Basta uno starnuto per alimentare il sospetto di un contagio. I sintomi sono quelli di una normale influenza e, a sentire alcuni scettici, di questo si tratta: febbre superiore a 38° accompagnata da tosse, raucedine, malessere, spossatezza. Eppure il conÂtroverso allarme dell’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità ) risulÂta essere abbastanza disorientante se si pensa al suo compito istituzionale dì controllo della sanità mondiale, compreÂse le psicosi collettive, al punto di rapÂpresentare – sia ben chiaro: involontariaÂmente – la sintesi perfetta della “trasmissione” del terrore.
Dobbiamo oggettivamente constatare che se non fosse per le dichiarazioni dei vertici dell’OMS che ad aprile ci facevano confondere il numero dei contagiati messicani con il numero dei decessi, di questa influenza non se ne conosceva neanche l’esistenza. DichiaÂrava la direttrice dell’OMS, Margaret Chan:
“Il virus non può essere fermato… sarà pandemia. “
Affermava Keiji Fukuda vicedirettore generale Oms:
“L’evoluzione del virus è evitabile, ma i Paesi dovrebbero comunque prepaÂrarsi al peggio. L’epidemia della nuova influenza AH1N1 non avrà gli stessi effetti della Spagnola” (la Spagnola uccise quasi 50 milioni di persone).”
La storia di questa malattia è quasi secoÂlare, comparve per la prima volta negli Usa ed affonda le sue radici nel lontano 1918. Secondo gli esperti dell’University of Pittsburgh Graduate School of ‘Public Health, il virus H1N1 ha avuto origine da una malattia dei maiali che si diffuse tra gli animali della fiera “Cedar Rapids Swine Show” in Iowa. Da allora si è rimescolato almeno 4 volte con altri virus influenzali, “estinguendosi” per brevi periodi e trasformandosi di nuovo fino a ricomparire nelle “vestì” dell’atÂtuale pandemico H1N1.
Il virus suino ha dunque qualcosa come 90 anni ed è un “contemporaneo” del virus della Spagnola che seminò morte nel mondo, però, a differenza di quest’ultima che uccideva gli uomini, l’antenato di H1N1 si diffondeva solo tra i suini. Nel 1977 c’è stato il “salto” e l’agente patogeno ha  iniziato a diffondendosi (con un’elevata trasmissibilità ) anche tra gli uomini. Secondo le stime dell’OMS, le persone contagiate nel mondo sono già .nell’ordiÂne delle centinaia di migliaia, presto diventeranno milioni, forse centinaia di milioni, visto che il virus H1N1 si sta propagandando molto rapidamente, sviluppando in 6 settimane quello che una normale influenza stagionale sviluppa in una stagione.
Per il momento il suo indice di letalità è molto basso, pari a quella di una comune influenza, ma il rischio eviÂdente è rappresentato da un possibile mutamento che ne aumenti il grado di pericolosità . Intanto l’OMS fa il punto della situazione dettando alcune linee guida: niente più rapporti sul numero complessivo dei casi confermati per Paese; monitorare la comparsa di grapÂpoli d’infezioni gravi o letali o mutamenÂti nelle modalità del contagio.
In Italia, dopo l’annuncio shock del Vice-ministro alla Salute Fazio, sull’ipotesi di far slittaÂre la riapertura delle scuole per rallentaÂre il contagio, il ministero ritorna sull’arÂgomento invitando i cittadini a non proÂdigarsi in acquisti insensati di antivirali, Tamiflu ìn testa. A noi non rimane che aspettare il vaccino che sarà in commerÂcio ad ottobre, cercando di seguire – quaÂlora sospetteremo la malattia – la normaÂle profilassi che si richiede ìn questi casi: andare dal medico generico, fare le anaÂlisi prescritte e nella peggiore delle ipoÂtesi andare nella struttura ospedaliera di riferimento.