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Lampedusa, pericolo di epidemie: parola di OMS e Ministero

Le condizioni igienico sanitarie a Lampedusa sono davvero al limite. Il sovraffollamento dei centri  di accoglienza dell’isola rende alto il rischio di diffusione di malattie infettive “trasmissibili per via oro fecale e respiratoria”. È questa la conclusione alla quale sono giunti gli esperti del Ministero della Salute e dell’Organizzazione mondiale della Sanità dopo un sopralluogo congiunto di due giorni nella zona.

Quella di Lampedusa è una situazione che desta davvero forti preoccupazioni nell’autorità adibite al controllo della salute. Non solo quindi i rilievi effettuati dallo Stato italiano, ma anche quelli portati avanti dall’ufficio regionale per l’Europa dell’OMS, rivelano scarse condizioni igieniche e possibili problemi fisici per tutti coloro che sono stipati all’interno dei centri ormai straripanti.

Il problema non risiede solo nello sviluppo di patologie trasmissibili con facilità, ma anche nella connotazione endemica che le stesse avrebbero a causa del sovraffollamento.

Si legge nel rapporto stilato:

La situazione desta forti preoccupazioni dal punto di vista igienico, anche se non sono emersi per ora quadri clinici legati a malattie infettive tra le popolazioni giunte sull’isola dal Nord Africa. In base alle condizioni di sovraffollamento esistenti, si sottolinea l’importanza di mantenere alta la sorveglianza e la prevenzione delle malattie e di una continua attenzione alle misure di controllo ambientale.

Le conclusioni stilate dagli esperti verranno rese note nella loro interezza nel corso della Conferenza Internazionale prevista a Roma il prossimo 13 aprile 2011: una tavola rotonda nata dalla collaborazione dell’Italia, della Commissione Europea, dell’OMS/Europa e di tutti i paesi europei coinvolti nel fenomeno migratorio proveniente dai paesi africani. Si tratta di una riunione che metterà il punto sulla coordinazione degli aspetti sanitari della crisi e per discutere di come reagire ad un alto potenziale numero di migranti che potrebbe riversarsi nell’euro zona.

Intanto in Italia è stato istituito un gruppo di coordinamento al fine di assicurare un’adeguata assistenza sanitaria compatibile al numero degli arrivi nel nostro paese.

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Fonte: Ansa