ad esempio, le terapie farmacologiche e chirurgiche possono rappresentare una soluzione ed eliminare o alleviare, tra le altre complicazioni, anche i soffi cardiaci.

Negli adulti la cura cambierà in base alla gravità della patologia riscontrata. Il medico di base può assegnare una terapia o indirizzare il paziente verso centri specializzati. Va infine ricordato che, in alcuni casi, i danni provocati dalle malattie cardiache, i relativi sintomi e quindi l’eventuale soffio al cuore possono essere irreversibili.

Si può fare attività sportiva con il soffio al cuore? Anche agonistica?

Se il medico diagnosticherà un soffio cardiaco benigno, il paziente potrà condurre una vita del tutto normale e dunque praticare qualsiasi tipo di sport.

Il discorso è completamente diverso nel caso dei soffi anomali, che sono invece sintomo di problematiche più gravi. In questo caso saranno il medico di fiducia o lo specialista cardiologo a fornire le giuste indicazioni terapeutiche e le eventuali limitazioni.

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Foto: Thinkstock

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