Ebola, primo caso sospetto di contagio in Italia

di Valentina Cervelli Commenta

 

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E’ allarme a Civitanova per un caso di sospetto contagio di ebola. La paziente è una donna nigeriana di 40 anni residente nel nostro paese e tornata qualche giorno fa dopo un periodo di vacanza passato nella sua terra di origine. L’Italia deve incominciare ad avere paura di questo pericoloso virus?

La risposta è ancora negativa. Prima di tutto bisogna verificare che i sintomi presentati dalla donna siano effettivamente quelli del virus ebola. Non dobbiamo dimenticare che l’iniziale manifestazione della malattia è rappresentata da una sintomatologia molto simile a quella di un virus influenzale: febbre, tosse, dolori muscolari. E’ in seguito che si instaurano le emorragie multiorgano che portano alla morte. La quarantenne era rientrata da una settimana dalla Nigeria e presenta al momento febbre alta. Questo è quanto viene confermato anche dalla Asur di Macerata. Per meglio monitorare la situazione e mettere in quarantena preventiva la donna, la stessa è stata trasportata all’ospedale di Ancona. E’ emerso che la paziente è stata considerata un sospetto contagio di ebola basandosi su protocolli preparati dal Ministero della Sanità in base alla provenienza da un paese a rischio e dalla presenza di sue sintomi riconducibili alla febbre emorragica.

La donna sarà ricoverata nel Centro di malattie infettive ed emergenti degli immunodepressi diretto dal prof. Marcello Tavio. Mentre la provetta contenente il sangue della donna per ottenere una diagnosi definitiva verrà inviata a Roma, presumibilmente presso la struttura dedicata dell’Ospedale Spallanzani, specializzato in Malattie Infettive.

La presenza di un caso sospetto di ebola in Italia non deve però mettere in allarme. Se il contagio dovesse venire confermato, la donna verrà sottoposta ad ogni possibile approccio terapeutico disponibile per curare la patologia e con molta probabilità anche i suoi famigliari verranno testati per il virus. Non resta che attendere i risultati delle analisi provenienti da Roma per avere una conferma o una smentita dei sospetti.

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