Malattia misteriosa uccide 18 persone in Nigeria

di Valentina Cervelli Commenta

Un nuova misteriosa malattia ha causato 18 morti in Nigeria, un paese già duramente colpito dal virus dell’ebola nei mesi scorsi. Un paese quindi già indebolito da una precedente epidemia rischia di soccombere sotto una nuova minaccia.

Di questa patologia si sa molto poco. Non si sa ancora dire se si tratta di un batterio o di un virus. I sintomi conosciuti riguardano alterazioni della vista, mal di testa e perdita di coscienza. E viene definita come “misteriosa” perché ancora non è stata identificata. Quel che al momento è noto, come spiega la BBC, è la sintomatologia finora registrata e la morte di 18 persone finora. Secondo le ricostruzioni delle autorità sanitarie del luogo, sarebbe comparsa nella città Ode-Irele, nello Stato di Ondo, e si starebbe diffondendo rapidamente. Sul luogo sono giunti gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, già al lavoro con il personale locale per identificare la malattia.

Qualsiasi cosa sia, secondo ciò che racconta la BBC, è molto veloce: la morte sopraggiunge entro le 24 ore. Kayode Akinmade, rappresentante del governo del luogo ha spiegato che i test di laboratorio hanno escluso che si tratti di un ceppo particolare di ebola o di un altro virus conosciuto. Mentre il portavoce dell’Oms per queste emergenze, Gregory Hartl, ha dichiarato da una indagine preliminare effettuata dai loro esperti, le persone contagiate dalla patologia hanno mostrato i primi sintomi tra il 13 e il 15 aprile.

Oltre al naturale allarme per il fatto di avere a che fare con un pericolo praticamente finora sconosciuto, c’è da sottolineare che questa nuova emergenza è nata in un luogo come la Nigeria già colpito dal virus dell’ebola ed in qualche modo indebolito. Il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità sia già presente in loco con i suoi ricercatori fa ben sperare su una possibile veloce individuazione dell’agente patogeno. Fatto questo sarà possibile mettere a punto una possibile terapia.

Photo Credits | Alexander Raths / Shutterstock.com

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